Dopo 3 anni (3 ANNI) di rapporti vaginali dolorosi, innumerevoli tamponi negativi e visite ginecolog

Dopo 3 anni (3 ANNI) di rapporti vaginali dolorosi, innumerevoli tamponi negativi e visite ginecologiche, ho finalmente la mia diagnosi: vulvodinia (vestibolare). Un nome che spieghi il disagio che mi affligge. So che il suo trattamento dipende enormemente dal trovare un professionista che conosca la patologia e possa seguirti nelle varie scelte terapeutiche. Io ed il mio fidanzato abbiamo sofferto abbastanza, nel non poter star l'uno nelle braccia dell'altra. Voglio sapere se io, offrendo pazienza ed impegno, posso finalmente trovare a Padova un medico sufficientemente competente da permettermi di stare finalmente insieme al mio compagno.

4 risposte


Salve, si tratta di una condizione che può risolversi attraverso l'intervento integrato ginecologico e psicosessuologico. Credo che possa essere importante coinvolgere, nelle fasi avanzate della terapia, anche il suo compagno per il quale, come mi sembra di capire da quanto scrive, il lungo percorso che ha portato alla diagnosi non è stato semplice.

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Gentilissima, la sofferenza legata ad una diagnosi tardiva e al dolore fisico delle patologie come la vulvodinia è privativa e molto debilitante. Le posso consigliare di cercare un team composto da sessuolog* ed ostetrich* o ginecolog* esperto in vulvodinia e riabilitazione del pavimento pelvico. Sfortunatamente in zona Padova non conosco collegh* da suggerirle, può cercare sul sito cistite.info o su ainpu.it dei professionisti specializzati in tale patologia. Le auguro una buon recupero. Uscirne è possibile.


Gentile utente, certamente vi potrà aiutare, a Padova ci sono diversi professionisti in grado di trattare la vulvodinia. Per qualsiasi dubbio mi contatti in privato. Cordiali saluti


Gentile utente, comprendo molto bene il peso delle sue parole: dopo tre anni di dolore, visite, esami e incertezza, ricevere una diagnosi può rappresentare un passaggio importante. Dare un nome al dolore permette spesso di uscire dalla confusione e di iniziare a costruire un percorso più mirato. La vulvodinia vestibolare richiede una presa in carico competente e integrata. In genere il lavoro più efficace coinvolge professionisti che conoscano il dolore vulvare: ginecologo/a esperto/a nella patologia, fisioterapista del pavimento pelvico, eventuale medico del dolore e, quando la sessualità e la coppia sono state coinvolte dalla sofferenza, anche una figura psicosessuologica. Il dolore nei rapporti, soprattutto quando dura a lungo, coinvolge il corpo, il desiderio, la fiducia, l’anticipazione della paura e la relazione. Per questo il suo riferimento al compagno è molto importante: la cura riguarda lei, ma può includere anche il modo in cui la coppia torna gradualmente a vivere vicinanza, intimità e sicurezza. Con pazienza e impegno può certamente cercare un percorso adeguato. Le suggerirei di orientarsi verso professionisti che abbiano esperienza specifica in vulvodinia, vestibolodinia e dolore pelvico, chiedendo esplicitamente quale approccio utilizzano e se lavorano in rete con altri specialisti. Questa domanda è legittima e rappresenta già un primo passo di cura. Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti Un caro saluto Dott.ssa Daniela Canorro Psicologa Sessuologa clinica Counselor relazionale

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.