Gent.mi, scrivo per mio padre di anni 75 il quale sta vivendo un grande malessere psicologico a caus
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Gent.mi, scrivo per mio padre di anni 75 il quale sta vivendo un grande malessere psicologico a causa della sua totale incontinenza urinaria.
Di seguito indico in modo sintetico le vicissitudini accorse a mio padre dal 1 nov 2009 ad oggi.
Nel 2009, a seguito di incidente, giunge in ospedale completamente immobilizzato (tetraparesi a causa di un versamento in C3 e C5). Viene cateterizzato. Tra le altre cose viene diagnosticata vescica neurologica.
Dopo il decorso ospedaliero (circa tre mesi) viene trasferito ad un altro ospedale per la riabilitazione motoria (altri tre mesi circa), senza alcun esito evidente.
Successivamente presso un RSA avviene il recupero parziale della deambulazione (mai recuperata totalmente) ma perdura un lievissimo problema di incontinenza urinaria (gocciolamento sotto sforzo).
Nel 2013, a seguito di altri controlli del PSA viene ricoverato ed asportata la prostata (prostatectomia radicale). L’incontinenza tuttavia permane ma sempre entro gli stessi limiti pre-operatori.
Questa condizione ha causato molta sofferenza psicologia a mio padre tanto da fare innumerevoli visite urologiche dal 2013 ad oggi. Nei svariati controlli di fatto, i medici riferivano che avendo una vescica neurologica, mio padre non avrebbe percepito alcuno stimolo di vescica piena; di conseguenza, a vescica piena, aveva delle perdite ed era suo compito svuotarla di tanto in tanto. A tal riguardo ha eseguito diverse visite di urodinamica anche sotto sforzo che confermavano tale condizione.
Tra i vari pareri medici concordanti nel fatto che non appariva utile intervenire chirurgicamente, vi è stato al contrario un dottore che lo ha convinto che avrebbe risolto la sua condizione di incontinenza: nel 2018 ha eseguito TUR di collo vescicale e nel 2019 posizionamento di sling-advance. L’incontinenza, dopo quest’ultimo intervento è divenuta totale.
Ha provato negli ultimi tempi anche mollette stringi pene ma non le sopportava. Di tanto in tanto si è fatto anche cateterizzare. Purtroppo tale condizione, come detto prima, lo ha demoralizzato moltissimo tanto che all’ultima visita di inizio marzo è scoppiato in lacrime.
Considerata l’età ed il percorso chirurgico già eseguito, secondo il Vostro parere, vi è possibilità di risolvere definitivamente tale incontinenza urinaria?
Di seguito indico in modo sintetico le vicissitudini accorse a mio padre dal 1 nov 2009 ad oggi.
Nel 2009, a seguito di incidente, giunge in ospedale completamente immobilizzato (tetraparesi a causa di un versamento in C3 e C5). Viene cateterizzato. Tra le altre cose viene diagnosticata vescica neurologica.
Dopo il decorso ospedaliero (circa tre mesi) viene trasferito ad un altro ospedale per la riabilitazione motoria (altri tre mesi circa), senza alcun esito evidente.
Successivamente presso un RSA avviene il recupero parziale della deambulazione (mai recuperata totalmente) ma perdura un lievissimo problema di incontinenza urinaria (gocciolamento sotto sforzo).
Nel 2013, a seguito di altri controlli del PSA viene ricoverato ed asportata la prostata (prostatectomia radicale). L’incontinenza tuttavia permane ma sempre entro gli stessi limiti pre-operatori.
Questa condizione ha causato molta sofferenza psicologia a mio padre tanto da fare innumerevoli visite urologiche dal 2013 ad oggi. Nei svariati controlli di fatto, i medici riferivano che avendo una vescica neurologica, mio padre non avrebbe percepito alcuno stimolo di vescica piena; di conseguenza, a vescica piena, aveva delle perdite ed era suo compito svuotarla di tanto in tanto. A tal riguardo ha eseguito diverse visite di urodinamica anche sotto sforzo che confermavano tale condizione.
Tra i vari pareri medici concordanti nel fatto che non appariva utile intervenire chirurgicamente, vi è stato al contrario un dottore che lo ha convinto che avrebbe risolto la sua condizione di incontinenza: nel 2018 ha eseguito TUR di collo vescicale e nel 2019 posizionamento di sling-advance. L’incontinenza, dopo quest’ultimo intervento è divenuta totale.
Ha provato negli ultimi tempi anche mollette stringi pene ma non le sopportava. Di tanto in tanto si è fatto anche cateterizzare. Purtroppo tale condizione, come detto prima, lo ha demoralizzato moltissimo tanto che all’ultima visita di inizio marzo è scoppiato in lacrime.
Considerata l’età ed il percorso chirurgico già eseguito, secondo il Vostro parere, vi è possibilità di risolvere definitivamente tale incontinenza urinaria?
Considerati gli eventi indicati in cui si sono sommate condizioni diverse (vescica neurologica, prostatectomia suppongo per cancro prostatico) e anche l'unico tentativo chirurgico possibile (sempre che sia stato eseguito per bene), non credo ci siano soluzioni se non il catetere a permanenza. Se crede possiamo rivedere in studio la situazione, ma senza farsi illusioni.
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