Gentili dottori. Pzt con spina bifida, vescica neurologica e minzione con torchio di anni 41. Circa

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Gentili dottori. Pzt con spina bifida, vescica neurologica e minzione con torchio di anni 41. Circa un anno fa iniziano a manifestarsi problemi legati a calcolosi urinaria. A Gennaio ho alcune coliche per cui vado in ospedale e mi riscontrano un calcolo di 8 mm a ridosso del meato ureterale, mi viene data cura espulsiva con tamsulosina + cortisone e dopo un giorno/due avviene l'espulsione. In seguito ho espulso altre microlitiasi spontaneamente. Il 22 di questo mese, si ripresenta una forte colica per cui devo recarmi in PS e mi viene fatta una TC con esito seguente: "a sinistra quadro d'idronefrosi caratterizzato da dilatazione calico-pielica e dell'uretere a monte di formazione litiasica di 3. 5 mm localizzata in corrispondenza del meato ureterale.
Sempre da tale lato, ai calici superiori, due formazioni litiasiche, ciascuna di 3 mm circa. A destra tutto regolare". Le coliche sono pressoché scomparse, la terapia antibiotica e cortisonica finiva ieri (ma il curante intende proseguirla) mentre con la tamsulosina finirebbe il 30. Il problema è che da un paio di gg si è presentata una macro-ematuria (color coca cola) che accenna a diminuire solamente bevendo molta acqua. La cosa mi mette un po' di ansia. Secondo voi come è meglio proseguire? Se non accenna a diminuire l'ematuria che strada potrei percorrere? Inoltre, mancando 3 gg alla fine della terapia espulsiva e non avendo (a visione) ancora espulso nulla, che potrei fare? Vi ringrazio anticipatamente
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Intanto l'antibiotico va usato se e solo se una coltura dia esito significativamente positivo, altrimenti intossica e basta. Il cortisone può ridurre la reattività infiammatoria, ma va altrettanto impiegato se e solo se sia strettamente indispensabile. Il miorilassante (tamsulosina) è certamente utile a favorire il rilascio ureterale e a favorire l'autoespulsione dei calcoli. Tuttavia la comparsa di ematuria è indice del danno prodotto dalla continua formazione di calcoli che è facilmente dettata dalla sua condizione di fondo, ma anche da altre questioni di tipo metabolico/elettrolitico che ne favoriscono la formazione. Peraltro la costituzione dell'idronefrosi è chiaramente dettata dal calcolo bloccato che occorre rimuovere rapidamente (si può fare per via endoscopica) verificando se si sia realizzata anche una stenosi ureterale da correggere eventualmente con uno stent o con altra modalità chirurgica. Ovvio che vada tenuta una buona diuresi, ma senza esagerare perché a sx potrebbe far drammaticamente aumentare l'idronefrosi. In sintesi una situazione da monitorare attentamente e trattare con rapidità.

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