Buongiorno, sono un ragazzo di 31 anni e soffro di prostatite cronica. L'anno scorso a maggio mi han
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Buongiorno, sono un ragazzo di 31 anni e soffro di prostatite cronica. L'anno scorso a maggio mi hanno diagnosticato una prostatite (sintomi: aumento della frequenza minzionale, senso di incompleto svuotamento della vescica, bruciore post-eiaculazione). Esito urinocoltura: negativo. L'urologo mi ha prescritto ciproxin 3 volte al dì per 10 giorni e poi due volte al dì per sette giorni più integratori a base di serenoa repens per un mese. I sintomi sono lentamente migliorati fino a scomparire del tutto nell'arco di due mesi. Quest'anno a GIUGNO ho riavuto gli stessi sintomi e, non lavorando nella stessa città dove mi era avvenuta la prima prostatite e non potendo quindi consultare il mio vecchio urologo, ho fatto la stessa cura (ciproxin due volte al dì per 10 giorni). Dopo aver effettuato la cura i sintomi non sembrano migliorare. A questo punto mi rivolgo ad un urologo a LUGLIO che mi prescrive: prostanox due volte al dì, metax una volta al dì e neprost (1 supposta per 9 giorni).Esito dell'uroflussometria:
- Flusso medio: 5,3 ml/s
-Flusso al picco: 10,9 ml/s
-Tempo al picco di flusso: 11,9 ml/s
-Volume vuotato: 238,5 ml
-Tempo di flusso: 43,2 s
- Tempo di svuotamento: 43,7 s
- Intervalli: 1
I sintomi sembrano lievemente migliorare fin quando a circa metà AGOSTO mi viene un bruciore costante alla punta del glande che si intensifica fortemente durante e dopo l'eiaculazione. Ricontatto l'urologo il quale mi dice di fare un nuovo ciclo di supposte: la situazione sembra dapprima migliorare e poi siamo punto e a capo. Nel frattempo a SETTEMBRE cambio città per lavoro e vado dal medico di base, il quale mi prescrive levofloxacin (una volta al dì per 10 giorni). Dopo la cura non sento più il bruciore, ma solo l'aumento della frequenza minzionale e senso di mancato svuotamento della vescica soprattutto di notte. Poco dopo il bruciore ritorna e, dato che soffro di calcolosi renale e sono sotto/controllo ogni sei mesi mi rivolgo allo specialista che mi ha visitato prescrivendomi: Topster (1 volta al dì per 10 giorni), Permixon (1 volta al dì per tre mesi), Cefixoral ( 1 cp per 10 giorni). I sintomi sembrano migliorare anche se resta il bruciore costante alla punta del glande. L'ecografia della prostata: la prostata ha dimensioni regolari ed ecostruttura disomogenea con microcalcificazioni periuretrali, come da esiti flogistici. Il residuo PM è scarso. A questo punto vado uno specialista, il quale dopo l'esplorazione rettale della prostata mi dice che sto per guarire, prescrivendomi Permixon (1 volta al dì per tre mesi) e Telefil (1 volta ogni due giorni). Mi dice che è inutile fare un tampone uretrale perchè si tratta di una prostatite. L'urologo mi consiglia una cistoscopia transuretrale per una possibile stenosi uretrale.
Passano altre due settimane, ma il bruciore costante all'estremità del glande resta. Chiedo:
- la cistoscopia devo farla quando il bruciore se ne sarà andato del tutto?
- sono passati quasi tre mesi e non se n'è mai andato: chi mi dice che tra una settimana o due se ne andrà?
- è possibile che un bruciore costante alla punta del glande sia una prostatite e non un uretrite?
Grazie per l'attenzione
- Flusso medio: 5,3 ml/s
-Flusso al picco: 10,9 ml/s
-Tempo al picco di flusso: 11,9 ml/s
-Volume vuotato: 238,5 ml
-Tempo di flusso: 43,2 s
- Tempo di svuotamento: 43,7 s
- Intervalli: 1
I sintomi sembrano lievemente migliorare fin quando a circa metà AGOSTO mi viene un bruciore costante alla punta del glande che si intensifica fortemente durante e dopo l'eiaculazione. Ricontatto l'urologo il quale mi dice di fare un nuovo ciclo di supposte: la situazione sembra dapprima migliorare e poi siamo punto e a capo. Nel frattempo a SETTEMBRE cambio città per lavoro e vado dal medico di base, il quale mi prescrive levofloxacin (una volta al dì per 10 giorni). Dopo la cura non sento più il bruciore, ma solo l'aumento della frequenza minzionale e senso di mancato svuotamento della vescica soprattutto di notte. Poco dopo il bruciore ritorna e, dato che soffro di calcolosi renale e sono sotto/controllo ogni sei mesi mi rivolgo allo specialista che mi ha visitato prescrivendomi: Topster (1 volta al dì per 10 giorni), Permixon (1 volta al dì per tre mesi), Cefixoral ( 1 cp per 10 giorni). I sintomi sembrano migliorare anche se resta il bruciore costante alla punta del glande. L'ecografia della prostata: la prostata ha dimensioni regolari ed ecostruttura disomogenea con microcalcificazioni periuretrali, come da esiti flogistici. Il residuo PM è scarso. A questo punto vado uno specialista, il quale dopo l'esplorazione rettale della prostata mi dice che sto per guarire, prescrivendomi Permixon (1 volta al dì per tre mesi) e Telefil (1 volta ogni due giorni). Mi dice che è inutile fare un tampone uretrale perchè si tratta di una prostatite. L'urologo mi consiglia una cistoscopia transuretrale per una possibile stenosi uretrale.
Passano altre due settimane, ma il bruciore costante all'estremità del glande resta. Chiedo:
- la cistoscopia devo farla quando il bruciore se ne sarà andato del tutto?
- sono passati quasi tre mesi e non se n'è mai andato: chi mi dice che tra una settimana o due se ne andrà?
- è possibile che un bruciore costante alla punta del glande sia una prostatite e non un uretrite?
Grazie per l'attenzione
Come maltrattare una discreta congestione infiammatoria pelvico-prostatica, intossicando l'interessato di antibiotici e antiandrogeni, senza mai risolvere nulla... peraltor sempre mancando una adeguata valutazione del quadro genitale e generale che sottostà alla situazione prostatica. Il tutto fermo restando il quadro della calcolosi sx che non si capisce perché non venga risolta... sperando forse nella "evaporazione spontanea" dei calcoli e che sostiene parte del complessivo stato infiammatorio. Ovvi che poi nulla abbia risolto. A questo punto occorre ricominciare tutto daccapo rivedendo in primo luogo quanto ha fatto in sede diagnostica (decisamente poco), in seocndo luogo svlgendo finalmnente le adeguate valutazioni genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura del secreto prostatico estratto, test di Stamey) e generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno), senza trascurare il rapporto prepuzio/glande e lo stato della via urinaria. Poi finalmente si potrà attivare l'adeguato percorso terapeutico che certamente purtroppo non sarà breve.
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