Carissimi dottori. Spero voi vi ricordiate di me, sono Michela e più di una volta vi ho raccontato
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Carissimi dottori.
Spero voi vi ricordiate di me, sono Michela e più di una volta vi ho raccontato la mia storia.
Ringrazio tutti perché siete oltre dei dottori fantastici, delle persone a mio parere anche se non vi conosco speciali..
Io non riesco più ad uscire fuori da questa vita che più vado avanti più non mi piace, e non sono felice.
Con il mio ragazzo le cose non vanno bene, alcuni giorni sta bene e mi da l'anima, altri invece si arrabbia con me, mi offende, tratta male, mi evita ed io mi sento la persona più stupida del mondo, stupida perché sono sempre io a cercarlo continuamente anche in telefonate, senza mai ottenere risposte, vorrei avere la forza di non chiamare piu e vedere fin dove arriva, ma purtroppo la paura di perderlo mi assale, e la cosa che più mi fa soffrire e che quando stiamo bene io ho ugualmente paura, paura di soffrire ancora perché già so che quando gli partirà di nuovo la testa, saremo punto è da capo, con offese e litigi che mi fanno male.
So che vi domanderete, cosa mi lega a lui, cosa mi spinge a star con lui, ed io una risposta concreta non so darvela, ma credetemi la paura che lui non mi cerchi più, la paura di non sentirlo mi uccide, mi si spezza il cuore perché io davvero sono innamorata di lui.
Ormai sono sei anni che stiamo insieme.
E se questa storia finisse non riuscirei a sopportare ulteriori sofferenze.
Ormai sapete che vivo in un contesto familiare privo di valori,privo di amore.
Per il mio ragazzo,perché ho paura di perderlo, resto a casa tutti i giorni, non ho una mia indipendenza, subisco ogni giorno mio padre con offese e maltrattamenti, per lui non sono buona, non mi vuole bene, mi odia con tutto il suo cuore, se succede qualcosa a casa, tipo arriva più corrente da pagare, iniziano le offese.
Del tipo ( tu mi hai stancato è colpa tua, sei tu che stai sempre a casa, 21 anni ti devi vergognare non ti do nulla di soldi non devi chiedermi nulla, se ti serve qualcosa vai a fare la prostituta per non dire altro,ma quando è che te ne vai?) ect ect.
Cure mediche, visite che mi servono, posso anche morire, perché come già sapete, per lui posso andare a fare la prostituta.
Con le parole il mio cosiddetto "padre" mi ferisce.
Con mamma sono sempre litigi, dice che sono sempre chiusa in casa e gli ho stancato, ma non cerca mai di capirmi e aiutarmi come una vera mamma che vuole bene alla propria figlia,vede che ho disturbi alimentari e dice che sono una vittima, ma alla fine nemmeno importa a nessuno di come sto.
Se ne parlo con il mio fidanzato di una mia indipendenza solo un lavoro per me stessa per uscire di casa mi risponde ma non esiste, a me mi perdi.
Non devi nemmeno azzardarti a parlare né salutare un uomo perché sei una poco di buono, e tra noi finisce, ed io con la paura vivo, ormai nemmeno esco di casa, quindi lo faccio contento ma si lamenta lo stesso con domande su domande con offese,pretende che la mia famiglia mi aiuta sapendo perfettamente la mia situazione, e ancora con offese, a casa sto malissimo e piango continuamente, vorrei morire adesso è non domani..
Molte volte penso di mandare tutti a quel paese, e di trovarmi un lavoro, andare via di casa sempre comportandomi bene perché io mi reputo una bravissima ragazza.
E so di esserlo.
Poi però penso che ci sarebbero ancora offese, forse la famiglia del mio ragazzo e sopratutto lui che diventerebbe il mio ex, direbbe che io questo volevo ect ect.
Ma non è così.
Ho troppa paura, troppa.
Mi sento una nullità, un disastro, mi sento stupida e preferirei morire stesso adesso, perché sono stanca di soffrire.
Grazie per avermi ascoltata.
Vi abbraccio fortissimo a tutti!
Spero voi vi ricordiate di me, sono Michela e più di una volta vi ho raccontato la mia storia.
Ringrazio tutti perché siete oltre dei dottori fantastici, delle persone a mio parere anche se non vi conosco speciali..
Io non riesco più ad uscire fuori da questa vita che più vado avanti più non mi piace, e non sono felice.
Con il mio ragazzo le cose non vanno bene, alcuni giorni sta bene e mi da l'anima, altri invece si arrabbia con me, mi offende, tratta male, mi evita ed io mi sento la persona più stupida del mondo, stupida perché sono sempre io a cercarlo continuamente anche in telefonate, senza mai ottenere risposte, vorrei avere la forza di non chiamare piu e vedere fin dove arriva, ma purtroppo la paura di perderlo mi assale, e la cosa che più mi fa soffrire e che quando stiamo bene io ho ugualmente paura, paura di soffrire ancora perché già so che quando gli partirà di nuovo la testa, saremo punto è da capo, con offese e litigi che mi fanno male.
So che vi domanderete, cosa mi lega a lui, cosa mi spinge a star con lui, ed io una risposta concreta non so darvela, ma credetemi la paura che lui non mi cerchi più, la paura di non sentirlo mi uccide, mi si spezza il cuore perché io davvero sono innamorata di lui.
Ormai sono sei anni che stiamo insieme.
E se questa storia finisse non riuscirei a sopportare ulteriori sofferenze.
Ormai sapete che vivo in un contesto familiare privo di valori,privo di amore.
Per il mio ragazzo,perché ho paura di perderlo, resto a casa tutti i giorni, non ho una mia indipendenza, subisco ogni giorno mio padre con offese e maltrattamenti, per lui non sono buona, non mi vuole bene, mi odia con tutto il suo cuore, se succede qualcosa a casa, tipo arriva più corrente da pagare, iniziano le offese.
Del tipo ( tu mi hai stancato è colpa tua, sei tu che stai sempre a casa, 21 anni ti devi vergognare non ti do nulla di soldi non devi chiedermi nulla, se ti serve qualcosa vai a fare la prostituta per non dire altro,ma quando è che te ne vai?) ect ect.
Cure mediche, visite che mi servono, posso anche morire, perché come già sapete, per lui posso andare a fare la prostituta.
Con le parole il mio cosiddetto "padre" mi ferisce.
Con mamma sono sempre litigi, dice che sono sempre chiusa in casa e gli ho stancato, ma non cerca mai di capirmi e aiutarmi come una vera mamma che vuole bene alla propria figlia,vede che ho disturbi alimentari e dice che sono una vittima, ma alla fine nemmeno importa a nessuno di come sto.
Se ne parlo con il mio fidanzato di una mia indipendenza solo un lavoro per me stessa per uscire di casa mi risponde ma non esiste, a me mi perdi.
Non devi nemmeno azzardarti a parlare né salutare un uomo perché sei una poco di buono, e tra noi finisce, ed io con la paura vivo, ormai nemmeno esco di casa, quindi lo faccio contento ma si lamenta lo stesso con domande su domande con offese,pretende che la mia famiglia mi aiuta sapendo perfettamente la mia situazione, e ancora con offese, a casa sto malissimo e piango continuamente, vorrei morire adesso è non domani..
Molte volte penso di mandare tutti a quel paese, e di trovarmi un lavoro, andare via di casa sempre comportandomi bene perché io mi reputo una bravissima ragazza.
E so di esserlo.
Poi però penso che ci sarebbero ancora offese, forse la famiglia del mio ragazzo e sopratutto lui che diventerebbe il mio ex, direbbe che io questo volevo ect ect.
Ma non è così.
Ho troppa paura, troppa.
Mi sento una nullità, un disastro, mi sento stupida e preferirei morire stesso adesso, perché sono stanca di soffrire.
Grazie per avermi ascoltata.
Vi abbraccio fortissimo a tutti!
Carissima, non ho avuto l'opportunità di leggere altri suoi messaggi in precedenza, ma questo suo ultimo testo esprime bene il suo stato d'animo.
Sembra che lei percepisca questa sua situazione relazionale e di vita come una gabbia - sentendosi costretta a rimanere in una situazione che la ferisce e non riuscendo a staccarsene. Sembra che lei si senta stretta tra le diverse aspettative che le provengono dall'esterno e che la sua sofferenza derivi dal non riuscire a soddisfarle tutte. Tuttavia, queste aspettative che le vengono dall'esterno - cha sia suo padre o il suo ragazzo- sembrano contrastanti e pertanto è impossibile poter aver l'approvazione di entrambi. Se l'approvazione degli altri è cosí importante per sentirsi "bravi" e "buoni", in pratica, per la sua stima di sè, è chiaro come in un contesto del genere, non si possa che sentirsi costantemente minacciati e in pericolo di rimanere "soli". A mio modo di vedere, quindi, il suo obiettivo dovrebbe essere quello di riuscire a relativizzare il giudizio degli altri e cercare di sviluppare una reale indipendenza e opinione di sé che è dagli altri in qualche modo indipendente. Capisco che non è assolutamente facile cercare di coltivare il proprio giardino in un contesto cosi aggressivo e svalutante, ma sono convinta che sarà piano piano in grado di farlo, capendo che l'approvazione degli altri non è poi davvero rilevante per lei.
Sembra che lei percepisca questa sua situazione relazionale e di vita come una gabbia - sentendosi costretta a rimanere in una situazione che la ferisce e non riuscendo a staccarsene. Sembra che lei si senta stretta tra le diverse aspettative che le provengono dall'esterno e che la sua sofferenza derivi dal non riuscire a soddisfarle tutte. Tuttavia, queste aspettative che le vengono dall'esterno - cha sia suo padre o il suo ragazzo- sembrano contrastanti e pertanto è impossibile poter aver l'approvazione di entrambi. Se l'approvazione degli altri è cosí importante per sentirsi "bravi" e "buoni", in pratica, per la sua stima di sè, è chiaro come in un contesto del genere, non si possa che sentirsi costantemente minacciati e in pericolo di rimanere "soli". A mio modo di vedere, quindi, il suo obiettivo dovrebbe essere quello di riuscire a relativizzare il giudizio degli altri e cercare di sviluppare una reale indipendenza e opinione di sé che è dagli altri in qualche modo indipendente. Capisco che non è assolutamente facile cercare di coltivare il proprio giardino in un contesto cosi aggressivo e svalutante, ma sono convinta che sarà piano piano in grado di farlo, capendo che l'approvazione degli altri non è poi davvero rilevante per lei.
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Gentilissima,
non ho avuto modo di leggere altri suoi messaggi, ma
la condizione che lei descrive è di grande sofferenza, e sembrerebbe non ci sia spazio per un cambiamento ...ma non è così. Solo che non è facile vedere strade alternative da sola, con una famiglia e un fidanzato che sfavoriscono la sua autonomia e, anzi, spingono nel tenerla dipendente affettivamente ed economicamente. Per questo suggerisco di trovare un aiuto esterno alla sua famiglia, di rivolgersi al centro di salute mentale più vicino sia per un supporto farmacologico che psicologico. In base alla sua età e al contesto ambientale in cui vive magari potrà rivolgersi ad un consultorio giovani o famigliare, così come cercare un telefono amico o eventuali servizi comunali di sostegno. Iniziare a praticare uno sport o frequentare una palestra, così come coltivare un interesse da condividere con persone estranee alla sua famiglia.
I migliori auguri
non ho avuto modo di leggere altri suoi messaggi, ma
la condizione che lei descrive è di grande sofferenza, e sembrerebbe non ci sia spazio per un cambiamento ...ma non è così. Solo che non è facile vedere strade alternative da sola, con una famiglia e un fidanzato che sfavoriscono la sua autonomia e, anzi, spingono nel tenerla dipendente affettivamente ed economicamente. Per questo suggerisco di trovare un aiuto esterno alla sua famiglia, di rivolgersi al centro di salute mentale più vicino sia per un supporto farmacologico che psicologico. In base alla sua età e al contesto ambientale in cui vive magari potrà rivolgersi ad un consultorio giovani o famigliare, così come cercare un telefono amico o eventuali servizi comunali di sostegno. Iniziare a praticare uno sport o frequentare una palestra, così come coltivare un interesse da condividere con persone estranee alla sua famiglia.
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