Buongiorno: vorrei capire perché quando mangio solo un tipo di funghi quale il cardoncello o fungo d

6 risposte
Buongiorno: vorrei capire perché quando mangio solo un tipo di funghi quale il cardoncello o fungo di ferla sto molto male e rimetto tutto, mentre con tanti altri funghi non succede
Dott.ssa Francesca Ventresca
Nutrizionista, Biologo nutrizionista
Salerno
Gentile paziente,
il fatto che lei stia male esclusivamente dopo aver consumato il fungo cardoncello fa pensare a una sensibilità individuale specifica verso questa specie. Il cardoncello ha una struttura più fibrosa e una maggiore quantità di chitina, oltre ad alcuni composti che possono risultare più difficili da digerire, provocando nausea e vomito anche a breve distanza dal pasto.
Non si tratta di un avvelenamento, ma di una forma di intolleranza selettiva, che può verificarsi anche se altri funghi vengono tollerati senza problemi.
Il mio consiglio è di evitare questa varietà e, se lo desidera, possiamo approfondire eventuali fattori digestivi o di sensibilità che possano aver favorito questa reazione.
Saluti
Dott.ssa Francesca Ventresca

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Dott.ssa Danila Sciagura
Nutrizionista, Biologo nutrizionista
Gela
Buongiorno,
da ciò che descrive potrebbe trattarsi di una sensibilità individuale specifica verso quel tipo di fungo (cardoncello/fungo di ferla). Non è raro: alcune persone tollerano perfettamente la maggior parte dei funghi, ma reagiscono male a una singola specie. Non si tratta sicuramente di una reazione allergica ma è un segnale tipico di una reazione individuale di tipo digestivo, non di un’allergia generalizzata.
Rimango a disposizione. Cordiali saluti
Dott. Vittorio Porretta
Nutrizionista, Biologo nutrizionista
Pavia
Potrebbe essere associato al grado di cottura dei funghi. Le consiglio di assicurarsi che anche all'interno siano ben cotti
Dott.ssa Eleonora Bruno
Nutrizionista, Biologo nutrizionista
Gaeta
Gentile Signora,
le feci molli al mattino, se persistenti, indicano spesso un’alterazione del ritmo intestinale, frequente in condizioni di:
• colon irritabile
• disbiosi intestinale
• iperattivazione del riflesso gastro-colico

Anche alimentazione, stress e orari dei pasti giocano un ruolo chiave.
Se il disturbo è quotidiano o associato a urgenza, gonfiore o dolore, non va sottovalutato.

Una valutazione nutrizionale clinica permette di individuare la causa e impostare una strategia efficace, evitando peggioramenti nel tempo.
Un caro saluto.
Dott.ssa Arianna Carretta
Nutrizionista, Biologo nutrizionista
Torri di Quartesolo
Buongiorno! Quello che descrivi può avere diverse spiegazioni.
Alcune persone hanno difficoltà a digerire determinati tipi di funghi a causa di composti particolari, come fibre molto resistenti (chitin) o molecole specifiche della specie.
Il cardoncello (Pleurotus eryngii) e il fungo di ferla contengono proteine o polisaccaridi che alcune persone non digeriscono bene, provocando nausea, vomito o disturbi intestinali.
Funghi “più fibrosi” o se consumati in grandi quantità possono essere difficili da digerire.
Alcune specie richiedono cotture più lunghe: se non cucinati bene, aumentano il rischio di disturbi gastrointestinali.
Suggerimenti:
• Evitare questi funghi singolarmente fino a chiarimento.
• Provare piccole quantità ben cotte e monitorare la reazione.
• Tenere un diario alimentare con tipo di fungo, quantità e sintomi.
• Se i sintomi sono frequenti o gravi, consultare un allergologo o gastroenterologo.
Dott. Riccardo Pambira
Nutrizionista, Chinesiologo, Biologo nutrizionista
Capoterra
Buongiorno,
il fatto che il vomito compaia in modo ripetuto solo quando consuma cardoncello o fungo di ferla fa pensare più facilmente a una sensibilità specifica verso quella specie piuttosto che a un problema generale con tutti i funghi.

In alcune persone, infatti, determinati funghi risultano più difficili da digerire per struttura più fibrosa e maggiore presenza di componenti come la chitina, e questo può dare nausea e vomito anche a breve distanza dal pasto.

Un’altra possibilità è che non si tratti di semplice “intolleranza” digestiva ma di una reazione di tipo allergico a specifiche proteine: l’allergia coinvolge il sistema immunitario, mentre l’intolleranza riguarda soprattutto la capacità di digerire alcune componenti e tende a dare sintomi prevalentemente gastrointestinali (nausea, vomito, diarrea).

Se, insieme al vomito, compaiono orticaria, prurito diffuso, gonfiore di labbra/viso, respiro sibilante o difficoltà respiratoria, quella situazione va considerata urgente e richiede valutazione medica immediata.

Va poi considerato un aspetto molto pratico: cardoncelli e funghi “di ferla” possono essere raccolti anche spontanei e, come per tutti i funghi selvatici, esiste il rischio di confusione con specie simili non commestibili o tossiche se l’identificazione non è certa.
In caso di intossicazione da funghi, i disturbi possono presentarsi anche in modo ritardato (non sempre immediato) e alcune sindromi hanno vomito/diarrea che iniziano diverse ore dopo l’ingestione, motivo per cui conviene essere prudenti se il fungo non è di provenienza controllata.

Nell’attesa di chiarire la causa, la misura più sensata è evitare proprio quelle due tipologie di funghi e far valutare l’episodio dal medico curante (eventualmente con invio ad allergologo, se la dinamica è compatibile), portando informazioni su quantità ingerita, modalità di cottura e tempi di comparsa dei sintomi.

Se dovesse ricapitare con vomito importante o ripetuto, o se comparissero segni di disidratazione o sintomi non solo gastrointestinali, è opportuno rivolgersi al pronto soccorso.

Un cordiale saluto,
Dott. Riccardo Pambira

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