Gentili dottori, Ho già aperto dei consulti nell'area di odontoiatria e nell'area di osteopatia pe

5 risposte
Gentili dottori,
Ho già aperto dei consulti nell'area di odontoiatria e nell'area di osteopatia per venire a capo della mia sintomatologoia. Da un anno soffro di vertigini, capogiri, perdita di equilibrio, cefalee, tensioni muscolari di tutti i tipi, bruxismo, acufeni, anche pulsanti, che si inseriscono in quadro di scoliosi, rettilineizzazione cervicale e malocclusione. Oltre ovviamente ad ansia, fatica cronica, stato depressivo (e direi con tutti questi compagni d'avventura). prove dinamiche.
Dopo diverse fisiche in cui ho escluso problemi vestibolari di origine otologica, si è arrivati alla combinazione di una terapia gnatologica per cui indosso tutto il giorno escluso i pasti un bite morbido nell'arcata inferiore, e terapia osteopatica. Sto anche indagando a livello neurologico e finora si è rilevata una OSAS lieve (questo il referto: piccole ipoapnee (in tot 67 in una notte, la più lunga di 12 s) AHI=8, 0 eventi/ora, associati a cadute della saturazione ossiemoglobinica (ODI=2, 5 e/h) desaturazione max 87%, desaturazione med 93, 3 % e saturazione med 96, 6 %; si associa modesto russamento di tipo intermittente e variabilità della frequenza cardiaca) e nelle prossime settimane mi sottoporrò ad una risonanza magnetica encefalo-cervicale e ad ecodoppler TSA con studio del circolo posteriore con prove dinamiche.
Il problema è che da quando ho iniziato ad indossare questo bite c'è stata una settimana e mezza di miglioramento e poi peggioramento alternato a stasi e alternato ancora a peggioramento. Lo gnatologo insiste che a livello mandibolare lui vede solo risultati buoni (perchè la mandibola si "sposta" e risponde agli input che lui da) e ritiene che la causa del mio peggioramento sia altra. Ho chiesto ad altre campane e ho notato come non ci sia una buona impressione sui bite morbidi in gnatologia, ma nessuno mi ha mai dato molte spiegazioni sul perchè non funzionasse e sul perchè fossi peggiorata da quando lo adopero. Forse per il mio caso sarebbe più adatto un bite rigido perchè quello attuale si scompensa continuamente (ogni due settimane circa) facendomi stare ancora peggio.
Sono arrivata, tramite mille informazioni ricercate e qualche spunto dagli specialisti che ho consultato, ad una conclusione: il mio sistema ha trovato un equilibrio di sopravvivenza precario che era già influenzato da tanti fattori negativi (scoliosi, malocclusione, compressione nervo vagale, cervicale rettilineizzata, lieve OSAS) e tutti i microscompensi del bite alterano questo equilibrio influenzando negativamente l'Atm e quindi anche la cervicale alta, i nervi, il flusso arterioso vertebro-basale, il sistema nervoso autonomo. Si crea un effetto domino negativo anche se poi gli scompensi vengono corretti. Ho anche appurato che il bite rigido si scompensa molto meno facilmente ed è più adatto ai problemi di malocclusione (come il mio).
Mi potete confermare o meno questa considerazione? Vorrei essere preparata prima di confrontarmi con lo gnatologo che mi segue. Ho anche paura di iniziare l'ennesima terapia, soprattutto in un quadro così precario, in cui ogni minimo input viene amplificato dal mio organismo, ma è certo che non posso continuare a seguire terapie che non fanno per me
Mi sapreste anche dire della correlazione OSAS-malocclusione? Il neurologo ha detto che con i valori che riporto non è il caso di indossare un DAM ma vorrei comunque valutarlo insieme allo gnatologo.
p.s: i Vs colleghi mi hanno già parlato della correlazione mente-corpo e di quanto sia importante agire a livello psicologico perchè si crea un circolo vizioso. Supporto pienamente questa opinione e seguo già da tempo un percorso psicoterapeutico e lavoro attivamente su me stessa con esercizi somatici, respirazione diaframmatica ecc. Questo per dire che ho anche escluso una sintomatologia esclusivamente psico-somatica (come invece si pensava all'inizio della manifestazione della sintomatologia vertiginosa -cosa che ha portato a cronicizzare i miei disturbi).
Grazie in anticipo!
Dr. Fabio Vaja
Dentista, Ortodontista
Milano
Buongiorno la situazione complessa che si protrae da troppo tempo deve essere valutata durante una visita in studio solo in questo modo potrò essere preciso nella diagnosi rapido nel trattamento in mod che possa non avere più dolori e tornare ad una vita dignitosa.
Distinti saluti
Vaja Dr Fabio

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Dott. Salvatore Abate
Dentista, Chirurgo generale, Ortodontista
Catania
caso troppo articolato per poter rispondere senza visita , il percorso mi sembra comunque corretto , rifacendomi a quanto descritto.
Gentilissima
Senza visita e senza studio delle radiografie impossibili diagnosi e piano terapeutico. Se a Roma la visiterò volentieri
Cordialmente Roberta Bonadonna
Dott. Manuel Perdicaro
Dentista, Ortodontista, Medico estetico
Milano
Buongiorno, dalla sua descrizione la situazione non sembra facile ma vedo che i colleghi che la stanno seguendo le stanno dando le informazioni corrette. la correlazione Osas/malocclusione è dato dallo spazio che l'aria ha nel passare, dalla lingua nella posizione sbagliata e dal palato molle che non lavora bene.
Dott. Giacinto Daniele Fiorenza
Ortodontista, Dentista, Medico estetico
Borgofranco d'Ivrea
Salve,
il suo quadro è complesso e merita una risposta molto prudente, perché il rischio, in situazioni come la sua, è attribuire tutto all’occlusione o al bite creando aspettative eccessive oppure, al contrario, banalizzare sintomi che sono reali e invalidanti.

La prima considerazione importante è che vertigini, instabilità, cefalea tensiva, acufeni, dolore cervicale, bruxismo, ansia cronica e disturbi del sonno spesso non dipendono da una singola causa, ma da una sommatoria di fattori neurologici, muscolari, posturali, respiratori e neurovegetativi. Questo significa che è improbabile che un bite, da solo, possa “risolvere tutto”, ma è altrettanto vero che un dispositivo non ben tollerato possa destabilizzare ulteriormente un sistema già molto sensibile.

Per quanto riguarda il bite morbido, le perplessità che ha raccolto sono comprensibili. In gnatologia i bite morbidi vengono generalmente utilizzati per periodi limitati o in situazioni specifiche, perché in alcuni pazienti bruxisti possono aumentare l’attività muscolare e favorire serramento e instabilità occlusale. Inoltre tendono a deformarsi più facilmente e richiedono controlli frequenti. I bite rigidi, soprattutto se ben costruiti e regolati, sono generalmente più stabili, più riproducibili e più utilizzati nelle terapie diagnostiche e neuromuscolari a lungo termine. Questo però non significa automaticamente che “rigido = corretto” e “morbido = sbagliato”: dipende dalla diagnosi, dall’obiettivo terapeutico e dalla risposta individuale del paziente.

La sua interpretazione dell’“equilibrio precario” non è irragionevole, ma va letta in termini neuro-muscolari e adattativi, non come una compressione meccanica continua di arterie o nervi da parte dell’occlusione. Nella letteratura scientifica attuale non esistono prove solide che una malocclusione provochi direttamente compressioni vertebro-basilari o vagali tali da spiegare da sola sintomi neurologici complessi. Esiste invece una forte interazione tra ATM, muscolatura cervicale, sistema trigeminale, qualità del sonno, sistema autonomo e percezione centrale del dolore e dell’equilibrio. In soggetti particolarmente sensibilizzati, anche piccole variazioni occlusali possono essere percepite in modo amplificato.

Sul rapporto tra OSAS e malocclusione, invece, una correlazione esiste. Alcune conformazioni cranio-facciali, soprattutto retrusione mandibolare, palato stretto e II classe scheletrica, possono favorire restringimento delle vie aeree superiori. Nei casi lievi-moderati il DAM può essere una terapia utile, ma non tutti i bite gnatologici sono DAM e non tutti i DAM sono indicati in ogni paziente. Inoltre, se lei è già molto sintomatica a livello muscolare e articolare, un avanzamento mandibolare non ben controllato potrebbe anche essere mal tollerato. Per questo è corretto che la decisione venga presa integrando valutazione gnatologica e medicina del sonno.

La cosa che personalmente ritengo più importante nel suo caso è evitare continui cambi terapeutici guidati dalla ricerca della “causa unica”. Quando il sistema nervoso entra in una condizione di ipervigilanza cronica, ogni modifica corporea rischia di essere amplificata percettivamente. Questo non significa che “sia tutto psicologico”, ma che il sistema centrale diventa più sensibile agli input periferici.

Il fatto che lei stia già affrontando il lato psicofisico con consapevolezza è molto positivo e, anzi, probabilmente fondamentale quanto le terapie odontoiatriche.

Cordiali saluti,

Dott. Giacinto Daniele Fiorenza
Medico Odontoiatra – Specialista in Ortognatodonzia

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