Buongiorno, sono un uomo di 38 anni: ho subito un intervento di cataratta ad entrambi gli occhi con

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Buongiorno,
sono un uomo di 38 anni: ho subito un intervento di cataratta ad entrambi gli occhi con inserimento IOL monofocali di gradazione -8 OD e -8.5 OS per correggere alta miopia con residuo di un pò di astigmatismo. Dopo circa 20 gg ho iniziato a vedere flash e aumento di corpi mobili all'OD e il mio oculista ha praticato diverse sedute di laser per tentare di arginare le diverse rotture retiniche dovute alla trazione del vitreo sulla retina. Purtroppo non sono state sufficienti e sono stato operato con cerchiaggio episclerale e il giorno successivo con inserimento di una bolla di gas per un ampio distacco di retina, che ha coinvolto anche la macula... probabilmente a causa di attesa dell'intervento di circa 72 ore (fine settimana) A distanza di poco più di 3 mesi dall'intervento, dopo molte sedute di laser, la retina adesso risulta piana il mio visus corretto con occhiali è di circa 6/10 all’ occhio operato, ma rimpicciolito e con visione ondeggiante delle lettere e con presenza di corpi mobili anche nella visione centrale in entrambi gli occhi. A seguito del sopraggiungere di nuove distorsioni, questa volta periferiche, ho effettuato anche esami OCT dai quali è stato rilevato un edema maculare e una membrana epiretinica, credo secondari all'intervento di DR (spessore campo secondario 426hm / medio spessore 359hm) Per il primo mi è stata data terapia di collirio FANS e 3 mezze cp di DIAMOX al giorno per almeno un mese, per la membrana mi è stato riferito che va monitorata e solo se il visus dovesse diminuire sarebbe necessario intervenire con vitrectomia per asportare la membrana. Vorrei chiedere:
1) È corretto attendere un eventuale peggioramento per poi intervenire (già ora la situazione è abbastanza compromessa, poiché le ondulazioni influiscono sulla visione binoculare…) ? Se è corretto attendere un eventuale peggioramento, questo presuppone che con l’operazione si ripristini una situazione precedente e si migliori? Altrimenti perché aspettare se poi non c’è miglioramento? Tanto varrebbe operare quanto prima e tentare di preservare quanto rimasto…
2) Immagino che la vitrectomia per membrana maculare non sia una passeggiata di salute, ma ho letto che se effettuata da mani esperte e con strumenti adeguati c’è buona probabilità di non avere grandi conseguenze negative. E’ così?
3) Mi è stato diagnosticato anche una fibrosi capsulare posteriore (cataratta secondaria) ad entrambi gli occhi a cui si potrebbe rimediare con laser senza grosse complicazioni… è così anche nel mio caso? Potrei recuperare qualche decimo o comunque migliorare un po' la visibilità?
4) La terapia per edema è condivisibile?
5) Il mio lavoro è al PC: spesso ho contrattura alla nuca, e pesantezza della testa. Può dipendere dal fatto che l'OD non "legge" più i caratteri e le lettere ed è tutto "a carico dell'OS" ? Quasi tutti hanno escluso il collegamento, consigliandomi di consultare un fisiatra/posturologo...

Mi scuso per le tante domande, ho fiducia negli specialisti consultati, anche se a volte non c’è univocità… ma la situazione è psicologicamente abbastanza pesante e da qui tutti i miei dubbi.
Ringrazio per l’attenzione e la disponibilità

Buongiorno,
la sua situazione è oggettivamente complessa e capisco quanto sia pesante affrontarla — cerco di risponderle con la franchezza che merita.
Tutto nasce dall'intervento di cataratta: in un occhio con alta miopia come il suo, la cataratta può comparire anche in età relativamente giovane, ma vale la pena chiedersi se in questo caso l'intervento fosse motivato principalmente dalla cataratta in sé o anche — o soprattutto — dall'obiettivo di correggere l'alta miopia. Quando la chirurgia del cristallino viene anticipata a scopo refrattivo in occhi fortemente miopi, il rischio di complicanze retiniche serie, come quelle che lei ha purtroppo vissuto, è significativamente più elevato rispetto alla popolazione generale. Questo non significa necessariamente che la scelta fosse sbagliata, ma è un elemento che merita riflessione.
Quanto alla gestione del distacco di retina, la scelta chirurgica adottata merita qualche riflessione. In un distacco così ampio, coinvolgente la macula, il solo cerchiaggio episclerale seguito da iniezione di gas è un approccio che molti chirurghi oggi considererebbero insufficiente — la vitrectomia primaria, da sola o in combinazione, avrebbe potuto offrire un controllo più completo della situazione. Non è possibile dire a posteriori se avrebbe cambiato l'esito, ma è lecito chiedersi se una strategia chirurgica diversa avrebbe ridotto il rischio delle complicanze successive.
Il problema reale è che quando il distacco coinvolge la macula, come nel suo caso, le conseguenze visive sono in larga misura imprevedibili a prescindere dalla bravura del chirurgo e dalla tempestività dell'intervento. Il 6/10 attuale, con le distorsioni che descrive, è un esito che rientra purtroppo nel range possibile.
Rispondendo alle sue domande:
Sulla membrana epiretinica (pucker): l'atteggiamento attendista del suo medico è corretto. La vitrectomia va considerata solo quando vi sia una chiara progressione del danno visivo attribuibile alla membrana stessa — non prima. I disturbi soggettivi che descrive, comprese le ondulazioni e i problemi di visione binoculare, tendono spesso a ridursi nel tempo grazie a un progressivo adattamento cerebrale: questo è un elemento importante che non va sottovalutato.
Sulla capsulotomia laser: sì, si può fare senza particolari rischi anche nel suo caso, e potrebbe migliorare la nitidezza visiva, ma va pesato l'impatto della cataratta secondaria sulla qualità della sua visione.
Sulla terapia per l'edema maculare: l'associazione FANS topici e Diamox è un approccio condivisibile. Esistono altre opzioni terapeutiche, sarà il suo oculista a valutare
Sul dolore cervicale e la pesantezza alla testa:potrebbe trattarsi di una forma di cefalea muscolo tensiva su base "nervosa". E' anche plausibile che lo squilibrio visivo tra i due occhi contribuisca a una maggiore tensione posturale, ma è difficile stabilire un nesso diretto. Una valutazione fisiatrica non è una risposta evasiva — può essere genuinamente utile.
Le auguro di cuore un recupero progressivo.

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