Gentili Medici, ​sono una ragazza di 20 anni e vorrei un parere sui risultati di un test IgG "Medite

Gentili Medici, ​sono una ragazza di 20 anni e vorrei un parere sui risultati di un test IgG "Mediterranean Basic" (54 alimenti). ​L'unico valore elevato è la Farina di grano (34,3), mentre Glutine (12,7) e Farina di farro (12,0) sono nella norma. Consumo regolarmente grano ogni giorno in totale assenza di sintomi o fastidi. ​Inoltre, circa due anni fa, un altro test aveva segnalato positività (ora assenti) per limone, sedano e ananas. ​Vorrei chiedervi: Devo eliminare la farina di grano? ​Come si spiega la variazione dei risultati rispetto al test di due anni fa? ​Questo esito IgG comporta il rischio di reazioni allergiche acute (come shock anafilattico) o ha un significato clinico completamente diverso rispetto alle allergie IgE? ​Grazie per la disponibilità.

1 risposta


I risultati del test IgG per gli alimenti non indicano un'allergia alimentare e, secondo le principali società scientifiche di allergologia e nutrizione, non dovrebbero essere utilizzati per diagnosticare intolleranze o per decidere l'eliminazione di alimenti dalla dieta. Nel suo caso, il fatto che la farina di grano presenti un valore più elevato, mentre glutine e farina di farro risultano nella norma, e soprattutto che lei consumi quotidianamente alimenti a base di grano senza alcun sintomo, depone semplicemente per una normale esposizione alimentare. Le IgG verso un alimento sono spesso il segno che quell'alimento viene consumato regolarmente e che il sistema immunitario lo riconosce come tollerato. La variazione rispetto al test eseguito due anni fa (quando risultavano positivi limone, sedano e ananas) è un'altra dimostrazione della scarsa riproducibilità e del limitato significato clinico di questi test. I livelli di IgG possono modificarsi nel tempo in funzione delle abitudini alimentari e dell'esposizione agli alimenti, senza che ciò indichi una malattia. Pertanto, non vedo indicazioni a eliminare la farina di grano se non presenta sintomi digestivi, cutanei o respiratori correlati alla sua assunzione. Eliminare inutilmente un alimento di largo consumo può rendere la dieta più povera e restrittiva senza apportare benefici. Per quanto riguarda il rischio di reazioni allergiche acute, la risposta è rassicurante: un test IgG positivo non significa che esista un rischio di shock anafilattico. Le reazioni allergiche immediate sono mediate dalle IgE e hanno un significato completamente diverso. Un risultato IgG elevato non predice né allergie né anafilassi. Se invece dopo l'assunzione di grano dovessero comparire sintomi ripetuti e ben riconoscibili (orticaria, gonfiore, difficoltà respiratoria, vomito immediato oppure disturbi gastrointestinali costanti), allora sarebbe opportuno rivolgersi a un allergologo o a un gastroenterologo per eseguire gli accertamenti appropriati (test IgE specifici, prick test o, se indicato, valutazione per celiachia), evitando di basarsi sui test IgG. In conclusione, sulla base delle informazioni fornite e in assenza di sintomi, non eliminerei la farina di grano e non attribuirei a questo risultato un significato patologico. Cordialmente Antonio Ansanelli

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