Buongiorno. Sono un ragazzo che soffre di sintomi ossessivi compulsivi da oltre 10 anni e che ha ini
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Buongiorno. Sono un ragazzo che soffre di sintomi ossessivi compulsivi da oltre 10 anni e che ha iniziato un percorso psicoterapeutico un paio di anni fa, purtroppo con sedute spesso non settimanali a causa di problemi economici, e con alcuni mesi di interruzione nel corso di questi due anni. Tuttavia, non sono ancora riuscito a sconfiggere il disturbo ossessivo-comuplsivo. Qualche anno fa, prima di iniziare la terapia, mi ero illuso che con la psicoterapia sarei guarito, mi sarei lasciato alle spalle ossessioni e compulsioni, e avrei iniziato a vivere come una persona normale. Questa illusione era maturata anche a causa del fatto che molte fonti, su internet, parlano del DOC in modo particolarmente ottimistico, focalizzandosi sul fatto che "è un disturbo curabile" e che "vari trattamenti si sono dimostrati efficaci". Ma approfondendo e leggendo da varie fonti, leggo che si tratta di un disturbo cronico-degenerativo, per il quale i casi di guarigione completa sono molto rari, e caratterizzato da un alto tasso di resistenza alle terapie. Non sono mai stato da uno psichiatra e non ho mai preso farmaci per il DOC, anche se ultimamente ho pensato che potrebbero essermi utili. Tuttavia, anche ciò che leggo sui farmaci non è rassicurante, visto che leggo sul sito ipsico.it dell'Istituto di Psicologia e Psicoterapia comportamentale e cognitiva, che circa il 30-40% non risponde ai farmaci, e che il restante 60-70% non è esente da sintomi ossessivo-compulsivi, i quali sono semplicemente attenuati dalle medicine. Praticamente la probabilità di efficacia di una cura è simile e poco più elevata di quella di beccare la testa lanciando una moneta: è tutto lasciato al caso. E come se non bastasse, questi farmaci si portano con loro un corredo di effetti collaterali, dall'aumento del peso al calo della libido, che possono persino perdurare una volta smesso di assumerli, con tanto di eventuale appiattimento emotivo. La stessa fonte menzionava la necessità di lunghi periodi (sino a tre mesi) prima di ottenere una risposta clinica positiva. Leggevo sul sito ufficiale dell'International OCD Foundation che circa la metà dei pazienti col DOC smette di assumere farmaci per via dei loro effetti collaterali. Chi esprime diffidenza verso gli psicofarmaci viene considerato prevenuto o ignorate, ma le informazioni che ho ottenuto non sono affatto rasserenanti, quindi credo che tale diffidenza sia giustificata. L'idea di iniziare a prendere dei farmaci nella speranza che la monetina cada nel verso giusto, e in tal caso attendere svariate settimane prima di avere dei risultati ( peraltro parziali visto che i sintomi non spariscono del tutto), contando effetti collaterali, rinunce (es. alcol) e fastidi indotti dai farmaci, non è incoraggiante. Senza poi contare che leggo di persone a cui vengono più volte cambiati dosaggi e farmaci, o altre a cui il farmaco smette di fare effetto e così via. Non trovo incoraggiante l'idea di iniziare un calvario fatto di continui dosaggi e ridosaggi, effetti collaterali, rinunce, efficacia alternata ed eventualmente assuefazione o dipendenza, difficoltà di cessare l'uso del farmaco. Non riesco neanche a concepire l'idea di passare il resto della mia vita in terapia. L'idea di ritrovarmi, fra venticinque anni, a combattere o convivere ancora con il disturbo ossessivo compulsivo mi causa terrore, rabbia e frustrazione. Come potrei mai realizzare la mia persona ed essere felice con questo disturbo? Esistono modi per liberarsi completamente e in via definitiva da questo disturbo, senza rischiare seri effetti collaterali o altro?
Buongiorno, le informazioni che ha letto l’hanno spaventata perché non sono state filtrate, argomentate e chiarite da uno specialista. Come per tutti i farmaci, ci possono essere effetti collaterali. Con i nuovi farmaci che abbiamo a disposizione questi sono generalmente contenuti e passeggeri e, in ogni caso, lo specialista di riferimento sarà in grado di gestirli. Anche per quanto riguarda la gravità della patologia, l’evoluzione, il tempo di risposta ai farmaci e la durata di terapia è necessario che le informazioni siano date da uno specialista, anche in relazione alla valutazione del quadro della singola persona. Si rivolga con fiducia ad uno psichiatra in modo che la possa aiutare.
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