Buongiorno, uomo 41 anni, sportivo e no vizio al fumo, no diabete, normopeso. Sono un soggetto
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Buongiorno, uomo 41 anni, sportivo e no vizio al fumo, no diabete, normopeso.
Sono un soggetto che soffre di DAG con somatizzazioni, dopo svariati sintomi ed altrettante visite, fortunatamente sempre negative, mi ritrovo a sperimentare ormai
da qualche mese (7/8) dei fastidi/dolori/pressioni/bruciori al petto/torace, a volte localizzati allo sterno altre volte si spostano verso i pettorali, soprattutto a riposo, durante nuoto non riscontro particolari problemi, solo qualche leggero fastidio che a volte sparisce anche.
Questi disturbi vanno a periodi e variano sempre, non sembrerebbero mai identici.
Ho effettuato in questi ultimi 6/7mesi un accesso al ps, ecg ed enzimi nella norma, visita cardiologica specialistica (ma i sintomi non erano ancora sopraggiunti), svariati ecg basali (9/10) anche in corso di questa sintomatologia, risultati sempre negativi ed un test sotto sforzo massimale al cicloergometro (4/5 mesi fa) spirometria risultati tutti negativi, il cardiologo mi ha sollecitato a rilassarmi.
Eppure a giorni alterni i fastidi si ripresentano, a volte anche molto più duraturi durante la giornata.
Esami emocromo completi un paio di mesi fa (avis) tutto nella norma.
Il mio curante non intende prescrivermi ulteriori esami, in quanto attribuisce il tutto al mio stato ansioso e forse ad un probabile reflusso, escludendo cause cardiache.
Visita gastroenterologo due mesi fa con addome trattabile dolente in epigastrio, cura con esomeprazolo non seguita correttamente.
A volte sento dolore a premere lo xifoide ed inarcare la schiena.
Nel mentre ho ripreso anche le sedute di psicoterapia, ma per ora sembra tutto come prima.
Sto eseguendo anche delle sedute da un osteopata per rilassare la muscolatura superiore, in quanto mi trova molto contratto, sollecitandomi anch esso a rilassarmi.
Secondo Voi Dovrei approfondire con ulteriori controlli?
Grazie
Sono un soggetto che soffre di DAG con somatizzazioni, dopo svariati sintomi ed altrettante visite, fortunatamente sempre negative, mi ritrovo a sperimentare ormai
da qualche mese (7/8) dei fastidi/dolori/pressioni/bruciori al petto/torace, a volte localizzati allo sterno altre volte si spostano verso i pettorali, soprattutto a riposo, durante nuoto non riscontro particolari problemi, solo qualche leggero fastidio che a volte sparisce anche.
Questi disturbi vanno a periodi e variano sempre, non sembrerebbero mai identici.
Ho effettuato in questi ultimi 6/7mesi un accesso al ps, ecg ed enzimi nella norma, visita cardiologica specialistica (ma i sintomi non erano ancora sopraggiunti), svariati ecg basali (9/10) anche in corso di questa sintomatologia, risultati sempre negativi ed un test sotto sforzo massimale al cicloergometro (4/5 mesi fa) spirometria risultati tutti negativi, il cardiologo mi ha sollecitato a rilassarmi.
Eppure a giorni alterni i fastidi si ripresentano, a volte anche molto più duraturi durante la giornata.
Esami emocromo completi un paio di mesi fa (avis) tutto nella norma.
Il mio curante non intende prescrivermi ulteriori esami, in quanto attribuisce il tutto al mio stato ansioso e forse ad un probabile reflusso, escludendo cause cardiache.
Visita gastroenterologo due mesi fa con addome trattabile dolente in epigastrio, cura con esomeprazolo non seguita correttamente.
A volte sento dolore a premere lo xifoide ed inarcare la schiena.
Nel mentre ho ripreso anche le sedute di psicoterapia, ma per ora sembra tutto come prima.
Sto eseguendo anche delle sedute da un osteopata per rilassare la muscolatura superiore, in quanto mi trova molto contratto, sollecitandomi anch esso a rilassarmi.
Secondo Voi Dovrei approfondire con ulteriori controlli?
Grazie
Gentile Utente,
grazie per la descrizione accurata e ordinata del suo percorso clinico.
Da quanto riferisce, emerge un iter diagnostico già ampio e appropriato, soprattutto sul versante cardiologico e pneumologico, con ripetuti riscontri negativi anche in presenza della sintomatologia. Questo elemento è clinicamente rilevante e riduce in modo significativo la probabilità di una causa cardiovascolare acuta o misconosciuta.
In quadri come quello che descrive, caratterizzati da dolori toracici variabili, migranti, non costanti nel tempo, più evidenti a riposo e con buona tolleranza allo sforzo, possono entrare in gioco diversi meccanismi, spesso concomitanti:
Somatizzazione ansiosa: nei soggetti con disturbo d’ansia generalizzato è frequente una iper-percezione delle sensazioni corporee, in particolare a livello toracico, con sintomi reali ma non correlati a patologia d’organo.
Coinvolgimento muscolo-scheletrico della parete toracica: tensioni persistenti dei muscoli intercostali, pettorali, diaframma e strutture sternali possono generare dolore evocabile alla palpazione o con movimenti come l’estensione del rachide.
Componente viscerale funzionale (es. reflusso o dispepsia funzionale): il dolore epigastrico, la dolorabilità allo xifoide e la variabilità dei sintomi sono compatibili con un contributo gastroesofageo, specie se la terapia non è stata seguita in modo continuativo.
Interazione mente–corpo: ansia, tensione muscolare e attenzione costante ai sintomi tendono a rinforzarsi reciprocamente, mantenendo il quadro nel tempo anche in assenza di patologia strutturale.
Detto questo, online non è possibile stabilire se siano necessari ulteriori accertamenti, né è corretto suggerire esami o terapie senza una valutazione diretta. In linea generale, tuttavia, quando i sintomi persistono da mesi e incidono sulla qualità di vita, può essere utile una valutazione fisiatrica completa, orientata non solo all’esclusione di patologie, ma soprattutto all’inquadramento funzionale del dolore toracico.
Un consulto specialistico (in studio o online strutturato) consente di:
integrare i dati clinici già disponibili,
valutare la componente muscolo-scheletrica e respiratoria,
distinguere tra dolore funzionale, somatico e viscerale,
impostare un percorso coerente e rassicurante, evitando ulteriori esami inutili.
Resto a disposizione qualora desiderasse un approfondimento dedicato.
Un cordiale saluto.
grazie per la descrizione accurata e ordinata del suo percorso clinico.
Da quanto riferisce, emerge un iter diagnostico già ampio e appropriato, soprattutto sul versante cardiologico e pneumologico, con ripetuti riscontri negativi anche in presenza della sintomatologia. Questo elemento è clinicamente rilevante e riduce in modo significativo la probabilità di una causa cardiovascolare acuta o misconosciuta.
In quadri come quello che descrive, caratterizzati da dolori toracici variabili, migranti, non costanti nel tempo, più evidenti a riposo e con buona tolleranza allo sforzo, possono entrare in gioco diversi meccanismi, spesso concomitanti:
Somatizzazione ansiosa: nei soggetti con disturbo d’ansia generalizzato è frequente una iper-percezione delle sensazioni corporee, in particolare a livello toracico, con sintomi reali ma non correlati a patologia d’organo.
Coinvolgimento muscolo-scheletrico della parete toracica: tensioni persistenti dei muscoli intercostali, pettorali, diaframma e strutture sternali possono generare dolore evocabile alla palpazione o con movimenti come l’estensione del rachide.
Componente viscerale funzionale (es. reflusso o dispepsia funzionale): il dolore epigastrico, la dolorabilità allo xifoide e la variabilità dei sintomi sono compatibili con un contributo gastroesofageo, specie se la terapia non è stata seguita in modo continuativo.
Interazione mente–corpo: ansia, tensione muscolare e attenzione costante ai sintomi tendono a rinforzarsi reciprocamente, mantenendo il quadro nel tempo anche in assenza di patologia strutturale.
Detto questo, online non è possibile stabilire se siano necessari ulteriori accertamenti, né è corretto suggerire esami o terapie senza una valutazione diretta. In linea generale, tuttavia, quando i sintomi persistono da mesi e incidono sulla qualità di vita, può essere utile una valutazione fisiatrica completa, orientata non solo all’esclusione di patologie, ma soprattutto all’inquadramento funzionale del dolore toracico.
Un consulto specialistico (in studio o online strutturato) consente di:
integrare i dati clinici già disponibili,
valutare la componente muscolo-scheletrica e respiratoria,
distinguere tra dolore funzionale, somatico e viscerale,
impostare un percorso coerente e rassicurante, evitando ulteriori esami inutili.
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Buonasera, proseguirei con il trattamento osteopatico per la parte superiore del collo ed eventualmente anche diaframma e muscolatura addominale.
Inoltre propenderei per la prosecuzione del trattamento da reflusso.
Cordialmente
Buona serata
Inoltre propenderei per la prosecuzione del trattamento da reflusso.
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