Gentili dottori, ho 46 e vorrei esporvi il mio problema di prostatite-ipertrofia che mi affligge da
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Gentili dottori, ho 46 e vorrei esporvi il mio problema di prostatite-ipertrofia che mi affligge da più di anno ed inizia ad essere piuttosto impattate sulla qualità della vita.
Il problema si è manifestato a luglio 2020 con abbondante emospermia senza dolore. Nei giorni successivi compaiono dolori pelvici. Urinocoltura e spermiocoltura negativi. Urologo mi consiglia un trattamento con topster e permixon. I dolori seppur blandi persistono, episodicamente anche emospermia. Ecografia sovrapubica evidenza “prostata globosa con inziale ipertrofia mediana, microcalcificazioni in sede parauretrale, vescicole nei limiti”,
A settembre primo tampone uretrale: positivo escherichia coli, trattato con Cefixoral; secondo tampone uretrale: positivo per stafilococchi, trattato con Rifadin; terzo tampone: negativo.
Continuano dolori pelvici, spesso anche in sede lombare, episodica emospermia anche rosso vivo. Niente bruciore né particolare urgenza nella minzione.
A Novembre PSA totale =2.1 PSA libero=1,0; spermiocoltura con ricerca di chlamydia e micoplasmi: negativa; eco transrettale: “vescica regolare, prostata di volume nei limiti, ecostruttura irregolare, diffusamente ipoecogena con numerose piccole microcalcificazioni anche periuretrali, cisti di ritenzione”
Dicembre: alla visita urologica, prostata congesta. Trattamento 3 mesi con Lactorepens, rovigon (1 mese) poi Peaprostil.
Febbraio 2021: tampone uretrale con tecnica PCR: positivo per mycoplasma hominis e ureaplasma urealitycum. Trattato con Zitromax. Evidenziato anche virus HPV basso rischio (genotipo 6). Cominciano seri fastidi intestinali con episodi di diarrea (considerate che soffro un pochino di colon irritabile). Visita gastroenterologica: calprotectina bassa, nei limiti. Ciclo di enterolactis plus e 2 mesi di Valpinax. Parziale giovamento.
A questo punto un nuovo urologo che ho consultato mi prescrive nuova spermiocoltura con ricerca di chlamydia, mycoplasma hominis e ureaplasma urealitycum: negativa. Mi consiglia spermiocoltura e non tampone uretrale per gli effetti non positivi del ripetuto massaggio prostatico sulla prostata infiammata. Urinocoltura ancora negativa.
Mi prescrive uroflussometria che evidenzia valori inferiori alla norma. In assenza di infezioni mi prescrive quindi xatral 10 e cicli di antiinfiammatori orudis 50.
Tra giugno e ottobre 2021 i sintomi migliorano decisamente, scompare del tutto emospermia.
Purtroppo a fine Ottobre ricominciano i sintomi infiammatori con annessi dolori, senso di pesantezza vescicale etc. che sotto consiglio dello specialista cerco di controllare con antiinfiammatori.
Preciso che sto adottando uno stile di vita sano, evitando alcool, caffè e seguendo tutti i consigli alimentari del caso.
Scusate per la lunghezza, vorrei sapere se posso fare altro, se questo decorso è normale, se ci sono aspetti non approfonditi, se questa infiammazione è rischiosa nel lungo periodo. Non è certo la sfiducia negli specialisti che mi hanno seguito (si sono mostrati tutti bravi professionisti nonché comprensivi dal punto di vista umano) a spingermi a scrivere quanto la stanchezza nell’affrontare questa patologia. Grazie per l’attenzione.
Il problema si è manifestato a luglio 2020 con abbondante emospermia senza dolore. Nei giorni successivi compaiono dolori pelvici. Urinocoltura e spermiocoltura negativi. Urologo mi consiglia un trattamento con topster e permixon. I dolori seppur blandi persistono, episodicamente anche emospermia. Ecografia sovrapubica evidenza “prostata globosa con inziale ipertrofia mediana, microcalcificazioni in sede parauretrale, vescicole nei limiti”,
A settembre primo tampone uretrale: positivo escherichia coli, trattato con Cefixoral; secondo tampone uretrale: positivo per stafilococchi, trattato con Rifadin; terzo tampone: negativo.
Continuano dolori pelvici, spesso anche in sede lombare, episodica emospermia anche rosso vivo. Niente bruciore né particolare urgenza nella minzione.
A Novembre PSA totale =2.1 PSA libero=1,0; spermiocoltura con ricerca di chlamydia e micoplasmi: negativa; eco transrettale: “vescica regolare, prostata di volume nei limiti, ecostruttura irregolare, diffusamente ipoecogena con numerose piccole microcalcificazioni anche periuretrali, cisti di ritenzione”
Dicembre: alla visita urologica, prostata congesta. Trattamento 3 mesi con Lactorepens, rovigon (1 mese) poi Peaprostil.
Febbraio 2021: tampone uretrale con tecnica PCR: positivo per mycoplasma hominis e ureaplasma urealitycum. Trattato con Zitromax. Evidenziato anche virus HPV basso rischio (genotipo 6). Cominciano seri fastidi intestinali con episodi di diarrea (considerate che soffro un pochino di colon irritabile). Visita gastroenterologica: calprotectina bassa, nei limiti. Ciclo di enterolactis plus e 2 mesi di Valpinax. Parziale giovamento.
A questo punto un nuovo urologo che ho consultato mi prescrive nuova spermiocoltura con ricerca di chlamydia, mycoplasma hominis e ureaplasma urealitycum: negativa. Mi consiglia spermiocoltura e non tampone uretrale per gli effetti non positivi del ripetuto massaggio prostatico sulla prostata infiammata. Urinocoltura ancora negativa.
Mi prescrive uroflussometria che evidenzia valori inferiori alla norma. In assenza di infezioni mi prescrive quindi xatral 10 e cicli di antiinfiammatori orudis 50.
Tra giugno e ottobre 2021 i sintomi migliorano decisamente, scompare del tutto emospermia.
Purtroppo a fine Ottobre ricominciano i sintomi infiammatori con annessi dolori, senso di pesantezza vescicale etc. che sotto consiglio dello specialista cerco di controllare con antiinfiammatori.
Preciso che sto adottando uno stile di vita sano, evitando alcool, caffè e seguendo tutti i consigli alimentari del caso.
Scusate per la lunghezza, vorrei sapere se posso fare altro, se questo decorso è normale, se ci sono aspetti non approfonditi, se questa infiammazione è rischiosa nel lungo periodo. Non è certo la sfiducia negli specialisti che mi hanno seguito (si sono mostrati tutti bravi professionisti nonché comprensivi dal punto di vista umano) a spingermi a scrivere quanto la stanchezza nell’affrontare questa patologia. Grazie per l’attenzione.
Un quadro di consistente congewtioen infiammatoria pelvico-prostatica in cui l'emospermia è solo un ulteriore fattore derivato con alta probabilità da rotture di microvasi in ragione della situazione. Una sequenza terapeutica che ha cercato di eliminare solo batteri vari e di abbattere la reattività infiammatoria, ma sempre al buio delle ragioni che hanno generato e sostengono il problema che quindi non è stato risolto e tende a ripresentarsi alla sospensione di quelle terapie. A questo punto per darle delle rsposte utili occorre vedere lei e rivedere tutto quanto ha eseguito che, da quanto riporta, sembra essere decisamente poco (alla fine un sacco di colture e 2 ecografie) e mai teso a valutare le ragioni genitali ed extragenitali. Poi l'andrologo potrà decidere come agire in termini prima diagnostici e poi terapeutici, ma senza inseguire ora un batterio o l'altro... cosa che non serve a nulla come dimostra la sua storia.
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