Donna, 32 anni con ipotiroidismo acquisito grave in terapia sostitutiva con Tirosint e TSH nella nor

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Donna, 32 anni con ipotiroidismo acquisito grave in terapia sostitutiva con Tirosint e TSH nella norma.
Da anni soffro di vertigini, astenia, fiato corto e frequenza elevata anche a riposo, con episodi di sincope.
Mi è capitato anche di avvertire un battito irregolare, soprattutto da sdraiata con sensazione di dover tossire.
Non sono una persona sportiva perché, pur provandoci, raggiungo rapidamente frequenze molto elevate che mi provocano mal di testa e estrema debolezza; basti pensare che con una passeggiata raggiungo valori sopra i 190.
Non sono assolutamente una persona ansiosa (parere di psicologo), anzi probabilmente spesso sono non curante del pericolo.
Eseguo sedute di fisioterapia per la questione vagale, ma spesso sono stata costretta ad interromperle o per frequenza alta o irregolare.
Il cardiologo, dopo che nell'eco, nell'ecg e nell'holter 24h non si era evidenziato nulla, mi ha consigliato l'acquisto del dispositivo Kardia.
Ho eseguito centinaia di tracciati e spesso l'esito è o tachicardia o possibile fibrillazione atriale.
Non so più che fare perché nessuno riesce a darmi una diagnosi precisa, solo pareri discordanti.
Dott. Roberto Formisano
Cardiologo, Geriatra
Telese Terme
Buonasera, la sua situazione è certamente complessa e merita attenzione. Nonostante la terapia sostitutiva per l’ipotiroidismo sia ben compensata, i sintomi che riferisce – tachicardia marcata anche a riposo, vertigini, astenia, difficoltà nello sforzo e sincopi – non possono essere sottovalutati, soprattutto se associati a rilevazioni frequenti di tachicardia o sospetta fibrillazione atriale tramite dispositivi come Kardia.

Il fatto che gli esami convenzionali come ECG, ecocardiogramma ed Holter non abbiano mostrato anomalie può dipendere dalla natura episodica dei disturbi. In questi casi, è fondamentale registrare i sintomi in tempo reale con tracciati validati, per questo l’uso del Kardia può essere molto utile, ma i referti andrebbero sempre confermati da un cardiologo esperto in aritmie.

Date le caratteristiche cliniche, un approfondimento con uno studio elettrofisiologico o un monitoraggio a lungo termine (Holter esteso o loop recorder) potrebbe chiarire l’origine dei disturbi. Inoltre, una valutazione presso un centro specializzato in disautonomie (come la sindrome da tachicardia posturale, POTS) potrebbe essere indicata, considerando la sua scarsa tolleranza allo sforzo e le alterazioni della frequenza cardiaca non spiegabili da sola ansia.

In sintesi, i sintomi sono reali e meritevoli di approfondimento specialistico: insistere con una valutazione elettrofisiologica e un inquadramento in un centro che tratti disturbi del ritmo e disfunzioni autonomiche potrebbe finalmente portare chiarezza.

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