Cardioaspirina
Buongiorno dottore, volevo chiederle se è possibile assumere metà dose di cardioaspirina da 100 mg. Grazie.
6 risposte
La maggioranza degli studi clinici è stata condotta con un dosaggio di aspirina compreso tra i 75 e i 160 mg. Personalmente non sono sereno nel somministrare un dosaggio così basso proprio perché scarsamente studiato. Se lei hai dei problemi di tolleranza al dosaggio di 100 mg potrebbe provare il cardirene 75 mg che fornisce il principio attivo sotto una forma chimica leggermente diversa ed in bustina cosa che in qualche caso lo rende più tollerabile. Altrimenti per alcune indicazioni l'aspirina può essere sostituita da altri antiaggreganti come il clopidogrel. Ne parli con il suo curante o con il suo cardiologo di fiducia.
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Gli studi clinici finora eseguiti hanno indicato come dosaggio minimo efficace per una azione antiaggregante i 75 mg di acido acetilsalicilico. Metà compressa da 100 potrebbe essere quindi troppo bassa. Il dosaggio abituale e più diffuso resta comunque quello da 100 mg e talora, in casi particolari, si arriva fino a 300. Vi sono delle alternative con il dosaggio a 75 mg che ovviamente non posso riportare in questa sede. Sulla opportunità di eseguire o meno questo cambio nel suo caso particolare, chieda al suo medico.
Gentilissimo La cardioaspirina contiene l'acido acetilsalicilico che possiede proprietà antipiretiche, analgesiche ed antinfiammatorie; proprietà di antiaggregante piastrinico a basso dosaggio. A basse dosi (40-325 mg/die) l’azione dell’ ASA risulta selettiva a livello piastrinico, dove inibisce in modo irreversibile la sintesi di trombossano A2 potente vasocostrittore e aggregante piastrinico. Secondo le linee guida , ogni persona di 50 anni, con 2 fattori di rischio cardiovascolare (ipertensione, dislipidemia, diabete mellito, fumo, obesità, sedentarietà, l'uso di ormoni sostituzione sessuale, ecc...), soprattutto se non corretti (ad esempio: il fumo o l'obesità), dovrebbe prendere l'aspirina in dosi di 81 mg o 100 mg al giorno. L’ASA è risultato efficace sia nella prevenzione primaria, in caso di pazienti con sospetto infarto acuto, che secondaria. L’importanza dell’impiego di ASA in pazienti con sospetto infarto miocardico acuto è stata evidenziata dallo studio ISIS-2 (Isis-2 Collaborative Group, 1988). In questo studio la somministrazione di ASA (162,5 mg, forma farmaceutica a rilascio controllato) è risultata efficace nel ridurre la mortalità, sia in monoterapia che in associazione con eparina e.v. oppure terapia fibrinolitica (riduzione della mortalità di un quinto: meno 25 morti ogni 1000 pazienti nelle 5 settimane successive all’infarto).L’efficacia clinica dell ’ASA è stata riscontrata con dosi di 100 mg (Verheugt et al., 1990). Per cui a mio parere l'efficacia massima dell' ASA è 100 mg e non va ridotta. .
Lo sconsiglio. Le dosi appropriate minime di acido-acetilsalicico dimostratesi efficaci in studi clinici ed approvate, come terapia antiaggregante, sono di 75 mg (in Italia) e 80 mg (negli USA). Cordiali saluti.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.






