Con mio marito abbiamo deciso di separarci e lo abbiamo comunicato a mio figlio di 17 anni a giugno
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Con mio marito abbiamo deciso di separarci e lo abbiamo comunicato a mio figlio di 17 anni a giugno scorso ma mio marito ancora sta in casa e non ha un grande dialogo con lui. Mio marito "sarebbe" piu rigido di me che sono piu permissiva e vorrei dare piu responsabilità a mio figlio, ma per non apparire "cattivo" mio marito si adegua a quello che faccio io. Fattosta che mio figlio se ne approfitta, esce il sabato con gli amici, la domenica anche... e quasi tutti i lunedì non va a scuola, studia il minimo. Ci sono anche settimane in cui non va a scuola piu giorni. Sta attaccato al telefono o al pc. Non posso buttarlo giu dal letto e non riesco nemmeno a vietargli di uscire il fine settimana, ma vorrei trovare un modo x "punirlo". Togliendo il telefono o il pc ottengo l'effetto opposto xke si chiude ancora di piu a mo di ricatto. Ho provato a togliergli il portafoglio o dirgli di non uscire ma esce ugualmente. A volte ho anche avuto l'impressione che abbia una sorte di "depressione" quando si chiude in camera per giorni (mancando anche 2 o 3 gg a scuola) ed esce solo per mangiare. Ho pensato che potesse dipendere anche dalla situazione con mio marito ma nn credo incida molto, diciamo che è abituato. Forse ho sbagliato a dargli troppa libertà anche se alla fine nn chiede molto. Durante la settimana va tt i giorni a sport (tranne qnd si chiude in camera) ed esce solo il sabato sera ed a volte la domenica pomeriggio. Non so cosa fare x fargli rispettare le regole xke ho paura che ora avendo 17 anni nn ha piu freno. Ad esempio qst sabato e domenica è uscito ed oggi lunedì non è andato a scuola, non si alza dal letto. Cosa posso fare x riprendere un po di potere su di lui ? Ho provato con il togliere il cellulare ed è stato peggio, ci parlo tanto, gli ho anche detto che ora è grande per capire cosa è giusto e cosa no e che se nn vuole andare piu a scuola o farsi bocciare per le assenze (xke è molto intelligente e con poco ottiene piu che sufficiente) ed andare a lavorare, è una sua scelta. Xo da mamma ne soffro e mi sento impotente. Ho pensato che una cosa che posso fare è non accontentarlo qnd mi chiede di fargli un favore o comprargli qualcosa ed essere piu dura (anche se nn sono cosi). Devo diventare piu severa ? Devo cambiare io ? Ho sbagliato ad essere troppo accondiscendente ? Cosa posso fare per farmi sentire e far rispettare quello che dico ? E farlo maturare e fargli capire che ci sono delle regole che vanno rispettate ? Come andare a scuola e nn fare solo quello che gli piace? Per l'assenza di oggi a scuola devo punirlo ? Come ? Sono davvero dispiaciuta e disperata xke so queli sono le sue capacità e anche lui le sa, ma non le sfrutta e se ne approfitta di me... mio marito puo borbottare ma nn fa nulla. Grazie
Quello che descrivi non è un problema di regole da far rispettare, ma un ragazzo che sta probabilmente soffrendo e che comunica il suo disagio nell'unico modo che conosce. I segnali che mi racconti - chiudersi in camera per giorni, saltare la scuola sistematicamente, l'isolamento - non sono semplicemente "approfittarsi di te" ma possono indicare una vera sofferenza psicologica che merita attenzione clinica.
La separazione incide più di quanto pensi, anche se tuo figlio ci è "abituato". A 17 anni ha ancora bisogno di una base sicura, e la situazione che descrivi - padre presente ma assente, genitori che non riescono a fare squadra - crea un vuoto di riferimenti proprio in un momento delicato della sua crescita. Il fatto che tuo marito si adegui per non sembrare cattivo e tu cerchi di compensare crea confusione, non libertà responsabile.
Togliere il controllo che non hai mai veramente esercitato ora non funzionerà. Le punizioni ottengono l'effetto opposto perché non affrontano il vero problema. Tuo figlio non ha bisogno di una madre più severa o di privazioni, ha bisogno di genitori che siano presenti in modo autentico e coerente, anche - anzi soprattutto - nella separazione.
Ti consiglio due cose concrete: primo, fai valutare tuo figlio da uno specialista perché quei periodi di chiusura in camera e l'apatia verso la scuola possono essere sintomi depressivi che vanno esclusi o trattati. Secondo, cercate come genitori (tu e tuo marito) un supporto che vi aiuti a ritrovare una linea educativa condivisa nonostante la separazione. I ragazzi hanno bisogno di confini chiari dati da adulti alleati, non contrapposti.
Il potere genitoriale non si riprende con la forza ma si ricostruisce attraverso la relazione. Prima di chiederti come punirlo, chiediti cosa sta cercando di dirti con il suo comportamento.
La separazione incide più di quanto pensi, anche se tuo figlio ci è "abituato". A 17 anni ha ancora bisogno di una base sicura, e la situazione che descrivi - padre presente ma assente, genitori che non riescono a fare squadra - crea un vuoto di riferimenti proprio in un momento delicato della sua crescita. Il fatto che tuo marito si adegui per non sembrare cattivo e tu cerchi di compensare crea confusione, non libertà responsabile.
Togliere il controllo che non hai mai veramente esercitato ora non funzionerà. Le punizioni ottengono l'effetto opposto perché non affrontano il vero problema. Tuo figlio non ha bisogno di una madre più severa o di privazioni, ha bisogno di genitori che siano presenti in modo autentico e coerente, anche - anzi soprattutto - nella separazione.
Ti consiglio due cose concrete: primo, fai valutare tuo figlio da uno specialista perché quei periodi di chiusura in camera e l'apatia verso la scuola possono essere sintomi depressivi che vanno esclusi o trattati. Secondo, cercate come genitori (tu e tuo marito) un supporto che vi aiuti a ritrovare una linea educativa condivisa nonostante la separazione. I ragazzi hanno bisogno di confini chiari dati da adulti alleati, non contrapposti.
Il potere genitoriale non si riprende con la forza ma si ricostruisce attraverso la relazione. Prima di chiederti come punirlo, chiediti cosa sta cercando di dirti con il suo comportamento.
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Cara signora, questo messaggio è intriso di preoccupazione e disperazione per la situazione complessa che si trova a vivere. Le sue domande "sto facendo bene? Sto facendo male?" sono più che leggittime e denotano una grande difficoltà. Potrebbe essere utile far fare una valutazione specialistica a suo figlio per poter intervenire tempestivamente se ce ne fosse il bisogno. Allo stesso modo potreste valutare di cominciare un percorso psicoterapeutico familiare (o anche solo individuale per lei in modo da riuscire a fare chiarezza in questo momento di grande difficoltà
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