Ho 63 anni, psa 2,5 ho fatto questo esame perché ho continui problemi ad urinare con dolore all’iniz
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Ho 63 anni, psa 2,5 ho fatto questo esame perché ho continui problemi ad urinare con dolore all’inizio della minzione che si propaga anche alla vescica, ed ho fatto varie resezioni vescicali per tumore sempre di basso grado e varie istitllazioni vescicali
Esame eseguito con tecnica multiparametrica (sequenze morfologiche, DI e DCE) e m.d.c. paramagnetico (acido gadoterico 0.5 mmol/ml, 0.2 ml/kg, associato a studio dinamico).
Refertazione eseguita secondo le linee guida PI-RADS v.2.1 della Società Europea di Radiologia Urogenitale (ESUR). La scansione T2 sul piano parassiale è stata eseguita con criteri compatibili con fusion imaging.
Prostata modicamente ingrandita, con diametri trasversi di 50 x 3,6 mm e diametro sagittale di 43
mm (volume calcolato con la formula dell'ellisse = 40 ml).
Nel contesto del parenchima ghiandolare prostatico, sia in sede periferica, che nelle regioni centrale e transizionale, non sono riconoscibili lesioni focali con caratteri di morfologia, segnale, restrizione della diffusività dell'acqua o potenziamento post-contrastografico da ritenersi sospette per patologia disproliferativa clinicamente significativa.
La porzione periferica presenta intensità di segnale lievemente ridotta e disomogenea, per la presenza di aree ipointense, a morfologia non nodulare e senza significativa restrizione della diffusione ne precoce enhancement contrastografico, riferibili più verosimilmente ad alterazioni di tipo prostatitico (score complessivo PI-RADSv2.1=2).
Non significative alterazioni a carico della porzione transizionale, ipertrofica e ad aspetto adenomatoso multinodulare (score complessivo PI-RADSv2.1=2).
Continuo e regolare il profilo capsulare.
Vescichette seminali distese, regolari e simmetriche.
Vescica distesa a pareti finemente ispessite, improntata dalla porzione transizionale
Non liquido libero nello scavo pelvico ne significative linfoadenomegalie nelle comuni sedi di repere esaminate
Esame eseguito con tecnica multiparametrica (sequenze morfologiche, DI e DCE) e m.d.c. paramagnetico (acido gadoterico 0.5 mmol/ml, 0.2 ml/kg, associato a studio dinamico).
Refertazione eseguita secondo le linee guida PI-RADS v.2.1 della Società Europea di Radiologia Urogenitale (ESUR). La scansione T2 sul piano parassiale è stata eseguita con criteri compatibili con fusion imaging.
Prostata modicamente ingrandita, con diametri trasversi di 50 x 3,6 mm e diametro sagittale di 43
mm (volume calcolato con la formula dell'ellisse = 40 ml).
Nel contesto del parenchima ghiandolare prostatico, sia in sede periferica, che nelle regioni centrale e transizionale, non sono riconoscibili lesioni focali con caratteri di morfologia, segnale, restrizione della diffusività dell'acqua o potenziamento post-contrastografico da ritenersi sospette per patologia disproliferativa clinicamente significativa.
La porzione periferica presenta intensità di segnale lievemente ridotta e disomogenea, per la presenza di aree ipointense, a morfologia non nodulare e senza significativa restrizione della diffusione ne precoce enhancement contrastografico, riferibili più verosimilmente ad alterazioni di tipo prostatitico (score complessivo PI-RADSv2.1=2).
Non significative alterazioni a carico della porzione transizionale, ipertrofica e ad aspetto adenomatoso multinodulare (score complessivo PI-RADSv2.1=2).
Continuo e regolare il profilo capsulare.
Vescichette seminali distese, regolari e simmetriche.
Vescica distesa a pareti finemente ispessite, improntata dalla porzione transizionale
Non liquido libero nello scavo pelvico ne significative linfoadenomegalie nelle comuni sedi di repere esaminate
Per quanto il PSA totale sia ai limiti per l'attenzione, la mpRMI è decisamente negativa per un cancro. La prostata ha un volume significativamente aumentato che, con lo stato di congestione infiammatoria proprio e derivante dalle condizioni vescicali citate, ben giustifica la sua sintomatologia minzionale. Il quadro va pertanto monitorato sul fronte vescicale, come credo abbia sinora fatto, e va meglio valutato sul fronte della congestione infiammatoria pelvico-prostatica anche valutando le ragioni generali con i dovuti esami (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno). Poi si potrà decidere una terapia adeguata.
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Salve. L’indicazione all’esecuzione di una RM prostatica multiparametrica NON è a mio avviso corretta nel suo caso: PSA nei limiti (verosimilmente) senza aumenti sospetti (avrei bisogno della PSA velocity per poterlo accertare) ed assenza di sospetti palpatori all’esplorazione digito-rettale (non nota), sono criteri per cui personalmente non le avrei consigliato tale esame. Ciò detto, il risultato della RM, ha posto diagnosi di sospetto di IPB di medio-piccole dimensioni con sovrapposizione di prostatite cronica (o riacutizzata su cronica; la distinzione può essere solo clinica non telematica), coerente tra l’altro con la sua sintomatologia: LUTS sospetti per OCP (Ostruzione cervico-prostatica) con infiammazione/infezione prostatica e quasi certamente ASSENZA di carcinoma prostatico clinicamente significativo. La situazione prostatica, va comunque integrata con la storia di NMIBC pluri-operato (n-TURB) è trattato con instillazioni endovescicali (MMC o anche BCG, stante la sua storia di pluri-recidiva, sebbene di basso grado?!): si è instaurata un’instabilità detrusoriale secondaria all’IPB ed ai molteplici trattamenti endovescicali? Andrebbero eseguiti degli esami di approfondimento: es.urine ed urocoltura, spermiocoltura (compresa ricerca di BK se eseguite instillazioni con BCG), esame urodinamico invasivo con valutazione diretta o ECO del RPM, Fibrocistoscopia recente (<3 mesi). In base agli esiti di tali esami, si potrà stabilire con ragionevole certezza se sia indicato procedere ad esempio, con un intervento disostruttivo prostatico (TURP) o possa essere sufficiente una terapia antibiotica e/o alfalitica e/o anti-muscarinica. Resto a disposizione, cordiali saluti.
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