Dottori buonasera volevo porvi delle domande semplici, forse banali ma per me molto importanti. Pr
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Dottori buonasera volevo porvi delle domande semplici, forse banali ma per me molto importanti.
Preferisco fare le dovute premesse prima di porla, ho 20anni e soffro di ansia e attacchi di panico con agorafobia da quasi 3 anni ormai, dopo tempo ho deciso di rivolgermi ad uno psichiatra per cerca di risolvere questa situazione che è diventata insostenibile.
Ho sempre somatizzato molto soprattutto nella zona gastrointestinale con forti nausee durante gli attacchi di panico, sono arrivato al punto che penso ossessivamente che potrei avere la nausea e quindi di conseguenza attacchi di panico stando realmente malissimo senza riuscire nemmeno a mangiare delle volte provando sempre molta ansia.
Lo psichiatra mi ha prescritto il cipralex per questa serie di problemi, gradualmente sono arrivato a 10 gocce in circa 28 giorni e da 2 assumo il dosaggio di 10.
Le mie domande sono:
1)la cura che mi è stata prescritta ridurrà questo mio continuo pensare alla possibilità di poter vomitare e di avere attacchi di panico?
2) dopo quasi un mese nell'ultima settimana sono stato leggermente meglio d'umore con ansia meno intensa che delle volte sembrava sparire, mangiavo con più tranquillità, mi svegliavo meglio ma non bene comunque, premesso che il dosaggio era basso e la cura va avanti da poco tempo e ne sono consapevole, secondo voi questi piccoli risultati potrebbero significare che il farmaco è quello giusto e sta facendo effetto?
3)da tutto questo se ne esce? Per vostra esperienza prima o poi passa? Tornerò a vivere?
(ho già fatto psicoterapia e i motivi del panico lì ho compresi grazie ad essa, fortunatamente la situazione che creava tutto questo si è risolta ma lo stress mi ha rimasto questo bel "regalo"
Preferisco fare le dovute premesse prima di porla, ho 20anni e soffro di ansia e attacchi di panico con agorafobia da quasi 3 anni ormai, dopo tempo ho deciso di rivolgermi ad uno psichiatra per cerca di risolvere questa situazione che è diventata insostenibile.
Ho sempre somatizzato molto soprattutto nella zona gastrointestinale con forti nausee durante gli attacchi di panico, sono arrivato al punto che penso ossessivamente che potrei avere la nausea e quindi di conseguenza attacchi di panico stando realmente malissimo senza riuscire nemmeno a mangiare delle volte provando sempre molta ansia.
Lo psichiatra mi ha prescritto il cipralex per questa serie di problemi, gradualmente sono arrivato a 10 gocce in circa 28 giorni e da 2 assumo il dosaggio di 10.
Le mie domande sono:
1)la cura che mi è stata prescritta ridurrà questo mio continuo pensare alla possibilità di poter vomitare e di avere attacchi di panico?
2) dopo quasi un mese nell'ultima settimana sono stato leggermente meglio d'umore con ansia meno intensa che delle volte sembrava sparire, mangiavo con più tranquillità, mi svegliavo meglio ma non bene comunque, premesso che il dosaggio era basso e la cura va avanti da poco tempo e ne sono consapevole, secondo voi questi piccoli risultati potrebbero significare che il farmaco è quello giusto e sta facendo effetto?
3)da tutto questo se ne esce? Per vostra esperienza prima o poi passa? Tornerò a vivere?
(ho già fatto psicoterapia e i motivi del panico lì ho compresi grazie ad essa, fortunatamente la situazione che creava tutto questo si è risolta ma lo stress mi ha rimasto questo bel "regalo"
Buonasera, la cura sta facendo effetto, deve seguirla con regolarità ed aspettare che il nuovo dosaggio faccia effetto. Cordiali saluti
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Buongiorno,abbia fiducia nella terapia che sta dando dei buoni risultati.Il suo psichiatra regolarerà il dosaggio in base alle sue necessità.
Cordialmente
Cordialmente
Buongiorno,
il miglioramento è già indice di risposta, solo che sta facendo il dosaggio pieno da poco tempo per vedere l’effetto pieno del farmaco. Se poi dovessero rimanere degli aspetti, questi possono essere gestiti in vari modi, esempio aumentando il dosaggio, oppure aggiungendo un secondo farmaco. La psicoterapia è uno strumento utilissimo che lavora in sinergia alla terapia farmacologica, per cui lei sta facendo tutto per prendersi cura di sè. Si affidi ai suoi curanti.
il miglioramento è già indice di risposta, solo che sta facendo il dosaggio pieno da poco tempo per vedere l’effetto pieno del farmaco. Se poi dovessero rimanere degli aspetti, questi possono essere gestiti in vari modi, esempio aumentando il dosaggio, oppure aggiungendo un secondo farmaco. La psicoterapia è uno strumento utilissimo che lavora in sinergia alla terapia farmacologica, per cui lei sta facendo tutto per prendersi cura di sè. Si affidi ai suoi curanti.
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