Gentili dottori, da gennaio circa ho iniziato a soffrire di forte ansia. Dopo una cura fallimentare
Gentili dottori, da gennaio circa ho iniziato a soffrire di forte ansia. Dopo una cura fallimentare mi sono rivolta a uno psichiatra che mi ha diagnosticato ansia sociale e disturbo di ansia generalizzato, con cura Lyrica, Citalopram e Tavor la sera (che prendevo già da un anno e mezzo). I primi mesi sono stata bene, al punto che insieme allo psichiatra abbiamo provato a scalare il Tavor dimezzandolo (prendevo). Ovviamente ho avuto subito crisi di astinenza e il tavor è stato rintrodotto. In più mi è stato prescritto di Lyrica al dì. In questi ultimi giorni però ho di nuovo forte ansia tanto da dover assumere anche Xanax (lo prendo solo quando l’ansia è intollerabile). Lo psichiatra ha aumentato il Lyrica x 3 al giorno, ma sono preoccupata! Sarà la cura giusta? Perché prima sembrava fare effetto e adesso ho di nuovo forte ansia? Grazie, Emanuela
5 risposte
Buongiorno. L'ansia è un sintomo molto frequente ma è importante chiarire cosa vi sia alla base di tale sintomatologia, in modo da lavorare sulle cause che la scatenano. Per questo, oltre a pensare ad una eventuale modifica della terapia (ad esempio un adeguamento del dosaggio anche dell'antidepressivo) è fondamentale lavorare con strumenti di psicoterapia che le consentano di acquisire maggiore consapevolezza sul sintomo. L'aumento del Lyrica appare adeguato, anche con la finalità di non esagerare con gli ansiolitici benzodiazepinici che possono creare dipendenza e tolleranza. In bocca al lupo!
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gent.ma, la terapia che sta seguendo è assolutamente coerente con la diagnosi. Il fatto che inizialmente abbia funzionato e che ora l'ansia sia ricomparsa non significa che non sia più efficace. I disturbi d'ansia hanno spesso un andamento fluttuante e possono riacutizzarsi anche durante una terapia ben impostata. L'aumento del Lyrica è una scelta terapeutica appropriata e richiede alcuni giorni o settimane per esprimere pienamente il suo effetto. Continui quindi ad attenersi alle indicazioni del suo psichiatra, evitando di modificare autonomamente la terapia o di ricorrere frequentemente allo Xanax se non espressamente indicato. Qualora il miglioramento non fosse quello atteso, esistono comunque diverse alternative terapeutiche efficaci, sia attraverso un'ottimizzazione della terapia in corso sia mediante eventuali modifiche del trattamento, che il suo psichiatra saprà valutare in base alla risposta clinica. Pertanto, non vi è motivo di pensare che le possibilità terapeutiche siano esaurite. Con un adeguato aggiustamento della terapia e un po' di tempo, è verosimile che possa tornare al buon controllo dei sintomi che aveva raggiunto nei mesi scorsi.
Buongiorno Emanuela, sarebbe utile sapere se ha recentemente iniziato una terapia ormonale estroprogestinica o se è in perimenopausa o menopausa. Sarebbe utile anche sapere se la sua tiroide è in salute e se vitamina D, magnesio e calcio hanno valori normali. Ciò detto, da quanto dice assume Tavor a dosaggio imprecisato da circa due anni, ma le linee guida per l'uso di questo farmaco (che non risolve la causa dell'ansia) dicono che non bisogna assumerlo per più di due mesi consecutivi compreso un periodo di sospensione graduale, perché progressivamente l'effetto ansiolitico diminuisce e bisogna quindi aumentare il dosaggio e perché il farmaco causa disturbi cognitivi con perdita (temporanea) di memoria e concentrazione. Se lei fosse davanti a me, le chiederei se nella sua vita è successo qualcosa che lei non riesce a controllare e tollerare. Sembra che lei abbia sviluppato una dipendenza comportamentale dai farmaci, ma io vedo in lei la voglia di stare bene. E il mio suggerimento è iniziare una psicoterapia cognitiva e comportamentale, che rappresenta uno strumento validato scientificamente per ansia sociale e disturbo d'ansia generalizzato. Da psicoterapeuta, posso dirle che la sua ansia sta cercando di proteggerla da qualcosa o qualcuno che lei vive come disturbante. Oltre a questo, le suggerisco di fare 300 minuti a settimana di attività fisica secondo le linee guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Ultimo, ma non per importanza, è il suggerimento di parlare apertamente con il suo psichiatra.
Signora la esorto a manifestare i suoi timori ed i suoi dubbi al suo Psichiatra che le ha prescritto una eccellente terapia. Il rapporto col proprio Medico, soprattutto col proprio Psichiatra, è fondato sulla fiducia. Avrà tutte le spiegazioni che cerca, gliene parli!
Emanuela, capisco la tua preoccupazione, ma quello che stai vivendo ha una spiegazione clinica precisa e non significa che la cura sia sbagliata. Il ritorno dell'ansia dopo un periodo di benessere è un fenomeno comune, soprattutto dopo il tentativo di ridurre il Tavor: la sospensione, anche parziale, di una benzodiazepina assunta per un tempo lungo può riattivare i sintomi ansiosi anche settimane dopo, perché il sistema nervoso ha bisogno di tempo per riadattarsi. Non è quindi detto che la cura abbia smesso di funzionare, ma che il tuo organismo stia ancora recuperando l'equilibrio dopo quella variazione. L'aumento del Lyrica a tre dosi giornaliere ha proprio lo scopo di darti una copertura più stabile sull'ansia generalizzata, mentre il Citalopram lavora sul fondo più a lungo termine e richiede alcune settimane per esprimere pienamente il suo effetto dopo ogni variazione di terapia. L'uso occasionale di Xanax nei momenti più critici, se concordato con il tuo psichiatra, non è un problema, ma se dovesse diventare frequente è importante dirlo a lui, perché potrebbe voler dire che il dosaggio va rivisto ulteriormente. Ti direi di dare fiducia a questo aggiustamento per le prossime due o tre settimane, mantenendo un diario dell'ansia con orari e intensità, così da portare dati concreti al prossimo controllo. Accanto alla parte farmacologica, in un momento come questo un percorso psicoterapeutico potrebbe aiutarti molto a gestire l'ansia nel quotidiano e a rendere più stabili nel tempo i risultati che il farmaco sta preparando. Fammi sapere come va nei prossimi giorni.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.

