Buongiorno , vorrei cortesemente un consiglio sul da farsi per la mia sindrome del tunnel carpale ma

Buongiorno , vorrei cortesemente un consiglio sul da farsi per la mia sindrome del tunnel carpale mano sx. Ho 57 anni e da tanto suono la chitarra (credo che questa sia la motivazione del mio problema). Nel 2022 ho effettuato una EMG e il valore della latenza risultava 4,55 con una situazione di lieve-media entità. Recentemente , a causa dell'addormentamento delle 3 dita della mano sx di notte, ho effettuato una nuova EMG, con un valore di latenza 5 ed un referto di media entità e compressione del nervo mediano. Ho effettuato delle fisioterapie nel tentativo di risolvere, ma ogni tanto la notte continuano ad addormentarsi le dita della mano sx, per il resto del giorno non ho alcun tipo di problema (sia di sensibilità, di forza, formicolio). Ho fatto anche una visita ortopedica e mi è stato consigliato di operarmi per decomprimere il nervo mediano , ma io non avendo dei sintomi cosi fastidiosi sono un pò perplesso e non so se andare avanti cosi oppure fare l'intervento. Il mio medico di famiglia mi ha consigliato di fare l'intervento perchè a quanto pare non regredisce anzi c'è rischio di subire dei danni permanenti ( e per me sarebbe un problema come musicista). In questo dubbio se cortesemente potessi avere un Vs. parere sarebbe di grande aiuto, grazie e buona giornata!.Massimo

1 risposta


La sindrome del tunnel carpale difficilmente può regredire a meno che non sia dovuta a patologie che possano avere terapie mirate (ad esempio l'ipotiroidismo, patologie ormonali, diabete, edemi dei tessuti molli etc). Se l'origine è degenerativa tende a progredire. Di solito si consiglia un intervento nei gradi medio-severo, prima che arrivi a livelli severo-estremo in quanto a quel punto potrebbero essere già presenti dei disturbi della componente motoria dell'eminenza tenar. Per cui dopo eventualmente, se non fatto prima, aver adottato un tutore di notte al polso incriminato e provato ad assumere neurotrofici; studierei con esami ematici il setting ormonale, la funzione tiroidea, la glicemia e la transtiretina; se esami nei limiti di norma e qualità di vita in deterioramento vi sono margini per pensare ad intervento chirurgico. Una volta scelta l'opzione chirurgica le modalità di trattamento sono plurime: - intervento classico (in microscopia) mediante incisione al carpo lineare, - intervento in endoscopia mini-invasivo - intervento mini-invasivo percutaneo.

Dott. Andrea Cattalani

Dott. Andrea Cattalani

neurochirurgo

Sandigliano

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