Gentili dottori, ho 36 anni e soffro (da sempre) di eiaculazione astenica, dal momento che lo sperm
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Gentili dottori,
ho 36 anni e soffro (da sempre) di eiaculazione astenica, dal momento che lo sperma non esce mai (o quasi mai) a getto ma in maniera debole, ovvero rimanendo attaccato al glande.
5 anni fa segnalai ad un andrologo l'anomalia e questi mi fece svolgere alcuni esami: spermiocoltura, PSA, ormoni (testosterone, prolattina, LH, FSH, T4, TSH).
La spermiocoltura non rilevò nulla; PSA = 1.1 ng/mL (valore di rif.
< 4); ormoni tutti normali.
L'andrologo (che a dire il vero non mi fece una grandissima impressione) non mi disse altro, salvo il fatto che dagli esami era tutto ok.
Da lì in poi ho quindi trascurato la cosa, pensando non fosse patologica.
Solo ora mi è tornata in mente e ho letto alcune cose che mi hanno nuovamente allarmato: ovvero che tale anomalia può nascondere patologie piuttosto serie e che inoltre può rappresentare un problema per la fertilità dal momento che il getto è importante per la fecondazione.
Dal momento che con la mia compagna stiamo cominciando a parlare di figli, ho pensato che sia il caso di approfondire subito la questione.
Aggiungo alcuni elementi che potrebbero essere utili:
- non so se può avere una qualche influenza sul mio problema, ma il mio pene in erezione presenta una curvatura "all'insù" piuttosto marcata, che ho misurato essere pari a circa 35°;
- l'orgasmo è per me piacevole (ho letto di persone con questo disturbo che non provano quasi nulla);
- non appena raggiunto l'orgasmo, lo sperma esce immediatamente (ho letto che ad alcuni esce più tardi e più lentamente; a me invece esce ad ogni contrazione del pene, ma senza "getto" appunto).
Vi rivolgo dunque le seguenti domande:
- ritenete sia il caso di farmi visitare da un altro andrologo ed eventualmente svolgere altri esami?
- considerati gli esiti degli esami di cui sopra, secondo voi quali altre patologie potrei avere quindi? Nel caso, ritenete ci sia margine di intervento?
Grazie mille per la vostra disponibilità.
ho 36 anni e soffro (da sempre) di eiaculazione astenica, dal momento che lo sperma non esce mai (o quasi mai) a getto ma in maniera debole, ovvero rimanendo attaccato al glande.
5 anni fa segnalai ad un andrologo l'anomalia e questi mi fece svolgere alcuni esami: spermiocoltura, PSA, ormoni (testosterone, prolattina, LH, FSH, T4, TSH).
La spermiocoltura non rilevò nulla; PSA = 1.1 ng/mL (valore di rif.
< 4); ormoni tutti normali.
L'andrologo (che a dire il vero non mi fece una grandissima impressione) non mi disse altro, salvo il fatto che dagli esami era tutto ok.
Da lì in poi ho quindi trascurato la cosa, pensando non fosse patologica.
Solo ora mi è tornata in mente e ho letto alcune cose che mi hanno nuovamente allarmato: ovvero che tale anomalia può nascondere patologie piuttosto serie e che inoltre può rappresentare un problema per la fertilità dal momento che il getto è importante per la fecondazione.
Dal momento che con la mia compagna stiamo cominciando a parlare di figli, ho pensato che sia il caso di approfondire subito la questione.
Aggiungo alcuni elementi che potrebbero essere utili:
- non so se può avere una qualche influenza sul mio problema, ma il mio pene in erezione presenta una curvatura "all'insù" piuttosto marcata, che ho misurato essere pari a circa 35°;
- l'orgasmo è per me piacevole (ho letto di persone con questo disturbo che non provano quasi nulla);
- non appena raggiunto l'orgasmo, lo sperma esce immediatamente (ho letto che ad alcuni esce più tardi e più lentamente; a me invece esce ad ogni contrazione del pene, ma senza "getto" appunto).
Vi rivolgo dunque le seguenti domande:
- ritenete sia il caso di farmi visitare da un altro andrologo ed eventualmente svolgere altri esami?
- considerati gli esiti degli esami di cui sopra, secondo voi quali altre patologie potrei avere quindi? Nel caso, ritenete ci sia margine di intervento?
Grazie mille per la vostra disponibilità.
La carenza di getto ejaculatorio è spesso legata ad una consistente congestione infiammatoria pelvico-prostatica che altrettanto spesso viene minimizzata o sottovalutata o non valutata affatto come in fatto accadde a lei. Non fece esami adeguati a definire il problema e i pochi dati citati senza i valori potrebbero avere avuto valori negli intervalli, ma rapporti squilibrati. La curvatura del pene sul tema non è responsabile e se non le dà problemi, pur essendo ai limiti, non va toccata. Le serve invece un buon andrologo che riprenda in mano tutta la situazione e svolga i dovuti esami con completezza e contestualità a partire da quelli genitali (ecodoppler pelvico-prostatico e testicolare, spermiogramma, coltura dels ecreto prostatico estratto). Poi si potrà decidere sul come proseguire in termini diagnostici o terapeutici... senza sprecare altro tempo prezioso.
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