Gentili Medici, vi scrivo per un parere clinico sulla gestione della sospensione da venlafaxina, int
Gentili Medici, vi scrivo per un parere clinico sulla gestione della sospensione da venlafaxina, interrotta da due mesi. Sto affrontando una forte sindrome da dismissione che si manifesta con forte ansia, crisi di pianto e di ira, importanti sbandamenti fisici e forti tensioni al collo, il tutto alternato a brevi finestre di benessere. Nelle crisi acute, l'uso sporadico di un ansiolitico al bisogno mi provoca un appiattimento emotivo che non tollero. Sapendo che il riassetto recettoriale richiede diversi mesi, vorrei muovermi con la massima cautela. Nella vostra pratica clinica, viene utilizzata la sertralina a microdosi e a incrementi molto graduali come "terapia ponte" per supportare il sistema nervoso e attenuare questi sintomi di sospensione? In alternativa, quali strategie o approcci farmacologici a basso impatto iniziale vengono solitamente presi in considerazione per restituire stabilità in sicurezza? Vi ringrazio molto per la disponibilità.
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