Gentilissimi Dottori, sono un ragazzo di 27 anni e 2 settimane fa sono stato operato di colecistect
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Gentilissimi Dottori,
sono un ragazzo di 27 anni e 2 settimane fa sono stato operato di colecistectomia laparoscopica; premetto che da qualche anno soffro probabilmente di colon irritabile, patologia che mi provoca al più disagi quali necessità di numerose evacuazioni mattutine e talvolta episodi diarroici. Circa due mesi fa ho iniziato ad avvertire dolori addominali cronici al fianco destro e senso di pesantezza dopo i pasti che mi impedivano di mangiare la maggior parte dei cibi; ho effettuato l'intervento in urgenza dopo essere stato costretto numerose volte in pronto soccorso a causa dei dolori. Adesso però, a distanza di due settimane dall'intervento, sono tornato a presentare gli stessi dolori che avevo prima dell'intervento: si tratta talvolta di un fastidio, talvolta di un vero e proprio dolore, nel quadrante destro dell'addome, e la sensazione è come di avere qualcosa che punge nella zona; gli antidolorifici di base non hanno alcun effetto e negli ultimi giorni i dolori sono aumentati, rendendomi difficoltose anche attività normali come piegarmi di lato o in avanti.
Oggi sono andato a rimuovere i punti e mi è stato detto che i miei dolori non sono correlati all'intervento ma probabilmente al colon irritabile e che quindi devo rivolgermi ad un bravo gastroenterologo per risolvere il problema (sono stato quindi rimandato al domicilio con la sola indicazione della tachipirina, che risulta però totalmente inefficace). Già prima dell'intervento ero andato da un ottimo gastroenterologo, il quale ipotizzando appunto un colon irritabile mi aveva prescritto una colonscopia, con la premessa però che molto probabilmente sarebbe risultata negativa e che in quel caso mi sarei dovuto rivolgere ad uno psicologo in quanto il colon irritabile non presenta cause organiche per le quali il gastroenterologo possa fare qualcosa. Questa diagnosi mi stranisce: se è colon irritabile, lo ho da anni e l’ho sempre gestito con disagi di evacuazione al massimo; adesso invece presento dolori cronici all’addome da mesi che sembrano non placarsi in alcun modo.
Vi scrivo perché questa storia sta iniziando ad avere i contorni dell’incubo e non so più cosa fare: sono ormai due mesi che sono fortemente limitato nella mia vita, i dolori continuano ad esserci e mi sembra che nessun medico sappia darmi una diagnosi esatta o un trattamento risolutivo; a prescindere da quale sia il problema, a me interessa solo che il dolore passi e che possa tornare a condurre una vita normale.
Per il momento sono riuscito, dopo aver quasi dovuto discutere, ad ottenere che domani mi vengano effettuati degli ematochimici e magari un’ecografia, con la premessa che quasi certamente non risulterà nulla e quindi dovrò rivolgermi ad un gastroenterologo, cosa che, come detto prima, ho già fatto senza successo.
In attesa di un Vostro cortese riscontro, porgo i migliori saluti.
sono un ragazzo di 27 anni e 2 settimane fa sono stato operato di colecistectomia laparoscopica; premetto che da qualche anno soffro probabilmente di colon irritabile, patologia che mi provoca al più disagi quali necessità di numerose evacuazioni mattutine e talvolta episodi diarroici. Circa due mesi fa ho iniziato ad avvertire dolori addominali cronici al fianco destro e senso di pesantezza dopo i pasti che mi impedivano di mangiare la maggior parte dei cibi; ho effettuato l'intervento in urgenza dopo essere stato costretto numerose volte in pronto soccorso a causa dei dolori. Adesso però, a distanza di due settimane dall'intervento, sono tornato a presentare gli stessi dolori che avevo prima dell'intervento: si tratta talvolta di un fastidio, talvolta di un vero e proprio dolore, nel quadrante destro dell'addome, e la sensazione è come di avere qualcosa che punge nella zona; gli antidolorifici di base non hanno alcun effetto e negli ultimi giorni i dolori sono aumentati, rendendomi difficoltose anche attività normali come piegarmi di lato o in avanti.
Oggi sono andato a rimuovere i punti e mi è stato detto che i miei dolori non sono correlati all'intervento ma probabilmente al colon irritabile e che quindi devo rivolgermi ad un bravo gastroenterologo per risolvere il problema (sono stato quindi rimandato al domicilio con la sola indicazione della tachipirina, che risulta però totalmente inefficace). Già prima dell'intervento ero andato da un ottimo gastroenterologo, il quale ipotizzando appunto un colon irritabile mi aveva prescritto una colonscopia, con la premessa però che molto probabilmente sarebbe risultata negativa e che in quel caso mi sarei dovuto rivolgere ad uno psicologo in quanto il colon irritabile non presenta cause organiche per le quali il gastroenterologo possa fare qualcosa. Questa diagnosi mi stranisce: se è colon irritabile, lo ho da anni e l’ho sempre gestito con disagi di evacuazione al massimo; adesso invece presento dolori cronici all’addome da mesi che sembrano non placarsi in alcun modo.
Vi scrivo perché questa storia sta iniziando ad avere i contorni dell’incubo e non so più cosa fare: sono ormai due mesi che sono fortemente limitato nella mia vita, i dolori continuano ad esserci e mi sembra che nessun medico sappia darmi una diagnosi esatta o un trattamento risolutivo; a prescindere da quale sia il problema, a me interessa solo che il dolore passi e che possa tornare a condurre una vita normale.
Per il momento sono riuscito, dopo aver quasi dovuto discutere, ad ottenere che domani mi vengano effettuati degli ematochimici e magari un’ecografia, con la premessa che quasi certamente non risulterà nulla e quindi dovrò rivolgermi ad un gastroenterologo, cosa che, come detto prima, ho già fatto senza successo.
In attesa di un Vostro cortese riscontro, porgo i migliori saluti.
Un consiglio un po’ stravagante quello che Le évstato dato.
Il colon irritabile va curato come tale, al di lá dei possibili aspetti psicologici che spesso lo accompagnano. Se dovessimo inviare dallo psicologo tutti i soggetti con il colon irritabile non basterebbero gli psicologi di tutta Italia. Che poi, in alcuni casi, possa essere utile anche un supporto psicologico é un altro discorso
Il colon irritabile va curato come tale, al di lá dei possibili aspetti psicologici che spesso lo accompagnano. Se dovessimo inviare dallo psicologo tutti i soggetti con il colon irritabile non basterebbero gli psicologi di tutta Italia. Che poi, in alcuni casi, possa essere utile anche un supporto psicologico é un altro discorso
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