Gentile Dottore, sono un uomo di 36 anni e desidero richiedere un parere proctologico per la gestio

Gentile Dottore, sono un uomo di 36 anni e desidero richiedere un parere proctologico per la gestione di un quadro di emorroidi di 4° grado, già confermato durante una precedente visita specialistica. Sintomatologia e situazione attuale: Sintomi: Convivo da anni con stitichezza cronica e sanguinamento frequente durante l'evacuazione (sangue rosso vivo, con sensazione come se un'emorroide si "bucasse"). I gavoccioli si gonfiano sistematicamente dopo ogni defecazione e in passato ho avuto 3-4 crisi acute molto dolorose durate diversi giorni. Diagnosi e precedenti indicazioni: Visita proctologica con diagnosi di emorroidi di 4° grado e indicazione a futuro intervento chirurgico. In passato mi era stata prescritta una terapia con Triade H. Gestione attuale della stitichezza: Attualmente sto assumendo un cucchiaio di olio di ricino per favorire l'evacuazione. Vorrei valutare quali siano le opzioni di trattamento o intervento chirurgico più adatte ed efficaci per un 4° grado sintomatico, e ricevere indicazioni su una gestione più idonea della stitichezza per ridurre i traumi durante le evacuazioni. Che ne pensate? Distinti saluti.

1 risposta


Buongiorno. In presenza di emorroidi di IV grado, con prolasso persistente, sanguinamenti frequenti e precedenti episodi dolorosi, è ragionevole prendere concretamente in considerazione il trattamento chirurgico. Creme, flavonoidi e terapie locali possono controllare temporaneamente i sintomi, ma non correggono un prolasso emorroidario avanzato. Prima di scegliere la tecnica è comunque necessaria una nuova visita proctologica con anoscopia, perché bisogna valutare quanto sia importante la componente interna ed esterna, l'eventuale presenza di trombosi, ragadi o altre cause del sanguinamento. Nel IV grado, soprattutto quando è presente una componente esterna importante, l'emorroidectomia escissionale rappresenta generalmente il trattamento più radicale e con minore rischio di recidiva, a fronte però di un decorso postoperatorio più doloroso. Tecniche meno invasive come THD/HAL con mucopexia possono essere molto valide in pazienti selezionati con prevalente prolasso interno, ma nel IV grado avanzato non sono sempre la soluzione più indicata e possono avere un rischio maggiore di persistenza o recidiva del prolasso. Anche eventuali tecniche laser devono essere valutate sulla base dell'anatomia e non semplicemente perché definite “mininvasive”. Un aspetto altrettanto importante è la stitichezza cronica, che dovrebbe essere affrontata prima e dopo l'intervento. Non utilizzerei abitualmente l'olio di ricino come soluzione a lungo termine: è un lassativo stimolante che può provocare crampi e evacuazioni improvvise e non corregge il problema di fondo. L'obiettivo dovrebbe essere ottenere quotidianamente feci morbide e facilmente evacuabili. Dopo aver valutato alimentazione, idratazione e quantità appropriata di fibre, può essere più indicato un lassativo osmotico come il macrogol, da utilizzare con regolarità e con dose adattata alla risposta, sotto indicazione medica. Se invece, anche con feci morbide, deve spingere molto, rimane a lungo sul WC, avverte un blocco all'uscita o una sensazione di evacuazione incompleta, approfondirei anche la possibilità di un disturbo della defecazione/pavimento pelvico, perché correggere le emorroidi senza affrontare questa componente può compromettere il risultato nel tempo. In sintesi, nel quadro che descrive non continuerei soltanto con terapie sintomatiche: effettuerei una rivalutazione proctologica finalizzata alla scelta dell'intervento e, parallelamente, imposterei una gestione più efficace e stabile della stitichezza.

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Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.