Ho già scritto su questo forum in passato per problematiche recidivanti legate alla mia prostata che
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Ho già scritto su questo forum in passato per problematiche recidivanti legate alla mia prostata che ormai mi accompagnano da quasi un anno, con frequenti episodi febbrili, prostatite, orchite ed epididimite.
Sono un uomo di 39 anni, normopeso, sportivo e fumatore.
Prostata di dimensioni lievemente aumentate ( 3,8 x 3,8 x 4; volume cc 33). Risonanza magnetica multiparametrica che scongiurava presenza di neoplasia prostatica, ma che evidenziava segni di flogosi diffusa. Ultima urinocoltura che, invece, segnalava la presenza di klebsiella pneumoniae ed enterococcus faecalis.
Dulcis in fundo: in data 20/12/2023 avvertivo un forte dolore rettale, che erroneamente imputavo ai miei ormai noti problemi prostatici. Tuttavia, toccandomi all’altezza dell’ano, avvertivo un gonfiore enorme.
Mi sottoponevo con urgenza a visita proctologica che evidenziava una tromboflebite emorroidaria e venivo, in data 22/12/2023, sottoposto a intervento chirurgico ambulatoriale per il drenaggio della zona trombizzata. Seguiva terapia antibiotica post operatoria.
A seguito di ulteriori controlli di proctologia ( trascurando, mio malgrado, la mia situazione prostatica) si decideva di ricorrere alla terapia di sclerosanti; tuttavia, pochi giorni or sono e a seguito di iniezione e relativa dilatazione anale da parte del proctologo per permettere alla siringa di penetrare, tornavo a casa con forti dolori inguinali e iniziavo ad accusare emospermia e rigonfiamento dello scroto con dolori lancinanti all’altezza del testicolo sinistro.
Mi recavo, pertanto, dall’urologo il quale mi “rimproverava” di essermi sottoposto a sclerotetapia considerate le mie precarie condizioni a livello prostatico. Mi veniva diagnosticata un’orchite con annessa infiammazione della prostata. Avevo finanche 39 di febbre.
La mia domanda è la seguente: devo interrompere la scletotetapia ( ho già fatto due sedute che, certamente, non possono essere risolutive del problema emorroidario) e concentrarmi per adesso sull’orchite e la prostatite? Può il proctologo, attraverso la dilatazione anale e la spremitura, aver sollecitato inavvertitamente la ghiandola prostatica e avermi causato questa recidiva a carico dell’apparato urinario? Ma, soprattutto, come faccio a contenere le emorroidi in presenza di questo quadro clinico precario che mi impedisce di subire una semplice indagine rettale?
Sono un uomo di 39 anni, normopeso, sportivo e fumatore.
Prostata di dimensioni lievemente aumentate ( 3,8 x 3,8 x 4; volume cc 33). Risonanza magnetica multiparametrica che scongiurava presenza di neoplasia prostatica, ma che evidenziava segni di flogosi diffusa. Ultima urinocoltura che, invece, segnalava la presenza di klebsiella pneumoniae ed enterococcus faecalis.
Dulcis in fundo: in data 20/12/2023 avvertivo un forte dolore rettale, che erroneamente imputavo ai miei ormai noti problemi prostatici. Tuttavia, toccandomi all’altezza dell’ano, avvertivo un gonfiore enorme.
Mi sottoponevo con urgenza a visita proctologica che evidenziava una tromboflebite emorroidaria e venivo, in data 22/12/2023, sottoposto a intervento chirurgico ambulatoriale per il drenaggio della zona trombizzata. Seguiva terapia antibiotica post operatoria.
A seguito di ulteriori controlli di proctologia ( trascurando, mio malgrado, la mia situazione prostatica) si decideva di ricorrere alla terapia di sclerosanti; tuttavia, pochi giorni or sono e a seguito di iniezione e relativa dilatazione anale da parte del proctologo per permettere alla siringa di penetrare, tornavo a casa con forti dolori inguinali e iniziavo ad accusare emospermia e rigonfiamento dello scroto con dolori lancinanti all’altezza del testicolo sinistro.
Mi recavo, pertanto, dall’urologo il quale mi “rimproverava” di essermi sottoposto a sclerotetapia considerate le mie precarie condizioni a livello prostatico. Mi veniva diagnosticata un’orchite con annessa infiammazione della prostata. Avevo finanche 39 di febbre.
La mia domanda è la seguente: devo interrompere la scletotetapia ( ho già fatto due sedute che, certamente, non possono essere risolutive del problema emorroidario) e concentrarmi per adesso sull’orchite e la prostatite? Può il proctologo, attraverso la dilatazione anale e la spremitura, aver sollecitato inavvertitamente la ghiandola prostatica e avermi causato questa recidiva a carico dell’apparato urinario? Ma, soprattutto, come faccio a contenere le emorroidi in presenza di questo quadro clinico precario che mi impedisce di subire una semplice indagine rettale?
Il suo problema emorroidario deriva dalla consistnete e persistente congestione infiammatoria pelvico-prostatica... così come i problemi testicolari e il risentimento di tutta l'area. Poi continua a fumare.... suvvia! Le occorre un ottimo andrologo che riveda tutta la situazione con i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura del secreto prostatico estratto, test di Stamey) e generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno), il profilo del PSA (PSA totale e libero, 2-proPSA e PHI; rapporto PSA/volume e PHI/volume, PSA L/T, testosterone/PSA) ed imposti poi poi la adeguata terapia di medio termine (forse lungo) che potrebbe anche prevedere, una volta decongestionato, anche una emorroidectomia.
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