Dopo un'ernia del disco che mi ha costretto all'immobilità e a un grosso uso di farmaci(antinfiammat
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Dopo un'ernia del disco che mi ha costretto all'immobilità e a un grosso uso di farmaci(antinfiammatori e morfina) per quasi 2 anni,soffro di una forte ritenzione idrica su cosce e ginocchia che nn riesco a debellare. Svolgo un lavoro dinamico,cammino molto,faccio ginnastica,bevo 2 litri d'acqua al giorno,mangio bene,sono magra...mi avevano detto che,smessi i farmaci la situazione sarebbe tornata normale..invece...
Ci sono tanti trattamenti per eliminare la ritenzione idrica tra cui la carbossitetapia che è un trattamento molto efficace per molte patologie
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Sicuramente l'aver preso farmaci antinfiammatori per lungo tempo le avranno "debilitato" il sistema renale. Le consiglierei di rivolgersi ad uno specialista ( medico estetico-nutrizionista) che sono sicuro le troverà la soluzione.
Le consiglierei un ciclo di mesoterapia con prodotti adatti alla ritenzione e l'attivazione del microcircolo tipo triade cp.
Il fatto che la ritenzione idrica sia solo su cosce e ginocchia fa pensare ad una disfunzione del circolo linfatico della parte alta della gamba, quindi come disfunzione localizzata e non come un problema che riguarda tutto l'organismo.
In agopuntura esiste il concetto di "barriere" che sono come delle porte localizzate vicino alle articolazioni che possono determinare una riduzione del flusso dei liquidi.
Una combinazione di agopuntura e carbossiterapia potrebbero essere utilissime per migliorare il suo quadro.
cordiali saluti
In agopuntura esiste il concetto di "barriere" che sono come delle porte localizzate vicino alle articolazioni che possono determinare una riduzione del flusso dei liquidi.
Una combinazione di agopuntura e carbossiterapia potrebbero essere utilissime per migliorare il suo quadro.
cordiali saluti
Buongiorno
la ritenzione idrica richiede innanzitutto trattamenti "igienici" con una dieta attenta ed alcune indicazioni mediche. Premesso questo, può essere aggredita attraverso mesoterapia, carbossiterapia, ozonoterapia
la ritenzione idrica richiede innanzitutto trattamenti "igienici" con una dieta attenta ed alcune indicazioni mediche. Premesso questo, può essere aggredita attraverso mesoterapia, carbossiterapia, ozonoterapia
Buongiorno!
Procederei prima nel rivedere il suo stile di vita e poi passerei ai trattamenti. Le consiglierei delle sedute di mesoterapia e carbossi .
Procederei prima nel rivedere il suo stile di vita e poi passerei ai trattamenti. Le consiglierei delle sedute di mesoterapia e carbossi .
Buongiorno, le consiglio di combinare trattamenti di medicina estetica a integrazione orale e a massaggi tipo Renata Franca dal suo massofisioterapista.
Come trattamenti medici consiglio di combinare medicina estetica e carbossiterapia. Consideri che sarà un percorso abbastanza lungo, sono necessarie minimo 10 sedute per avere un risultato soddisfacente.
Come trattamenti medici consiglio di combinare medicina estetica e carbossiterapia. Consideri che sarà un percorso abbastanza lungo, sono necessarie minimo 10 sedute per avere un risultato soddisfacente.
Colleghi, io mi stupisco in onestà che ancora molti di voi parlino di 'ritenzione idrica', quando sappiamo benissimo TUTTI che, in realtà, quella che s'intende nel marketing cosmetico NON ESISTE.
A meno che non abbiamo tutti studiato baggianate sul sistema linfatico, durante il nostro periodo accademico.
Per cortesia, ritorniamo a scienza e coscienza.
Premesso ciò: signora, esegua una visita specialistica da un collega esperto di linfologia e lipedema.
A meno che non abbiamo tutti studiato baggianate sul sistema linfatico, durante il nostro periodo accademico.
Per cortesia, ritorniamo a scienza e coscienza.
Premesso ciò: signora, esegua una visita specialistica da un collega esperto di linfologia e lipedema.
Capisco bene la Sua frustrazione, soprattutto dopo tanto impegno nel condurre uno stile di vita sano. La ritenzione idrica persistente dopo un periodo prolungato di immobilità e assunzione di farmaci, in particolare cortisonici, oppioidi e antinfiammatori, può essere legata a più fattori combinati: alterazioni microcircolatorie, squilibri ormonali, linfatici o persino fibrosi tissutale.
Ecco alcuni spunti e possibili strade da esplorare:
1. Valutazione linfologica o vascolare: un eco-color doppler degli arti inferiori o una visita specialistica può escludere eventuali problemi venosi o linfatici (come una linfostasi post-immobilizzazione).
2. Trattamenti di medicina estetica mirati: la carbossiterapia, il linfodrenaggio manuale o meccanico (pressoterapia o LPG Endermologie) possono aiutare efficacemente in casi come il Suo, specie se vi è un ristagno linfatico o una pannicolopatia (cellulite) fibrosa post-inattività.
3. Esami ematochimici ormonali e renali: un controllo su tiroide, cortisolo, funzionalità renale e aldosterone può essere indicato se non già fatto, per escludere alterazioni metaboliche subdole.
4. Integrazione mirata: alcune sostanze come diosmina, centella, bromelina o estratto di ananas possono essere d’aiuto, ma vanno valutate con un medico.
Anche se la situazione non è tornata alla normalità dopo la sospensione dei farmaci, è possibile recuperare ulteriormente, ma spesso serve un approccio combinato e personalizzato. Se desidera, posso suggerirLe un piano d’azione più dettagliato da proporre al Suo specialista di riferimento.
Ecco alcuni spunti e possibili strade da esplorare:
1. Valutazione linfologica o vascolare: un eco-color doppler degli arti inferiori o una visita specialistica può escludere eventuali problemi venosi o linfatici (come una linfostasi post-immobilizzazione).
2. Trattamenti di medicina estetica mirati: la carbossiterapia, il linfodrenaggio manuale o meccanico (pressoterapia o LPG Endermologie) possono aiutare efficacemente in casi come il Suo, specie se vi è un ristagno linfatico o una pannicolopatia (cellulite) fibrosa post-inattività.
3. Esami ematochimici ormonali e renali: un controllo su tiroide, cortisolo, funzionalità renale e aldosterone può essere indicato se non già fatto, per escludere alterazioni metaboliche subdole.
4. Integrazione mirata: alcune sostanze come diosmina, centella, bromelina o estratto di ananas possono essere d’aiuto, ma vanno valutate con un medico.
Anche se la situazione non è tornata alla normalità dopo la sospensione dei farmaci, è possibile recuperare ulteriormente, ma spesso serve un approccio combinato e personalizzato. Se desidera, posso suggerirLe un piano d’azione più dettagliato da proporre al Suo specialista di riferimento.
Quello che descrivi può avere diverse cause, e il fatto che sia rimasto stabile anche dopo aver sospeso i farmaci merita una valutazione medica mirata, soprattutto perché parli di una ritenzione localizzata a cosce e ginocchia nonostante peso normale, attività fisica e alimentazione corretta.
Alcune possibilità che spesso vengono considerate in situazioni simili:
alterazione del microcircolo o del sistema linfatico dopo un lungo periodo di immobilità;
cambiamenti ormonali o metabolici;
edema da insufficienza venosa;
infiammazione cronica dei tessuti;
accumulo adiposo “resistente” più che vera ritenzione;
una condizione chiamata lipedema, che colpisce soprattutto gambe e ginocchia anche in donne magre e attive.
Anche alcuni farmaci usati a lungo — inclusi corticosteroidi, antinfiammatori e oppioidi — possono favorire edema e alterazioni circolatorie, ma di solito non per anni dopo la sospensione. Per questo è importante non attribuire automaticamente tutto ai farmaci passati.
Ci sono alcuni segnali utili per capire meglio:
la zona è morbida e lascia il segno se premi con un dito?
peggiora con caldo, ciclo, stare in piedi?
senti dolore, tensione o pesantezza?
il gonfiore è simmetrico?
hai caviglie e piedi normali oppure si gonfiano anche quelli?
Nel tuo caso probabilmente avrebbe senso una valutazione con:
angiologo o chirurgo vascolare;
linfologo/flebologo;
eventualmente endocrinologo se ci sono dubbi ormonali/metabolici.
Gli esami che spesso vengono richiesti includono:
ecodoppler venoso;
valutazione linfatica;
esami del sangue (tiroide, reni, albumina, infiammazione, ormoni, elettroliti).
Nel frattempo, alcune strategie che a volte aiutano davvero più della sola attività fisica:
calze compressive graduate (se indicate dopo visita);
lavoro specifico sul drenaggio linfatico;
esercizi in acqua o nuoto;
evitare allenamenti troppo infiammatori per le gambe;
limitare sale nascosto e alcol anche se già mangi bene;
pause con gambe sollevate dopo lavoro.
Una cosa importante: se il problema è soprattutto su cosce e ginocchia con piedi relativamente risparmiati, e se c’è sensibilità/dolore al tatto o facilità ai lividi, vale davvero la pena escludere il lipedema perché spesso viene confuso con “ritenzione liquida.
Alcune possibilità che spesso vengono considerate in situazioni simili:
alterazione del microcircolo o del sistema linfatico dopo un lungo periodo di immobilità;
cambiamenti ormonali o metabolici;
edema da insufficienza venosa;
infiammazione cronica dei tessuti;
accumulo adiposo “resistente” più che vera ritenzione;
una condizione chiamata lipedema, che colpisce soprattutto gambe e ginocchia anche in donne magre e attive.
Anche alcuni farmaci usati a lungo — inclusi corticosteroidi, antinfiammatori e oppioidi — possono favorire edema e alterazioni circolatorie, ma di solito non per anni dopo la sospensione. Per questo è importante non attribuire automaticamente tutto ai farmaci passati.
Ci sono alcuni segnali utili per capire meglio:
la zona è morbida e lascia il segno se premi con un dito?
peggiora con caldo, ciclo, stare in piedi?
senti dolore, tensione o pesantezza?
il gonfiore è simmetrico?
hai caviglie e piedi normali oppure si gonfiano anche quelli?
Nel tuo caso probabilmente avrebbe senso una valutazione con:
angiologo o chirurgo vascolare;
linfologo/flebologo;
eventualmente endocrinologo se ci sono dubbi ormonali/metabolici.
Gli esami che spesso vengono richiesti includono:
ecodoppler venoso;
valutazione linfatica;
esami del sangue (tiroide, reni, albumina, infiammazione, ormoni, elettroliti).
Nel frattempo, alcune strategie che a volte aiutano davvero più della sola attività fisica:
calze compressive graduate (se indicate dopo visita);
lavoro specifico sul drenaggio linfatico;
esercizi in acqua o nuoto;
evitare allenamenti troppo infiammatori per le gambe;
limitare sale nascosto e alcol anche se già mangi bene;
pause con gambe sollevate dopo lavoro.
Una cosa importante: se il problema è soprattutto su cosce e ginocchia con piedi relativamente risparmiati, e se c’è sensibilità/dolore al tatto o facilità ai lividi, vale davvero la pena escludere il lipedema perché spesso viene confuso con “ritenzione liquida.
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