Buongiorno, sono una ragazza di 28 anni e lavoro come receptionist sulle navi, quindi un lavoro che
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Buongiorno, sono una ragazza di 28 anni e lavoro come receptionist sulle navi, quindi un lavoro che richiede tanta sedentarietà come posizione ma anche tantissime ore di lavoro ( a volte arrivano anche a 12 al giorno). Sono sovrappeso da quando ho memoria, ma da da circa due mesi sono sotto cura di una nutrizionista e allo stato attuale ho perso già 11 kg. Nel mese di novembre ho iniziato ad avere forti disturbi al nervo sciatico. Ho pensato sul momento che fosse la conformazione del materasso di bordo e il medico ha deciso di farmi delle igniezioni di muscoril e Voltaren insieme ed il dolore si è praticamente fermato. A febbraio si ripropone, ma in modo molto acuto. Deciso cosi di andare da un ortopedico che dopo avermi fatto effettuate una radiografia mi ha prescritto delle sedute di fisioterapia on laser e tens. Dopo 10 sedute il dolore non è cessato per niente. Chiedo dinuovo consulto al dottore che mi prescrive una risonanza magnetica e due giorni dopo scopro di avere il covid rimanendo 10 giorni in isolamento praticamente a letto. Il dolore continua ad aumentare e il medico di famiglia mi prescrive delle compresse di Deltacortene. Dopo qualche giorno e con un dolore allucinante decido di contattare un altro ortopedico di famiglia che mi fa fare 7 giorni di dicloreum e Flexiban. E al bisogno stretto delle gocce di Toradol. Al risultato della radiografia era uscita una colonna vertebrale completamente dritta e a quello della risonanza magnetica un'ernia espulsa tra L5-S1 e un'ernia protrusa tra L4-L5. L'ortopedico decide così di farmi fare 7 sedute di Tecar terapia. Queste hanno leggermente attutito il dolore ma questo non è mai passato. Alchè su consiglio dell'ortopedico prendo appuntamento con un neurochirurgo e inizio a fare delle sedute di fisioterapia con metodo mezieres associata a un unico medicinale che era l'arcoxia da 60. Il neurochirurgo alla vista degli accertamenti e della situazione mi dice che non sono un caso da intervento. Proveremo a risolvere il problema con dei farmaci e continuando la fisioterapia posturale. Inizio così la cura farmacologica del neurochirurgo che prevedeva Tiobec dol una al mattino e una alla sera e gabapentin da 100 una alla sera per due mesi. Dopo due giorni di Gabapentin noto che subito dopo l'assunzione il mio umore aveva sbalzi aggressivi e nervosi e il dolore diventava più acuto. Il medico di famiglia lo scambia con il Lyrica da 75 due volte al giorno. Ma questi farmaci non hanno avuto effetti calmati sul dolore e ho passato due giorni infernali nei quali ho fatto anche due igniezioni di toradol ma senza alcun beneficio. Il medico di famiglia mi dice di sostituire il toradol con l'artrosilene ma anche questo calmava per pochissimo e poi il dolore ripartiva. Ho contattato dinuovo il neurochirurgo che ha deciso di intervenire con il cortisone. Così alla cura di Lyrica e Tiobec, ha associato un'ignezione intramuscolo di Sobesan da 4ml per 10 giorni. Su consiglio medico finito il cortisone ho iniziato a fare le infiltrazioni di ozono terapia. Ne ho fatte 9.
Oggi mi ritrovo a 40 giorni di cura farmacologica con i dolori leggermente attutiti.
Qualche giorno fa ho incontrato un altro neurochirurgo che visitandomi ha notato il cedimento della forza del nervo e nonostante inizialmente era restio ad effettuare l'intervento per la giovane età, alla visione della situazione ha consigliato che sarebbe consono effettuarlo.
Ho difficoltà a stare più di 10 minuti in piedi, non riesco a stare seduta e sento la gamba sx pesante con un intorpidimento del piede. Quando mi alzo dal letto mi comincia un formicolio alla gamba e subito dopo il dolore aumenta in pochi secondi e devo subito stendermi. Ho dovuto sospendere anche la fisioterapia perché non riesco a raggiungere il centro fisioterapico a causa del non riuscire a stare in piedi. L'unica posizione sopportabile è il letto. Le aggiungo anche che alle prime visite nel mese di marzo avevo difficoltà ad alzare la gamba a più di 20°.
Vi prego mettete in ordine le mie idee. Io e il mio corpo non ne possiamo più ne del dolore né di tutte queste medicine.
Il neurochirurgo che ho incontrato non potrebbe sottopormi all'intervento prima di settembre e io non ne posso davvero più. Ho paura che la mia gamba possa cedere prima e che il nervo si atrofizzi completamente.
Oggi mi ritrovo a 40 giorni di cura farmacologica con i dolori leggermente attutiti.
Qualche giorno fa ho incontrato un altro neurochirurgo che visitandomi ha notato il cedimento della forza del nervo e nonostante inizialmente era restio ad effettuare l'intervento per la giovane età, alla visione della situazione ha consigliato che sarebbe consono effettuarlo.
Ho difficoltà a stare più di 10 minuti in piedi, non riesco a stare seduta e sento la gamba sx pesante con un intorpidimento del piede. Quando mi alzo dal letto mi comincia un formicolio alla gamba e subito dopo il dolore aumenta in pochi secondi e devo subito stendermi. Ho dovuto sospendere anche la fisioterapia perché non riesco a raggiungere il centro fisioterapico a causa del non riuscire a stare in piedi. L'unica posizione sopportabile è il letto. Le aggiungo anche che alle prime visite nel mese di marzo avevo difficoltà ad alzare la gamba a più di 20°.
Vi prego mettete in ordine le mie idee. Io e il mio corpo non ne possiamo più ne del dolore né di tutte queste medicine.
Il neurochirurgo che ho incontrato non potrebbe sottopormi all'intervento prima di settembre e io non ne posso davvero più. Ho paura che la mia gamba possa cedere prima e che il nervo si atrofizzi completamente.
Buongiorno
L' intorpidimento e il deficit di forza al piede, nonostante i precedenti trattamenti farmacologici (compreso lo steroide) sono indicativi di una condizione che effettivamente potrebbe richiedere la risoluzione chirurgica (il condizionale che utilizzo è dovuto alla mancanza di visita clinica e di visione delle immagini, dunque solo sul suo "riferito").
Sarebbe utile dunque, nell'attesa di settembre, che mantenga un contatto con il collega ove mai la sua condizione clinica peggiori con ulteriori deficit neurologici, a quel punto sarebbe indicazione assoluta l'intervento urgente!
Resto comunque disponibile per quanto possa esserLe di aiuto.
Dr ssa Iorio
L' intorpidimento e il deficit di forza al piede, nonostante i precedenti trattamenti farmacologici (compreso lo steroide) sono indicativi di una condizione che effettivamente potrebbe richiedere la risoluzione chirurgica (il condizionale che utilizzo è dovuto alla mancanza di visita clinica e di visione delle immagini, dunque solo sul suo "riferito").
Sarebbe utile dunque, nell'attesa di settembre, che mantenga un contatto con il collega ove mai la sua condizione clinica peggiori con ulteriori deficit neurologici, a quel punto sarebbe indicazione assoluta l'intervento urgente!
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