Buongiorno.Sono un uomo di 52 anni. Sono stato operato per stenosi midollare cervicale 4 mesi fa c

Buongiorno. Sono un uomo di 52 anni. Sono stato operato per stenosi midollare cervicale 4 mesi fa con laminectomia decompressiva C3 C5 per via posteriore. Avevo in passato già subito due interventi per ernia cervicale C5 C6 18 anni fa rioperata per rottura del cage l'anno successivo per via anteriore. Sono oltre due mesi che sto facendo fisioterapia 2 volte a settimana mezz'ora per volta ma ho formicolii alle mani, non posso alzare le braccia che sento la corrente, non posso abbottonare lacamicia né pettinarmi né prendere piccoli oggetti, cammino male quasi zoppico e trascino la gamba destra, quando sono seduto sento la testa che va all'indietro, spesso mi tengo la testa con la mano come se avessi bisogno di un supporto. Ho spesso la corrente ai piedi. Devo sdraiarmi spesso a riposare. A casa faccio gli esercizi che mi ha insegnato il fisioterapista x muovere il collo. Il fisiatra mi ha detto che va tutto bene e mi ha assegnato un ulteriore ciclo di fisioterapia solo perché glielo ha detto il fisioterapista. Secondo voi cari dottori quanto tempo passerà prima di poter svolgere una vita normale? Cosa posso fare? È così lunga la riabilitazione per un simile intervento? Il mio medico di base mi ha dato Oki 2 volte al giorno ma non vedo risultati Grazie per l'attenzione, spero che possiate aiutarmi

8 risposte


É necessario rivalutare il caso con delle immagini (tc e rm) per stabilire se tutto stia procedendo come deve

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Gentile utente per darle una risposta congrua dovrebbe essere rivalutato con esame di Risonanza aggiornata


Non sembra che tutto stia procedendo come deve. I sintomi riferiti sono abbastanza invalidanti. Certamente è necessario rivalutare una RM, ma bisognerebbe anche sapere sia perché è stata effettuata la laminectomia sia se si è provveduto a stabilizzare la colonna operata e con quale tecnica. Deve quindi consultare direttamente un neurochirurgo per una valutazione clinica oggettiva


Buongiorno, dal punto di vista riabilitativo i problemi maggiori derivano dalle aderenze cicatriziali che possono ridurre la motilità del midollo spinale e delle radici nervose provocando dolori periferici. Nel piano di trattamento si devono sempre inserire esercizi per la mobilizzazione del sistema nervoso (neurodinamica). Ne parli con il suo fisioterapista e chiarite bene obiettivi e strategie di intervento. Buon lavoro


Buongiorno, purtroppo ci vuole un po’ di tempo per il ripristino dei tessuti intorno alla zona trattata. E anche le innervazioni che scorrono lungo quel tratto hanno bisogno di almeno 6 mesi per la ripresa completa. Intanto le consiglio di prenotare una nuova risonanza e un’ ulteriore visita neurochirurgica Elena Conforte


Salve. Sicuramente i tempi sono lunghi, ma per sapere se tutto procede bene serve una nuova rm e una valutazione clinica dal suo neurochirurgia in primi e poi dal fisiatra per organizzare bene il percorso. Ci sono poi molti farmaci che possono attenuare le disestesie e il dolore. Ne parli con i medici che vede per affrontare meglio la situazione... Saluti


Di certo la persistenza dei sintomi invalidanti lamentati rende necessaria a breve sia una nuova rivalutazione presso il neurochirurgo che ha eseguito l'intervento sia una nuova RMN ( o TAC in caso di controindicazioni alla RMN ) ed eventualmente anche una EMG dei nervi periferici sia per valutare il loro stato attuale sia per meglio stimare con parametri oggettivi l'entità del possibile recupero. E' bene, poi, affidarsi ad un buon fisiatra che abbia una buona esperienza nel post chirurgico e che la possa seguire nel tempo cercando di lavorare soprattutto sul controllo del dolore, sul recupero della stenia dei 4 arti, della scioltezza nei passaggi posturali e sulla propulsività del cammino. Valuterei anche l'assunzione di qualche integratore neurotrofico o farmaco per il dolore.


Salve, la sintomatologia che descrive con "scosse" e "formicolii" è tipica del dolore neuropatico e risponde scarsamente agli antiinfiammatori e richiede una terapia farmacologica specifica con farmaci appositi, tipo il pregabalin, per il controllo dei sintomi. Poi è da valutare la situazione per capire perché persistono le parestesie e le disestesie (le scosse e i formicolii). Resto a disposizione.

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