Ho 29 anni e circa da circa un anno e mezzo sono in terapia da uno psichiatra per somatizzazioni mig
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Ho 29 anni e circa da circa un anno e mezzo sono in terapia da uno psichiatra per somatizzazioni migranti e ipocondria con sertralina 50 mg. Faccio anche psicoterapia.
Non ho avuto grandi risultati ma solo brevi intermezzi di pausa.
Il mio disturbo è il seguente: bruciore, parestesie, pulsazioni, pizzicore migrante e intermittente a piedi, mani, schiena al centro e scapole. (Andai da un neurologo che liquidò tutto come ansia). A volte, ma è capitato raramente, nodo alla gola, crampi, macchie rosse sulla pelle, dolori muscolari, vertigini... insomma il campionario è molto vasto.
Questi bruciore, talvolta associati a tremore muscolare e fascicolazioni al petto, sono forti e sono notevolmente accentuati da situazioni di ansia e ipocondria o da taluni contesti o situazioni (tipo seduto al computer).
A volte ho l'impressione che sia un disturbo di conversione: sembra che la mia mente cerchi di causare o accentuare sintomi per esserne terrorizzata.
Sono "migranti": ad esempio sento calore sia al piede che alla mano ma con qualche esercizio di rilassamento riesco a moderare il fastidio di bruciore, se non, in casi fortunati, a farlo cessare, almeno per un po'.
Spesso per qualche mese si concentrano in un'area su cui insistono e poi migrano in un'altra.
A volte, da alcune settimane, si associano a disturbi visivi: a volte mi capita di cercare ossessivamente puntini luminosi nel campo visivo per "spaventarmi" e pensare ad un distacco nella retina e spesso compaiono.
Spesso questi disturbi, terrorizzandomi, mi portano a cercare specialisti che, spaventati, prescrivono esami che non portano a nulla in un circolo vizioso.
Seguono periodi di attacchi "acuti" (accompagnati da panico) e di completa remissioni e spostamento in un altro distretto corporeo.
Va detto tuttavia che questi disturbi non impediscono la mia produttività e progettualità che non è diminuitanonostante l'ansia, per quanto siano MOLTO fastidiosi.
Non soffro di depressione nè ho disturbi di umore. Non soffro di attacchi di panico (paura di morire, soffocamente etc), per quanto alcuni sintomi lo siano. Non mi sento stanco nè ho privo di forza. Non soffro di insonnia.
Sto vivendo un periodo di forte stress ed è evidente che la terapia non funziona: cosa dire allo psichiatra quando ci tornerò?
Non ho avuto grandi risultati ma solo brevi intermezzi di pausa.
Il mio disturbo è il seguente: bruciore, parestesie, pulsazioni, pizzicore migrante e intermittente a piedi, mani, schiena al centro e scapole. (Andai da un neurologo che liquidò tutto come ansia). A volte, ma è capitato raramente, nodo alla gola, crampi, macchie rosse sulla pelle, dolori muscolari, vertigini... insomma il campionario è molto vasto.
Questi bruciore, talvolta associati a tremore muscolare e fascicolazioni al petto, sono forti e sono notevolmente accentuati da situazioni di ansia e ipocondria o da taluni contesti o situazioni (tipo seduto al computer).
A volte ho l'impressione che sia un disturbo di conversione: sembra che la mia mente cerchi di causare o accentuare sintomi per esserne terrorizzata.
Sono "migranti": ad esempio sento calore sia al piede che alla mano ma con qualche esercizio di rilassamento riesco a moderare il fastidio di bruciore, se non, in casi fortunati, a farlo cessare, almeno per un po'.
Spesso per qualche mese si concentrano in un'area su cui insistono e poi migrano in un'altra.
A volte, da alcune settimane, si associano a disturbi visivi: a volte mi capita di cercare ossessivamente puntini luminosi nel campo visivo per "spaventarmi" e pensare ad un distacco nella retina e spesso compaiono.
Spesso questi disturbi, terrorizzandomi, mi portano a cercare specialisti che, spaventati, prescrivono esami che non portano a nulla in un circolo vizioso.
Seguono periodi di attacchi "acuti" (accompagnati da panico) e di completa remissioni e spostamento in un altro distretto corporeo.
Va detto tuttavia che questi disturbi non impediscono la mia produttività e progettualità che non è diminuitanonostante l'ansia, per quanto siano MOLTO fastidiosi.
Non soffro di depressione nè ho disturbi di umore. Non soffro di attacchi di panico (paura di morire, soffocamente etc), per quanto alcuni sintomi lo siano. Non mi sento stanco nè ho privo di forza. Non soffro di insonnia.
Sto vivendo un periodo di forte stress ed è evidente che la terapia non funziona: cosa dire allo psichiatra quando ci tornerò?
Buonasera,
quello che deve dire allo psichiatra è quello che ha scritto, cioè come si sente ed i suoi dubbi rispetto alla terapia.
Insieme troverete la strategia terapeutica migliore per lei.
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Deve parlare dei sintomi che ha esplicitato chiaramente,lo zoloft può essere aumentato ancora ed inoltre potrebbe assumere anche altro come pregabalin o benzodiazepine per eliminare o attenuare questi sintomi “migranti”
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