Buongiorno, sono un uomo di 34 anni che ha subito un intervento di ipospadia / circoncisione in età
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Buongiorno,
sono un uomo di 34 anni che ha subito un intervento di ipospadia / circoncisione in età neonatale con annesso testicolo non disceso (non ricordo se entrambi o solo uno dei due). Negli anni non ho mai avuto problemi funzionali e sensoriali del pene. Da aprile 2018 accuso una scarsa sensibilità nel momento dall'eiaculazione, mentre meccanicamente tutto procede come deve (erezione, potenza, tenuta e durata dell'atto nel sesso e nell'autoerotismo). Nel momento dell'eiaculazione la sensazione di piacere dello sperma che fuoriesce dal membro è come "strozzata". Ho chiesto allora parere a due diversi andrologi (ottobre 2018 ed ottobre 2019), che non hanno riscontrato problemi motori, se non una grande sensibilità al tatto dello scroto. II secondo andrologo mi ha consigliato una ecografia inquinale ed una scrotale ed un incontro con una sessuologa. Ho avuto prima l'incontro con la sessuologa, che non ha saputo aiutarmi (non ha riscontrato cause "psicologiche" o riconducibili ad un trauma in particolare). Il caso ha voluto che tra la visita andrologica di ottobre 2019 e le due ecografie (gennaio 2020) mi sia comparso un dolore abbastanza acuto (quasi nevralgico) tra il pene ed il testicolo destro. In principio ho pensato ad un'ernia, dato che al tatto sentivo quasi un accavallamento muscolare, ma con un ciclo di antidolorifici il dolore è passato. La ecografia inquinale (che mi è stata fatta per sicurezza anche ai testicoli ed interno coscia) non ha rilevato nulla, se non un paio di linfonodi un po' ingrossati che probabilmente hanno premuto su qualche nervo. Il medico mi ha rassicurato che fossero piccole infiammazioni, non allarmanti e normali per quella zona. La ecografia scrotale non ha evidenziato altre anomalie ai testicoli (giusto un po' di varicocele ma in quello sinistro, che non doleva). Il medico che mi ha visitato però mi ha fatto alzare in piedi e toccandomi ha constatato che mi fosse veramente molto doloroso toccare il testicolo destro (ed anche il sinistro) in prossimità dell'epididimo. Ha quindi ipotizzato che il problema fosse una infiammazione dell'epididimo. Avrei dovuto avere una visita nuovamente con l'andrologo, ma l'emergenza Covid19 l'ha fatta saltare. Non ho più avuto alcun sintomo di fastidio o dolore, ma da qualche giorno il dolore è ricomparso, anche se sotto controllo. La prima domanda è se i problemi di eiaculazione iniziati ad aprile 2018 possano essere collegati a questa presunta infiammazione dell'epididimo (i cui sintomi dolorosi però sono comparsi un anno e 7 mesi dopo). La seconda domanda riguarda come comportarsi da adesso. Il medico che mi ha fatto la ecografia scrotale menzionava anche interventi correttivi di rimessa in asse dei testicoli (mi è sembrato un po' forte come discorso). Ho letto che le infiammazioni all'epididimo possono anche essere di origine sessuale, io però nei 4-5 mesi precedenti all'inizio della fase dolorosa non ho avuto rapporti, mentre nel periodo di aprile 2018 avevo rapporti (a volte occasionali, ma sempre protetti). C'è eventualmente una terapia farmacologica? E' possibile affidarsi anche al medico di base (da remoto, sempre vista la emergenza Covid19?).
Grazie
sono un uomo di 34 anni che ha subito un intervento di ipospadia / circoncisione in età neonatale con annesso testicolo non disceso (non ricordo se entrambi o solo uno dei due). Negli anni non ho mai avuto problemi funzionali e sensoriali del pene. Da aprile 2018 accuso una scarsa sensibilità nel momento dall'eiaculazione, mentre meccanicamente tutto procede come deve (erezione, potenza, tenuta e durata dell'atto nel sesso e nell'autoerotismo). Nel momento dell'eiaculazione la sensazione di piacere dello sperma che fuoriesce dal membro è come "strozzata". Ho chiesto allora parere a due diversi andrologi (ottobre 2018 ed ottobre 2019), che non hanno riscontrato problemi motori, se non una grande sensibilità al tatto dello scroto. II secondo andrologo mi ha consigliato una ecografia inquinale ed una scrotale ed un incontro con una sessuologa. Ho avuto prima l'incontro con la sessuologa, che non ha saputo aiutarmi (non ha riscontrato cause "psicologiche" o riconducibili ad un trauma in particolare). Il caso ha voluto che tra la visita andrologica di ottobre 2019 e le due ecografie (gennaio 2020) mi sia comparso un dolore abbastanza acuto (quasi nevralgico) tra il pene ed il testicolo destro. In principio ho pensato ad un'ernia, dato che al tatto sentivo quasi un accavallamento muscolare, ma con un ciclo di antidolorifici il dolore è passato. La ecografia inquinale (che mi è stata fatta per sicurezza anche ai testicoli ed interno coscia) non ha rilevato nulla, se non un paio di linfonodi un po' ingrossati che probabilmente hanno premuto su qualche nervo. Il medico mi ha rassicurato che fossero piccole infiammazioni, non allarmanti e normali per quella zona. La ecografia scrotale non ha evidenziato altre anomalie ai testicoli (giusto un po' di varicocele ma in quello sinistro, che non doleva). Il medico che mi ha visitato però mi ha fatto alzare in piedi e toccandomi ha constatato che mi fosse veramente molto doloroso toccare il testicolo destro (ed anche il sinistro) in prossimità dell'epididimo. Ha quindi ipotizzato che il problema fosse una infiammazione dell'epididimo. Avrei dovuto avere una visita nuovamente con l'andrologo, ma l'emergenza Covid19 l'ha fatta saltare. Non ho più avuto alcun sintomo di fastidio o dolore, ma da qualche giorno il dolore è ricomparso, anche se sotto controllo. La prima domanda è se i problemi di eiaculazione iniziati ad aprile 2018 possano essere collegati a questa presunta infiammazione dell'epididimo (i cui sintomi dolorosi però sono comparsi un anno e 7 mesi dopo). La seconda domanda riguarda come comportarsi da adesso. Il medico che mi ha fatto la ecografia scrotale menzionava anche interventi correttivi di rimessa in asse dei testicoli (mi è sembrato un po' forte come discorso). Ho letto che le infiammazioni all'epididimo possono anche essere di origine sessuale, io però nei 4-5 mesi precedenti all'inizio della fase dolorosa non ho avuto rapporti, mentre nel periodo di aprile 2018 avevo rapporti (a volte occasionali, ma sempre protetti). C'è eventualmente una terapia farmacologica? E' possibile affidarsi anche al medico di base (da remoto, sempre vista la emergenza Covid19?).
Grazie
E' certamente un quadro articolato e che merita una attenta valutazione clinica diretta (non lo si può gestire online o per telefono), la rivalutazione degli scarsi esami eseguiti e con alta probabilità da rifare con gli altri necessari per definire le ragioni del quadro. Un aspetto con alta probabilità esistente è una congestione infiammatoria pelvico-prostatica associata ad eventuali disfunzioni testicolari. Occorre pertanto che un buon andrologo riprenda in mano la situazione per poi decidere come agire nel merito.
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Il quadro è complesso e sicuramente di pertinenza specialistica, con necessità di valutazione diretta non in remoto.
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