Ho 46 anni e dopo un periodo di tranquillità sono tornati attacchi di panico e stati d'ansia che mi
Ho 46 anni e dopo un periodo di tranquillità sono tornati attacchi di panico e stati d'ansia che mi portano alla nausea. Fatto gastroscopia con esito di ernia iatale e lieve gastrite cronica curata con pantoprazolo. Fatto sedute da psicologo ma con risultati non del tutto positivi. Mi son rivolto ad uno psichiatra e sto seguendo una cura con escitalopram partendo da una goccia fino ad arrivare a 12 (un goccia in più ogni giorno) al mattino e 15 gocce di compendium. sono arrivato a 10 gocce di escitalopram e faccio una fatica enorme a svolgere le attività di routine, leggero mal di testa e sonnolenza alla sera. Son effetti collaterali ma non pensavo fossero così pesanti e leggevo che dopo 2 settimane svaniscono. E' vera questa cosa? Mi conviene sentire il psichiatra per capire se si può cambiare cura.
2 risposte
Si dovrebbe risentire il suo psichiatra perchè: escitalopram è un forte serotoninergico però, questa sua caratteristica lo porta ad aumentare i livelli di ansia proprio perchè è molto stimolante, secondo: il disturbo di panico andrebbe trattato con modesti dosaggi di ad serotoninergico perchè i bassi dosaggi sono modulatori dell' ansia, a dosaggi maggiori aumenta l' effetto antidepressivo , al momento , se vuole continuare con escitalopram, a mio parere, deve abbassare il dosaggio delle gocce.
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Buongiorno, i sintomi che descrive sono compatibili con gli effetti indesiderati che possono comparire nelle prime settimane di trattamento con escitalopram. In particolare, un temporaneo aumento dell'ansia, nausea, cefalea, stanchezza o sonnolenza sono eventi abbastanza frequenti all'inizio della terapia e, nella maggior parte dei pazienti, tendono ad attenuarsi nell'arco di 2-4 settimane. Detto questo, l'intensità degli effetti collaterali è molto soggettiva. Se la sonnolenza e la difficoltà a svolgere le normali attività quotidiane sono così marcate da compromettere la qualità di vita, è opportuno informare il suo psichiatra. Potrà valutare se rallentare ulteriormente la titolazione, modificare l'orario di assunzione, adottare strategie per migliorare la tollerabilità oppure, se necessario, prendere in considerazione un'alternativa terapeutica. È importante, invece, evitare di sospendere autonomamente il farmaco, perché una sospensione precoce potrebbe non consentire di valutarne realmente l'efficacia. Infine, ricordi che nella cura del disturbo di panico e dei disturbi d'ansia la combinazione tra terapia farmacologica e una psicoterapia strutturata, in particolare quella cognitivo-comportamentale, offre spesso i migliori risultati nel medio-lungo termine. Le auguro di trovare presto un buon equilibrio terapeutico.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.
