Gentili Dottori, vi scrivo per un parere sul mio decorso post-operatorio a 45 giorni da un interven
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Gentili Dottori,
vi scrivo per un parere sul mio decorso post-operatorio a 45 giorni da un intervento di asportazione della vena spermatica sinistra (49 anni).
Contesto clinico:
L'operazione si è resa necessaria per risolvere complicazioni derivanti da un precedente trattamento di varicocele (scleroembolizzazione), a causa del quale le spirali inserite mi causavano sintomatologia dolorosa. L'intervento è stato eseguito con tecnica chirurgica aperta (presento un'incisione di circa 10 cm nel basso ventre); durante la procedura, la vena è stata rimossa e il testicolo sinistro è stato temporaneamente estroflesso dalla sua sede per poi essere riposizionato.
Sintomatologia attuale:
Dolore e tensione: Avverto un dolore sordo costante e tensione all'area operata ed al testicolo sinistro.
Variazioni ortostatiche: Il testicolo tende a gonfiarsi leggermente e indurirsi dopo lunghi periodi in posizione eretta, con un miglioramento dopo il riposo notturno.
Cicatrice: In corrispondenza dell'estremità dell'incisione, avverto un'area particolarmente dura, tesa e dolente al tatto.
Esami dangue recenti:
Urine: Presenza di emazie (10 n/µL).
Profilo epatico: Valori alterati di ALT (55 U/l) e Gamma GT (119 U/l), che ipotizzo correlati all'uso prolungato di paracetamolo (circa 25 giorni) nel post-operatorio.
Quesiti per i clinici:
- Alla luce della tecnica "open" utilizzata e della manipolazione del testicolo, questi sintomi sono compatibili con la guarigione a 40-45 giorni o suggeriscono una possibile infiammazione ?
- La durezza localizzata sotto la cicatrice richiede un'ecografia dei tessuti molli per escludere piccoli laparoceli o granulomi da sutura?
- È opportuno eseguire un ecocolordoppler scrotale immediato per valutare il nuovo assetto emodinamico e il gonfiore descritto?
- L'ematuria (emazie nelle urine) può essere correlata all'intervento o alla manipolazione della zona funicolare?
In attesa di un vostro gentile riscontro, porgo cordiali saluti.
vi scrivo per un parere sul mio decorso post-operatorio a 45 giorni da un intervento di asportazione della vena spermatica sinistra (49 anni).
Contesto clinico:
L'operazione si è resa necessaria per risolvere complicazioni derivanti da un precedente trattamento di varicocele (scleroembolizzazione), a causa del quale le spirali inserite mi causavano sintomatologia dolorosa. L'intervento è stato eseguito con tecnica chirurgica aperta (presento un'incisione di circa 10 cm nel basso ventre); durante la procedura, la vena è stata rimossa e il testicolo sinistro è stato temporaneamente estroflesso dalla sua sede per poi essere riposizionato.
Sintomatologia attuale:
Dolore e tensione: Avverto un dolore sordo costante e tensione all'area operata ed al testicolo sinistro.
Variazioni ortostatiche: Il testicolo tende a gonfiarsi leggermente e indurirsi dopo lunghi periodi in posizione eretta, con un miglioramento dopo il riposo notturno.
Cicatrice: In corrispondenza dell'estremità dell'incisione, avverto un'area particolarmente dura, tesa e dolente al tatto.
Esami dangue recenti:
Urine: Presenza di emazie (10 n/µL).
Profilo epatico: Valori alterati di ALT (55 U/l) e Gamma GT (119 U/l), che ipotizzo correlati all'uso prolungato di paracetamolo (circa 25 giorni) nel post-operatorio.
Quesiti per i clinici:
- Alla luce della tecnica "open" utilizzata e della manipolazione del testicolo, questi sintomi sono compatibili con la guarigione a 40-45 giorni o suggeriscono una possibile infiammazione ?
- La durezza localizzata sotto la cicatrice richiede un'ecografia dei tessuti molli per escludere piccoli laparoceli o granulomi da sutura?
- È opportuno eseguire un ecocolordoppler scrotale immediato per valutare il nuovo assetto emodinamico e il gonfiore descritto?
- L'ematuria (emazie nelle urine) può essere correlata all'intervento o alla manipolazione della zona funicolare?
In attesa di un vostro gentile riscontro, porgo cordiali saluti.
E' probabile che la sintomatologia locale sia ancora legata al trattamento chirurgico e al relativo stato di messa in sofferenza del testicolo manipolato. La microematuria può derivare da una condizione di congestione infiammatoria prostatica già esistente e mai adeguatamente valutata e che si è sovrattivata a seguiti dell'intervento. Ora è meglio non fare altro e dare tempo all'organismo di terminare la reazione infiammatorio-riparativa, ne massimo assumendo del resveratrolo (500 mg/die) come anti-ossidante e vasoprotettivo. Se vuole una ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare può essere utile anche ora, ma tra 6 mesi di certo insieme alla valutazione dello stato spermatico.
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