Buongiorno, sono una donna di 34 anni e vorrei porre una domanda tecnica su argomento antidepressivi
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Buongiorno, sono una donna di 34 anni e vorrei porre una domanda tecnica su argomento antidepressivi.
Dal 2016 soffro di probabili somatizzazioni allo stress che si manifestano con:
- orecchio ovattato (probabilmente perché digrigno i denti la notte)
- dolori/nevralgie orofacciali
- contratture cervicali
- sintomi tipici di ansia (tachicardia ecc)
In situazioni particolari sono arrivata ad avere degli attacchi di panico e depressione.
Da 10 mesi sono in cura con paroxetina.
Sto anche facendo un percorso di psicoterapia transazionale che mi sembra molto efficace in quanto ho modificato molto il mio modo di affrontare i problemi, psicosomatici compresi.
La domanda è: esiste un modo “scientifico e obbiettivo” per capire se si ha una predisposizione organica ai problemi di depressione (es. misurare livelli ematici di serotonina, indagare la funzionalità dei recettori…) o se tali sintomi sono solo imputabili a fattori esterni su cui lavorare tramite psicoterapia?
Mi spiego meglio: vorrei capire (se è fattibile) se ho un problema fisico (es ridotta produzione endogena di serotonina) per cui avrò la necessità di curarmi con un farmaco per sempre, nonostante la concomitante psicoterapia che a prescindere aiuta tanto, oppure se non c’è nulla di fisico ma bisogna solo insistere sulla psicoterapia per normalizzare i miei livelli di ormoni del benessere.
Grazie mille
Dal 2016 soffro di probabili somatizzazioni allo stress che si manifestano con:
- orecchio ovattato (probabilmente perché digrigno i denti la notte)
- dolori/nevralgie orofacciali
- contratture cervicali
- sintomi tipici di ansia (tachicardia ecc)
In situazioni particolari sono arrivata ad avere degli attacchi di panico e depressione.
Da 10 mesi sono in cura con paroxetina.
Sto anche facendo un percorso di psicoterapia transazionale che mi sembra molto efficace in quanto ho modificato molto il mio modo di affrontare i problemi, psicosomatici compresi.
La domanda è: esiste un modo “scientifico e obbiettivo” per capire se si ha una predisposizione organica ai problemi di depressione (es. misurare livelli ematici di serotonina, indagare la funzionalità dei recettori…) o se tali sintomi sono solo imputabili a fattori esterni su cui lavorare tramite psicoterapia?
Mi spiego meglio: vorrei capire (se è fattibile) se ho un problema fisico (es ridotta produzione endogena di serotonina) per cui avrò la necessità di curarmi con un farmaco per sempre, nonostante la concomitante psicoterapia che a prescindere aiuta tanto, oppure se non c’è nulla di fisico ma bisogna solo insistere sulla psicoterapia per normalizzare i miei livelli di ormoni del benessere.
Grazie mille
Buongiorno, diciamo che non esistono test disponibili per fare una diagnosi, come lei chiede.
Riguardo alla diagnosi di depressione, viene posta valutando i sintomi del disturbo, quindi è più clinica, legata ai sintomi che un paziente lamenta (e credo nel suo caso anche escludendo altre patologie organiche).
Oltre ai fattori esterni che lei va cercando o comunque su cui sta lavorando con la psicoterapia, nello sviluppo di queste malattie generalmente esiste una predisposizione biologica e solitamente una familiarità. Questo predispone al disturbo, l’ambiente e le situazioni di vita, fanno il resto.
Riguardo al rischio di recidiva, la probabilità di sviluppare un secondo episodio se il disturbo depressivo non viene trattato è del 50%; nel caso dei trattamenti combinati (terapia+psicoterapia) da uno studio recente emerge una riduzione del 41% del rischio di recidiva (nel caso degli episodi di depressione maggiore).
Riguardo alla diagnosi di depressione, viene posta valutando i sintomi del disturbo, quindi è più clinica, legata ai sintomi che un paziente lamenta (e credo nel suo caso anche escludendo altre patologie organiche).
Oltre ai fattori esterni che lei va cercando o comunque su cui sta lavorando con la psicoterapia, nello sviluppo di queste malattie generalmente esiste una predisposizione biologica e solitamente una familiarità. Questo predispone al disturbo, l’ambiente e le situazioni di vita, fanno il resto.
Riguardo al rischio di recidiva, la probabilità di sviluppare un secondo episodio se il disturbo depressivo non viene trattato è del 50%; nel caso dei trattamenti combinati (terapia+psicoterapia) da uno studio recente emerge una riduzione del 41% del rischio di recidiva (nel caso degli episodi di depressione maggiore).
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