Ho 73 anni presumibilmente dopo l assunzione di un antibiotico,sono oggetto di vascolite alle gambe

Ho 73 anni presumibilmente dopo l assunzione di un antibiotico,sono oggetto di vascolite alle gambe che ora si sta estendento anche alle braccia.Prendo deflan 30 da 2 giorni ma non vedo alcun miglioramento.Perche'?.Ringrazio.

7 risposte


Il Daflon è un vasoprotettore utilizzato o per crisi emorroidarie o per insufficienza venosa. Per una vasculite io userei un cortisonico o per crema o per bocca a secondo della gravità del caso.

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Buongiorno, se la vasculite è insorta dopo l'assunzione di un antibiotico, è possibile che si tratti di una vasculite da ipersensibilità, ma è importante che la diagnosi venga confermata dal medico, poiché esistono diverse forme di vasculite e il trattamento varia in base alla causa. Per quanto riguarda il Deflan, è normale che dopo soli due giorni non si osservi ancora un miglioramento evidente: in molti casi sono necessari diversi giorni perché il cortisonico esplichi pienamente il suo effetto. Tuttavia, se le lesioni continuano a comparire o a estendersi nonostante la terapia, è opportuno ricontattare tempestivamente il medico curante o lo specialista, perché potrebbe essere necessario rivalutare la diagnosi, il dosaggio della terapia o eseguire ulteriori accertamenti. Se oltre alle lesioni cutanee dovesse avere ulteriori sintomi e peggioramento della condizione clinica generale è consigliabile rivolgersi immediatamente al Pronto Soccorso. Un cordiale saluto, dott.ssa Elena Butera, internista e angiologa


Più che l'antibiotico il fumo, l'alcool, i grassi alimentari rovinano le nostre vene, per vedere un certo miglioramento col farmaco ci vogliono tempi lunghi (6/8 mesi), tanto più lunghi col clima caldo, faccia camminate con le gambe immerse nell'acqua fresca del mare.


Se si tratta realmente di una **vasculite cutanea indotta da un antibiotico**, **due giorni di Deflan® (deflazacort) possono non essere sufficienti** per osservare un miglioramento evidente. In molti casi occorrono **5-7 giorni**, talvolta più, perché le lesioni inizino a regredire. È però importante considerare che: * il farmaco responsabile deve essere stato **sospeso**; * la diagnosi di vasculite deve essere confermata, perché esistono altre eruzioni cutanee che possono assomigliarle; * se le lesioni **continuano ad aumentare**, compaiono febbre, dolori articolari, urine scure, sangue nelle urine, dolore addominale o altri sintomi, è necessaria una **rivalutazione medica tempestiva**, poiché potrebbe essere necessario modificare la terapia o eseguire ulteriori accertamenti (esami del sangue, urine ed eventualmente biopsia cutanea). In sintesi, **l'assenza di miglioramento dopo soli due giorni non è di per sé anomala**, ma se la vasculite continua a estendersi è opportuno ricontattare il medico che la sta seguendo o rivolgersi a un dermatologo o internista senza attendere la fine della terapia.


La comparsa di una vasculite dopo l'assunzione di antibiotico è possibile. Ovviamente altre potenziali cause di vasculite andrebbero escluse, a maggior ragione se continuando l'assunzione del cortisonico (deflan 30 mg) il problema non dovesse risolversi. La regola è che il problema si risolve lentamente, ma completamente.

Dr. Ciro Manzo

Dr. Ciro Manzo

reumatologo

Castellammare di Stabia

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Buongiorno, le manifestazioni vasculitiche possono talvolta essere associate all'assunzione di alcuni farmaci, tra cui gli antibiotici. Tuttavia, è importante chiarire che non tutte le eruzioni cutanee comparse dopo una terapia antibiotica sono necessariamente riconducibili a una vasculite. Per quanto riguarda il Deflan, due giorni di trattamento possono non essere sufficienti per osservare un miglioramento clinico evidente. Tuttavia, la progressiva estensione delle lesioni dalle gambe alle braccia merita una rivalutazione medica tempestiva, per confermare la diagnosi, individuare l'eventuale causa e verificare che non vi sia un coinvolgimento di altri organi, in particolare dei reni. Le consiglio pertanto di rivolgersi quanto prima al medico curante o a uno specialista, senza modificare autonomamente la terapia corticosteroidea. Cordiali saluti.

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