Credo di soffrire da compulsione della masturbazione. O meglio. Ho sviluppato negli anni una ossess

6 risposte
Credo di soffrire da compulsione della masturbazione.
O meglio. Ho sviluppato negli anni una ossessione verso la ricerca dell’orgasmo del punto L maschile. Così tanto ossessionato che credo di esserne diventato dipendente. Ogni volta che finisco mi sento in colpa. Ho paura di aver fatto danni o cose di questo tipo. Mi riprometto di non farlo più ma poi è più forte di me e lo rifaccio riattivando questo loop
Dott.ssa Adriana Gaspari
Psicologo clinico, Psicologo
Chieti
Gentilissimo credo che il suo problema non sia di ordine sessuale ma psicopatologico. Forse dietro questa ricerca spasmodica del piacere c'e' un umore molto basso e poi la sua compulsivita' ,lascia credere a dei tratti ossessivo- compulsivi , se non ad un disturbo di questo tipo. La invito caldamente a contattare uno psicoterapeuta di formazione cognitivo- comportamentale e poi magari affrontare eventuali problematiche sessuali ( se ce ne dovessero essere) con un sessuologo.
Resto a disposizione e la saluto cordialmente
Dott.ssa Adriana Gaspari

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Dr. Silvio Zatelli
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Verona
Gentile utente,
il "loop" che descrivi è un meccanismo difensivo comune: La ricerca dell'orgasmo diventa un modo per gestire l'ansia, trasformandosi però in una compulsione che genera poi un senso di colpa.
Questa dinamica non definisce la tua sessualità verso gli altri, ma segnala un corto circuito nel rapporto con te stesso e con il piacere solitario, che ha perso la sua funzione di piacere per diventare un automatico bisogno urgente di un mero rituale sessuale. Uscire da questo automatismo è possibile spostando il focus dan "non farlo" al capire cosa lo alimenta. Se vuoi resto a tua disposizione per riparlarne. Quanto qui ti scrivo non è una diagnosi, ma una conversazione semplice fra te e me psicologo sessuologo.
Dott.ssa Luciana De Paola
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Napoli
Buongiorno. È una fase transitoria ed un momento di conoscenza di se stesso. Non si colpevolizzi. Scemerà spontaneamente nel momento in cui vivrà un rapporto soddisfacente e continuativo durante il quale potrà condividere con la sua partner le sue referenze personali e ricevere la giusta gratificazione. La saluto cordiamente, Luciana De Paola
Gentile utente, quello che descrive potrebbe suggerire un possibile pattern compulsivo legato alla ricerca di eccitazione e sollievo emotivo. Il senso di colpa non è la prova di un danno fisico ma deriva da convinzioni, paura, auto-critica e giudizio di se stesso. Il fatto che lei si prefissi di "non farlo più" in modo di divieto totale, aumenta la pressione e di conseguenza il rimbalzo compulsivo. Un percorso con un professionista sessuologo psicoterapeuta può essere molto utile per questo tipo di comportamenti con senso di perdita di controllo e vissuti di paura ("credo di esserne diventato dipendente", "paura di aver fatto danni"). Cordiali Saluti, Dtt.ssa Ilaria Peroni
Dott.ssa Ilaria Ianni
Psicologo, Sessuologo, Psicologo clinico
Bracciano
Gentile Signore, capisco il suo timore. Credo che la ricerca del piacere che può darci il nostro corpo è un diritto di ognuno di noi. Se però questa ricerca, come qualsiasi altra attività, ci occupa troppo tempo, diventa pervasiva e crea ripercussioni nello svolgimento delle attività quotidiane, nelle relazioni interpersonali e sentiamo di aver perso il controllo mi sento di consigliarle di parlarne con uno specialista. Se vuole può prendere un appuntamento e ne potremmo parlare.
Sperando di averla aiutata la saluto.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Quello che descrivi è un vissuto di forte conflitto interno: da una parte c’è il desiderio e la ricerca del piacere, dall’altra il senso di colpa, la paura di “aver fatto danni” e la promessa di smettere, che però viene seguita dalla ricaduta nel comportamento. Questo ciclo (impulso → agito → colpa → promessa di controllo → nuovo impulso) è tipico delle dinamiche compulsive e può diventare molto faticoso sul piano emotivo.

È importante chiarire alcuni punti:

La masturbazione e la ricerca del piacere (inclusa la stimolazione prostatica/punto L) non sono di per sé dannose dal punto di vista medico o psicologico. Non provocano “danni” fisici se praticate in modo sicuro e senza comportamenti a rischio.

Il problema non è il comportamento in sé, ma il rapporto che stai vivendo con questo comportamento: la sensazione di perdita di controllo, l’uso ripetuto come modo per scaricare tensione o emozioni difficili, e soprattutto il forte senso di colpa che segue.

Spesso le condotte compulsive funzionano come regolatori emotivi: aiutano momentaneamente a ridurre ansia, stress, noia o vuoto, ma poi alimentano vergogna e autoaccusa, rinforzando il “loop” che descrivi.

Alcuni spunti utili:

Provare a osservare quando nasce l’impulso (in quali momenti della giornata, con quali emozioni: stress, solitudine, frustrazione).

Ridurre il giudizio morale verso di te: il senso di colpa e l’auto-critica eccessiva spesso aumentano la compulsione invece di ridurla.

Capire se questa dinamica sta interferendo con altre aree della tua vita (relazioni, lavoro, studio, sonno, autostima).

In sintesi: non è il piacere in sé ad essere “sbagliato”, ma il fatto che tu lo viva come qualcosa di incontrollabile e colpevolizzante. Proprio per questo è consigliabile approfondire la situazione con uno specialista, che possa aiutarti a comprendere cosa mantiene questo meccanismo e a costruire strategie più sane per gestire impulsi ed emozioni.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa

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