Buongiorno, uomo 41 anni, sportivo e no vizio al fumo, no diabete, normopeso. Sono un soggetto
Buongiorno, uomo 41 anni, sportivo e no vizio al fumo, no diabete, normopeso. Sono un soggetto che soffre di DAG con somatizzazioni, dopo svariati sintomi ed altrettante visite, fortunatamente sempre negative, mi ritrovo a sperimentare ormai da qualche mese (una 10ina) dei fastidi/dolori/pressioni/bruciori al petto/torace, a volte localizzati allo sterno altre volte si spostano verso i pettorali, soprattutto a riposo, durante nuoto non riscontro particolari problemi, solo qualche leggero fastidio che a volte sparisce anche. A periodi percepisco,o meglio,mi sembra di percepire presunte extrasistoli,mai però registrate o documentate durante le varie visite. Quando non sono in piscina mi allenerò ma corpo libero con pesi leggeri,piegamenti (anche un 50 Di fila),trazioni ecc,senza riscontrare particolari problematiche. Questi disturbi vanno a periodi e variano sempre, non sembrerebbero mai identici. Ho effettuato in questi ultimi 9/10 mesi un accesso al ps, ecg ed enzimi nella norma, visita cardiologica specialistica (ma i sintomi non erano ancora sopraggiunti), svariati ecg basali (9/10) anche in corso di questa sintomatologia, risultati sempre negativi ed un test sotto sforzo massimale al cicloergometro (7/8 mesi fa) spirometria risultati tutti negativi, il cardiologo mi ha sollecitato a rilassarmi. Eppure a giorni alterni i fastidi si ripresentano, a volte anche molto più duraturi durante la giornata. Esami emocromo completi un paio di mesi fa (avis) tutto nella norma. Il mio curante non intende prescrivermi ulteriori esami, in quanto attribuisce il tutto al mio stato ansioso e forse ad un probabile reflusso, escludendo cause cardiache. Visita gastroenterologo 5 mesi fa con addome trattabile dolente in epigastrio, cura con esomeprazolo non seguita correttamente. A volte sento dolore a premere lo xifoide ed inarcare la schiena. Nel mentre ho ripreso anche le sedute di psicoterapia, ma per ora sembra tutto come prima. Sto eseguendo anche delle sedute da un osteopata per rilassare la muscolatura superiore, in quanto mi trova molto contratto, sollecitandomi anch esso a rilassarmi. Secondo Voi Dovrei approfondire con ulteriori controlli? Grazie
1 risposta
Buongiorno, capisco bene il Suo disagio, soprattutto perché i sintomi persistono e si ripresentano nonostante gli esami negativi. Parto dal punto più importante: il percorso diagnostico che ha già eseguito è molto completo e rassicurante. Accesso in pronto soccorso con enzimi nella norma, numerosi ECG, visita cardiologica e soprattutto un test da sforzo massimale negativo sono elementi forti che permettono di escludere con buona sicurezza una patologia cardiaca ischemica o strutturale significativa. Anche il fatto che durante il nuoto e l’attività fisica non compaiano sintomi rilevanti è un dato clinico molto importante: il dolore cardiaco tipicamente si manifesta sotto sforzo, non a riposo. Le caratteristiche dei disturbi che descrive — dolore variabile, che cambia sede, a volte puntorio, a volte bruciante, evocabile alla pressione sullo xifoide o con movimenti come l’inarcamento della schiena — sono molto più compatibili con una componente muscolo-scheletrica e/o gastro-esofagea che con un’origine cardiaca. Il fatto che l’osteopata riscontri una marcata contrattura della muscolatura toracica e che lei stesso riesca a evocare il dolore alla digitopressione va nella stessa direzione. Anche il reflusso può giocare un ruolo importante: bruciore retrosternale, dolore epigastrico e sensazione di pressione toracica possono mimare molto bene sintomi cardiaci, soprattutto se la terapia non è stata seguita in modo continuativo. In questi casi una gestione più strutturata del reflusso, sia farmacologica che nutrizionale, può fare la differenza. La componente ansiosa non va vista come “una spiegazione riduttiva”, ma come un fattore amplificante reale: nei soggetti con DAG il sistema nervoso autonomo è più reattivo, aumenta la tensione muscolare, si amplifica la percezione del dolore e si entra facilmente in un circolo di attenzione–sintomo–preoccupazione. Alla luce di tutto questo, non emergono elementi che rendano necessari ulteriori approfondimenti cardiologici in questa fase. Piuttosto, può essere utile: proseguire con la psicoterapia con un po’ di tempo (l’effetto non è immediato) - trattare in modo più costante il reflusso - continuare il lavoro sulla componente muscolare e posturale - mantenere l’attività fisica, che nel Suo caso è un elemento protettivo In sintesi, il quadro è coerente con una sintomatologia funzionale multifattoriale (muscolare + gastroesofagea + neurovegetativa), in un cuore già adeguatamente studiato e risultato sano. Sperando di esserLe stata utile, Le auguro una buona giornata.
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