Buongiorno, sono un uomo di 46 anni. A ottobre 2020, per la prima volta in vita mia, cominciai a so
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Buongiorno,
sono un uomo di 46 anni. A ottobre 2020, per la prima volta in vita mia, cominciai a soffrire di frequenti episodi di cardiopalmo. Avvertivo distintamente il battito del cuore nel petto e/o nell’orecchio sinistro, come se fosse più forte del normale, battito che appariva comunque regolare e solo moderatamente accelerato. Solitamente a riposo ho circa 65 bpm, in questi episodi oscillava tra 70 e 90, la maggior parte delle volte intorno agli 80.
All’epoca feci diversi accertamenti cardiologici che non evidenziarono nulla di particolare. L’unica cosa rilevante fu che la cardiologa, auscultandomi con lo stetoscopio, mi parlo di ‘iperadrenalinicità’, senza specificare ulteriormente.
Dopo questi esami, il problema svanì per circa sei mesi, salvo ricomparire timidamente quest’estate, e infine riproporsi da settembre in poi, con la medesima sintomatologia. Per sicurezza, ho fatto un altro ECG e anche un’eco ai tronchi sovraortici: ancora niente.
Il mio medico è convinto, ora come allora, si tratti di un problema d’ansia. Specifico che non soffro di manifestazioni acute tipo attacchi di panico; ho invece una predisposizione (familiare) a stati apprensivi cronici, ulteriormente alimentati dalle frequenti somatizzazioni. La situazione è peggiorata parecchio negli ultimi anni, a seguito di ‘veri’ problemi di salute, tanto che mi trovo in un circolo vizioso di continuo stress da cui non riesco a uscire. Dato che alcuni disturbi funzionali (dispepsia gastrica, cervicale, prostatiti abatteriche di origine muscolo-tensiva) si stanno cronicizzando, il mio medico pensa che anche le palpitazioni siano il risultato del continuo logorio psicofisico dovuto a quanto sopra.
Io però non sono convinto. Gli episodi non sembrano in alcun modo correlati a situazioni o stati d’ansia, e nemmeno a sforzi fisici; anzi, si propongono al 99% dopo i pasti , all’atto di coricarsi, durante la notte, sotto la doccia. Tutte situazioni di rilassamento, come se una determinata situazione o determinate posizioni ne favorissero la comparsa.
Ho letto che talune malattie neuro-endocrine, come il feocromocitoma, si manifestano con sintomi simili, in particolar modo con un battito cardiaco più energico, anche se nel mio caso io non ho né ipertensione né sudorazione abbondante o tremori.
Chiedo dunque – soprattutto per la mia tranquillità - se si tratta di timori giustificati ed è il caso che faccia accertamenti in questa direzione, o se effettivamente possa cominciare un percorso di tipo psicologico.
Grazie e cordiali saluti.
sono un uomo di 46 anni. A ottobre 2020, per la prima volta in vita mia, cominciai a soffrire di frequenti episodi di cardiopalmo. Avvertivo distintamente il battito del cuore nel petto e/o nell’orecchio sinistro, come se fosse più forte del normale, battito che appariva comunque regolare e solo moderatamente accelerato. Solitamente a riposo ho circa 65 bpm, in questi episodi oscillava tra 70 e 90, la maggior parte delle volte intorno agli 80.
All’epoca feci diversi accertamenti cardiologici che non evidenziarono nulla di particolare. L’unica cosa rilevante fu che la cardiologa, auscultandomi con lo stetoscopio, mi parlo di ‘iperadrenalinicità’, senza specificare ulteriormente.
Dopo questi esami, il problema svanì per circa sei mesi, salvo ricomparire timidamente quest’estate, e infine riproporsi da settembre in poi, con la medesima sintomatologia. Per sicurezza, ho fatto un altro ECG e anche un’eco ai tronchi sovraortici: ancora niente.
Il mio medico è convinto, ora come allora, si tratti di un problema d’ansia. Specifico che non soffro di manifestazioni acute tipo attacchi di panico; ho invece una predisposizione (familiare) a stati apprensivi cronici, ulteriormente alimentati dalle frequenti somatizzazioni. La situazione è peggiorata parecchio negli ultimi anni, a seguito di ‘veri’ problemi di salute, tanto che mi trovo in un circolo vizioso di continuo stress da cui non riesco a uscire. Dato che alcuni disturbi funzionali (dispepsia gastrica, cervicale, prostatiti abatteriche di origine muscolo-tensiva) si stanno cronicizzando, il mio medico pensa che anche le palpitazioni siano il risultato del continuo logorio psicofisico dovuto a quanto sopra.
Io però non sono convinto. Gli episodi non sembrano in alcun modo correlati a situazioni o stati d’ansia, e nemmeno a sforzi fisici; anzi, si propongono al 99% dopo i pasti , all’atto di coricarsi, durante la notte, sotto la doccia. Tutte situazioni di rilassamento, come se una determinata situazione o determinate posizioni ne favorissero la comparsa.
Ho letto che talune malattie neuro-endocrine, come il feocromocitoma, si manifestano con sintomi simili, in particolar modo con un battito cardiaco più energico, anche se nel mio caso io non ho né ipertensione né sudorazione abbondante o tremori.
Chiedo dunque – soprattutto per la mia tranquillità - se si tratta di timori giustificati ed è il caso che faccia accertamenti in questa direzione, o se effettivamente possa cominciare un percorso di tipo psicologico.
Grazie e cordiali saluti.
Di fronte a questa sintomatologia alcuni esami ormonali possono essere utili: il primo è la valutazione della funzione tiroidea (FT3, FT4, TSH); in secondo luogo, la raccolta delle catecolamine (adrenalina, noradrenalina, dopamina, acido vanil mandelico) nelle urine delle 24 ore. Qualora, come è probabile, questi accertamenti risultassero entro i valori di normalità, si potrà pensare, per esclusione, ad un problema più legato all'ansia.
Un cordiale saluto
Prof. Emanuele Bosi
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