consapevolezza dei borderline

Una persona affetta da borderline è consapevole dei suoi comportamenti negativi?

3 risposte


Se la persona in questione mette in atto dei comportamenti negativi per regolare emozioni intense ne è consapevole. È, invece, scarsamente consapevole quando mette in atto tali comportamenti (come ad esempio i gesti autolesivi) per uscire da uno stato dissociativo transitorio. La dissociazione è una sorta di "frattura" tra funzioni psichiche collegate quali coscienza, memoria e identità.

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Soltanto in parte e non sempre. I sintomi del disturbo borderline della personalità sono egosintonici. Vuol dire che la persona che è affetta dal disturbo non prova disagio particolare all'esperienza dei suoi comportamenti.


Una persona con disturbo di personalità borderline è consapevole delle sue azioni. Che sia anche consapevole degli effetti negativi che quelle azioni possono avere per lui/lei o per altri: sì, e nel dubbio basta dirglielo (la valutazione di negatività varia da persona a persona anche senza disturbo borderline). Il problema è che nel borderline questa consapevolezza passa in secondo piano rispetto al bisogno, tipico del borderline, di soddisfare immediatamente le proprie pulsioni emotive. In poche parole: è consapevole, ma gli importa fino a un certo punto (e non lo si può incolpare di questo). Ma posso chiedere come mai questa domanda? Consiglio caldamente di non modificare i suoi (di lei che ha scritto) comportamenti verso la persona secondo la consapevolezza che quella ha o meno delle conseguenze delle sue azioni. Li modifichi secondo le conseguenze, non sul fatto che l'altro preveda o meno di quelle conseguenze. In questo modo lo aiuterà anche a diventarne più consapevole, nel senso di tenerle in maggior conto al momento di agire.

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.