Gentili dottori, sono una donna di trentanove anni all'inizio del settimo mese di gravidanza.

Gentili dottori, sono una donna di trentanove anni all'inizio del settimo mese di gravidanza. Non ho mai avuto problemi di diabete, nemmeno nella prima gravidanza, 4 anni fa. Vivo all'estero, dove, prima di fare l'esame della curva da carico glicemico completa, fanno un piccolo test con un carico inferiore (50mg). Il risultato di questo primo esame è stato positivo, quindi possibilità di diabete gestazionale, e mi è stata prescritta la curva "grande" da 75mg. Poiché i tempi tra i 2 esami si sono dilatati abbastanza io, preoccupata per il mio bambino, ho iniziato il monitoraggio a casa (a digiuno, 1h dopo i pasti e 2h dopo i pasti) e ho riscontrato che, a digiuno, il valore è sempre nella norma (82-88 mg/dL) ma, dopo un pasto normale (per esempio pasta integrale al pomodoro, o melanzane grigliate con formaggio e pane integrale) i valori sono più alti dei limiti indicati (per esempio 147 mg/dL dopo 1h, o 149 dopo 2 h). Oggi ho ricevuto i risultati della curva glicemica, ed è negativa, quindi niente diabete gestazionale. Naturalmente sono molto felice, ma mi chiedo: i valori da me riscontrati possono essere ignorati completamente, o dovrei comunque vederli come un campanello d'allarme per la sicurezza del mio bambino? Grazie mille in anticipo.

1 risposta


Gentile paziente, innanzitutto la notizia più importante è che la curva da carico orale con 75 g di glucosio è risultata negativa, quindi al momento non soddisfa i criteri diagnostici per il diabete gestazionale. Detto questo, personalmente non ignorerei completamente i valori che sta osservando a domicilio. In gravidanza il metabolismo glucidico cambia progressivamente e, soprattutto nel terzo trimestre, la resistenza insulinica tende ad aumentare. Se le glicemie che riporta sono realmente: a digiuno tra 82 e 88 mg/dL (ottime); circa 147-149 mg/dL a 1-2 ore dal pasto, meritano quantomeno attenzione. In particolare, se il valore è misurato a 1 ora dall'inizio del pasto, molti centri utilizzano come obiettivo valori inferiori a circa 130-140 mg/dL (i target possono variare leggermente tra linee guida e centri). Per questo motivo, pur in presenza di una curva negativa, potrebbe essere utile: curare particolarmente la distribuzione dei carboidrati durante la giornata; privilegiare carboidrati a basso indice glicemico; associare sempre proteine e fibre ai pasti; mantenere una regolare attività fisica compatibile con la gravidanza; proseguire per qualche tempo il monitoraggio domiciliare. Non credo che questi valori rappresentino un pericolo immediato per il bambino, soprattutto con una curva negativa, ma possono essere un segnale che il metabolismo glucidico merita un po' di attenzione in questa fase della gravidanza. Potrebbe quindi essere utile confrontarsi con una nutrizionista o diabetologa esperta in diabete gestazionale, anche solo per ottimizzare l'alimentazione e verificare l'andamento delle glicemie nelle prossime settimane. Le informazioni fornite hanno carattere orientativo e non sostituiscono una valutazione specialistica completa, che richiede anamnesi, esame obiettivo e visione diretta degli esami. Possono tuttavia essere utili per un primo inquadramento e per indirizzarla correttamente nel percorso diagnostico. Dott. Gerardo Esposito – Endocrinologo, Diabetologo e Andrologo.

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