Ho 44 anni (183cm per 72kg) e già da diverso tempo mi trovo in un vortice di problemi fisici che sta

Ho 44 anni (183cm per 72kg) e già da diverso tempo mi trovo in un vortice di problemi fisici che stanno pesantemente condizionando la mia vita. Ho sempre avuto a che fare con infortuni vari, ma ogni volta la causa scatenante era facilmente individuabile: ginocchio destro (tendine rotuleo, collaterale laterale, zampa d'oca) distrutto a calcio, gomito destro (epicondilite) in palestra, collo (frattura del dente dell'epistrofeo) a seguito di un incidente in scooter quando avevo 18 anni. Tutte problematiche che però mi sono trascinato dietro in età adulta con relativa cronicizzazione dell'infiammazione e quindi del dolore, complice il fatto che molte di esse sono state trattate con un po' di superficialità (infiltrazioni di cortisone anche quando non era il caso). Nell'aprile del 2023, a seguito di una semplice torsione (mi stavo infilando un paio di pantaloni), avverto un forte dolore alla parte interna del ginocchio sinistro, tanto da limitarne la flessione a soli 90°: la Risonanza Magnetica dirà che si tratta di una "alterazione del segnale nel corno posteriore del menisco mediale". Poche settimane dopo, ho iniziato ad avvertire un dolore acuto al tricipite brachiale sinistro dopo essermi... stiracchiato. Nello stesso periodo, un'altra acrobazia mortale (mi sono alzato dal letto) mi ha provocato una fitta intensa al gomito sinistro: anche in questo caso ho eseguito una RM che ha evidenziato "isointensità del segnale da tendinosi per epicondilite mediale", più una modesta tendinosi del tendine comune degli estensori. Quella che, da sempre, era stata la mia parte "forte", ovvero la sinistra, aveva ceduto di botto. Ho subito osservato un periodo di riposo, con borse del ghiaccio diverse volte al giorno. L'ortopedico ha consigliato in primis un ciclo di Medrol (per una ventina di giorni); poi, per il ginocchio, una prima infiltrazione antinfiammatoria (Depomedrol e Lidocaina) che ha generato una forte reazione dolorosa; sono seguite altre tre infiltrazioni, stavolta di acido ialuronico, a distanza di circa 3 settimane l'una dall'altra, che non hanno migliorato di molto la situazione. Si era ipotizzata anche l'eventualità di un intervento artroscopico (meniscectomia), da me poi declinata a causa del sopraggiungere di altre problematiche. Nel frattempo ho deciso di riprendere un po' di attività fisica. Niente di troppo complicato: stretching mirato, cyclette, pesi leggerissimi (1-1,5 kg) e camminate a passo sostenuto (manco a dirlo, correre è diventato impossibile). Tengo a precisare che, per mia natura, non sono uno sprovveduto e sto attentissimo a tecnica e fluidità di movimento. Ginocchio e gomito sinistro continuavano a dolere, ma per qualche mese tutto è sembrato procedere senza intoppi... finché, nell'agosto del 2024, la bella novella: interruzione delle fibre superficiali del ventre muscolare del soleo del polpaccio destro, con modesta raccolta ematico-edematosa intralesione. Dolore intensissimo, difficoltà a camminare, umore sotto le scarpe. Segue l'ennesimo periodo di riposo, con ghiaccio, antinfiammatori per via orale (questi ultimi li devo sempre dosare con parsimonia, perché soffro anche di esofagite gastrica causata da un'infezione da Helicobacter) e le fondamentali ciabatte "con un po' di tacco" come da prescrizione ortopedica. Nel novembre dello stesso anno, si aggiungono delle fastidiose fitte a entrambi i polsi, da ambo i lati (localizzate "sotto" il pollice e "sotto" il mignolo) e "un versamento infiammatorio infiltrante le fibre tendinee d'origine degli adduttori, con loro ispessimento e disomogeneità"... insomma, pubalgia all'adduttore sinistro. Stavolta decido di rivolgermi a un fisiatra, che mi consiglia 10 sedute di Tecar per il polpaccio e 10 sedute di TENS per l'adduttore, che svolgo nel gennaio 2025, più un ciclo di Gladio 10mg. Nel frattempo eseguo anche un'ecocolordoppler (arterioso arti inferiori; venoso arti inferiori) per scongiurare complicanze. Non sto a specificare che i benefici della terapia saranno pressocché nulli. Durante la fisioterapia il polpaccio sinistro, che evidentemente s'era preso invidia, ha deciso di colmare il divario col fratellino: pure lui "interruzione delle fibre superficiali del terzo inferiore del soleo, sotto il ventre muscolare del gemello mediale, con raccolta ematico-edematosa intralesione, per lesione distrattiva di I grado". Praticamente nello STESSO, IDENTICO PUNTO. Nei mesi successivi ho applicato su polpacci, adduttore, polsi e, saltuariamente, gomiti dosi industriali di Dicloreum 3% prima, artiglio del diavolo 90% poi. Su consiglio del mio medico di famiglia, nel marzo del 2025 ho deciso di affidarmi a un reumatologo, casomai queste problematiche derivassero da una causa reumatologica comune. Ho fatto tutte le analisi del caso, e a parte una carenza di vitamina D (che sto trattando con Dibase gocce da ormai un anno), non è emerso alcun segno di artrite. L'unico consiglio che mi son portato a casa è stato quello di riprendere l'attività fisica. A luglio cerco di riattivarmi un po', ma devo quasi immediatamente sospendere per un fortissimo dolore al collo; a causa dell'incidente in scooter ho sempre avuto episodi di torcicollo, ma mai invalidanti come in quest'ultimo caso: sono rimasto "bloccato" per settimane e ancora oggi non ho riacquistato una piena mobilità. Contatto un altro ortopedico che mi prescrivere le RX di rito. Mi fa inoltre notare che le lesioni ai polpacci potrebbero derivare dai crampi notturni, e in effetti io ne ho sempre sofferto fin da bambino (ricordo bene che la prima lesione, al polpaccio destro, è seguita a un crampo notturno avvenuto pochi giorni prima), mentre la pubalgia non riesce a spiegarsela. Mi prescrive degli integratori da prendere per 3 mesi (Milesax e Tendisulfur), ma nel frattempo, visto che ormai sono un centro commerciale per infiammazioni, anche l'adduttore destro ha deciso di unirsi alla compagnia. Nell'ultimo periodo (più o meno da novembre) ho ripreso ad allenarmi a casa tre volte a settimana (sempre in maniera controllata e con pesi leggeri), evitando le camminate troppo pesanti. Per quanto i dolori permanessero e nessuna (NESSUNA) delle problematiche di cui sopra si fosse risolta, sembrava che le cose stessero andando un pochino meglio (più forza, più costanza, migliore sopportazione). Addirittura, forse grazie ad alcuni esercizi specifici trovati online, sono riuscito a riprendere in mano un joypad, visto che da più di un anno i polsi mi dolevano semplicemente lavandomi i denti. Finché alcune settimane fa, durante una breve passeggiata, non ho avvertito di nuovo una fitta acuta al polpaccio sinistro, seguita pochi giorni dopo da un indolenzimento sospetto anche al destro, e stavolta nessun crampo notturno che facesse da avvisaglia. Recentissima, una fastidiosa sciatalgia al lato sinistro, anche questa sorta senza un apparente motivo. Ed eccomi qua. Ormai da anni ho difficoltà anche solo a camminare, a salire in auto, a mettermi a letto, ad aprire una bottiglia, e non so il perché. Convivo con un corpo che non fa altro che boicottarmi e che non guarisce, nonostante tutte le accortezze e nonostante io segua a menadito le terapie e i consigli che mi vengono suggeriti. Ogni gesto, anche il più banale, dev'essere pensato e ponderato, perché la facilità con cui mi faccio male è disarmante. Inoltre non mi spiego questa assurda bilateralità delle infiammazioni (polsi, gomiti, polpacci, adduttori). Se ho scritto tutto questo è nella speranza di trovare un'indicazione, anche minima, su cosa mi stia succedendo, o su quale percorso intraprendere per migliorare. La simultaneità di tutti questi dolori sta avendo un effetto devastante sulla qualità della mia vita, e nonostante un'enormità di visite, analisi, medicinali e soldi spesi finisco sempre per tornare punto e a capo, ma ogni volta con un carico in più. Non so sinceramente come uscirne. Ringrazio in anticipo per ogni eventuale risposta. PS. A titolo informativo: non faccio un lavoro usurante, anzi, sto prevalentemente seduto; non fumo, non bevo alcol, cerco sempre di mantenere un regime alimentare vario (tanta frutta e tanta verdura) e mi idrato continuamente; dormo aiutandomi con cuscini sotto le ginocchia e sotto i gomiti, per evitare che il dolore notturno diventi ingestibile; assumo l'antistaminico (kestine) a giorni alterni dal 2016, per una forma di orticaria cronica insorta dopo aver contratto la mononucleosi.

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Dr. Gianluca Fellone

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osteopata

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