Buongiorno, sono un ragazzo che da un po' di tempo si interroga sul proprio orientamento sessuale e

5 risposte
Buongiorno, sono un ragazzo che da un po' di tempo si interroga sul proprio orientamento sessuale e vorrei ricevere consigli su come poterlo capire con chiarezza: non ho esperienza né con ragazzi né con ragazze.
Da adolescente (ora ho 22 anni) ero sicuro di essere gay poiché guardavo e pensavo i ragazzi, anche nei momenti di autoerotismo (questa non è mai smessa); avevo ed ho una risposta fisica di fronte ad un uomo attraente. Per pregiudizi e discriminazioni ho iniziato a concentrarmi sulle ragazze poiché mi faceva sentire più uomo, ma nonostante il corpo femminile mi piaccia molto guardarlo non ricordo di aver avuto una risposta fisica o di aver pensato di farci qualcosa se non per curiosità; inoltre i genitali femminili non mi fanno effetto anzi non mi piace l'idea di farci qualcosa, tanto che guardando dei porno in cui le donne ricevono sesso orale o vengono toccate ammetto di aver pensato "che senso ha?! Che seccatura!" o in alcuni casi quasi ribrezzo, invece le stesse cose fatte ad un uomo mi piacciono molto da guardare e immaginare di farle. Non capisco se le donne mi piacciono solo che mi attraggono poco oppure no; se per gli uomini è solo attrazione fisica, una "trasgressione", o mi piacciono.
Con le ragazze, dopo una frequentazione nata per compatibilità mentale, mi capita di percepire come amiche ma può che non fossi coinvolto. Con i ragazzi non ho esperienza ma da quando ho visto (e mi piacciono tantissimo) video e film di coppie gay che si baciano, abbracciano e hanno una relazione mi ha fatto pensare che avessi il pregiudizio di poter avere una connessione mentale e una relazione romantica solo con le donne. Prima mi immaginavo con una ragazza, anche per la questione aspettative sociali che mi hanno influenzato; ora mi capita di pensarmi con un ragazzo, nonostante i timori.
So che con poche informazioni non è possibile comprendere una cosa così complessa e che l'esperienza sia fondamentale, vorrei solo avere qualche consiglio e indicazione che mi aiutino; sapete se ci sono segnali che facciano intendere che sono gay o bisex (etero lo escludo senza dubbi). Vorrei capire poiché non voglio ritrovarmi incastrato in una relazione pensando che avrei preferito altro, ma me lo sono negato per paura.
Grazie anticipatamente.
Dott. Massimo Mariani
Psicologo, Sessuologo, Psicoterapeuta
Roma
francamente il problema è buttarsi, provi ciò che più l'attira. Il segnale è questo detto in modo spiccio. Credo che ei debba provare se stesso sul campo ! Buona vita!

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Dott.ssa Silvia Bertolotti
Psicologo, Sessuologo, Psicoterapeuta
Milano
Mi sembra di capire che l'unica certezza che esprime è il fatto di non essere eterosessuale... detto ciò, l'orientamento sessuale è una questione fluida che può variare nell'arco della vita. Al di là dello stigma sociale, seguire i nostri impulsi erotici ci orienta verso le persone che ci attraggono maggiormente. Sperimentare sul campo ci può aiutare a fare delle scelte che, tuttavia, potrebbero non essere stabili e definitive.
Le relazioni sentimentali e sessuali possono essere delle esperienze meravigliose o terrificanti sia con persone del nostro stesso sesso sia con persone dell'altro sesso!
Dott. Luigi Esposito
Psicologo, Sessuologo, Psicoterapeuta
Napoli
Salve la libido, cioè l’energia sessuale, non è mentale bensì fisica è un impulso che spinge al soddisfacimento, tale impulsò è del tutto naturale si sente non si pensa anzi più si pensa e meno si sente inoltre la paura di sbagliare può confondere e inibire tale impulso, il mio consiglio è ascolta il tuo corpo le tue sensazioni sono loro che ti indicano la direzione, nella vita si rischia la paura porta all’immobilità.
Inizia ad avere contatti a metterti in gioco solo così lo scoprirai, inoltre puoi anche farti aiutare da un sessuologo e psicoterapeuta.
Cordiali saluti
Dott. Fabrizio Luigi Ricardi
Psicologo, Sessuologo, Psicoterapeuta
Milano
incontrare uno psicologo può aiutarla ad analizzare il problema con tranquillità e chiarire gli eventuali dubbi che ha
Dott.ssa Erica Zito
Psicologo, Sessuologo, Psicologo clinico
Rimini
Gentilissimo, la ringrazio per aver condiviso la sua esperienza con una tale lucidità e onestà. Il dubbio che sta vivendo è un passaggio frequente nel percorso di formazione dell'identità sessuale, un processo che la letteratura scientifica descrive come dinamico e non sempre lineare, specialmente quando entrano in gioco le aspettative sociali.

Per aiutarla a esplorare ciò che sente, vorrei proporle alcuni punti di riflessione, senza la pretesa di definire il suo orientamento, ma offrendole degli strumenti di analisi.

In sessuologia si osserva spesso come la risposta fisiologica (l'eccitazione spontanea) possa differire da ciò che cerchiamo di "farci piacere" per aderire a modelli sociali (quello che lei descrive come il tentativo di "sentirsi più uomo"). Ciò che lei riporta riguardo alla risposta fisica verso il corpo maschile e al senso di estraneità verso quello femminile è un dato che merita di essere ascoltato con curiosità, senza giudizio.

Inoltre, è molto comune che il timore del pregiudizio agisca come un filtro. A volte, ci si convince di poter avere una connessione mentale solo con le donne perché è l'unico modello di "relazione possibile" che ci è stato presentato. La sua recente apertura verso l'idea di una progettualità affettiva con un uomo suggerisce che il suo desiderio potrebbe essere più ampio di quanto pensasse.

Un punto cardine della sessuologia è poi che l'orientamento si definisce in base al desiderio e all'attrazione prevalente, non necessariamente in base al comportamento o all'esperienza pratica. Il fatto che lei non abbia avuto rapporti non rende i suoi dubbi meno validi o reali.

Suggerimenti per la sua riflessione:
Più che cercare una risposta definitiva, provi a osservare dove fluisce la sua attenzione spontanea quando non si sente osservato o giudicato. Le fantasie e le reazioni del corpo sono spesso segnali che ci dicono molto su ciò che ci fa stare bene, al di là delle "seccature" o dei rifiuti che lei ha onestamente descritto.

Si dia il permesso di non avere una risposta immediata. L'identità non è un esame da superare, ma un percorso in continuo divenire.

Se sentisse che questo stallo le provoca troppa ansia, un percorso di consulenza psicologica potrebbe aiutarla a distinguere i suoi desideri autentici dalle pressioni esterne, permettendole di vivere le sue future relazioni con maggiore libertà e meno timore.

Un caro saluto,

dott.ssa Erica Zito,

Psicologa e Sessuologa

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