Buongiorno, Nel 2019 ho avuto una epidimo-orchite, scoperta praticamente per caso con autopalpazio
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Buongiorno,
Nel 2019 ho avuto una epidimo-orchite, scoperta praticamente per caso con autopalpazione, curata con antibiotici. Ho poco dopo iniziato a manifestare fastidi urinari, dolore in zona pelvica, pollachiuria e casi di incontinenza (e qualche volta anche cistite).
Dopo 3 anni di fastidi urinari, tra cui uretriti, cistiti, e aver cambiato ben quattro urologi (addirittura uno mi ha prescritto una visita neurologica pensando a dolori psicosomatici), ho finalmente trovato un urologo che mi ha proposto degli approfondimenti e ha scoperto una stenosi uretrale di 2 mm (uretra bulbo membranosa) tramite uretrocistoscopia e poi uretrocistografia retrograda e minzionale.
Attualmente mi ha proposto da subito una terapia farmacologica per la vescica, in quanto secondo lui ho il collo della vescica molto rigido e più "piccolo" del normale, e in seguito una uretrotomia laser.
La cura che mi ha proposto lo parzialmente già fatta, e non ho visto particolari cambiamenti, per cui ho chiesto se fosse possibile operarmi direttamente. Lui dice che preferirebbe toccare il meno possibile l'uretra, di pazientare e magari vedere se qualcosa si risolve ma che comunque in futuro prima o poi sarà da operare.
Attualmente sono in un limbo: da una parte vorrei operarmi e togliermi questo fastidio, tanto so già che prima o poi dovrò farlo, dall'altra ho paura delle recidive ed essendo molto giovane (26 anni) non vorrei finire per avere recidive che mi costringerebbero ad una uretroplastica (specialmente considerando che io vorrei diventare papà nei prossimi anni e ho davvero paura di non poter avere figli, e si sa che per quanto le complicanze siano basse in termini di probabilità, la paura c'è sempre).
Vorrei chiedere cosa ne pensate, in quanto ho ovviamente paura dell'intervento e del post-operatorio ma mi spaventa molto di più sapere che "mettendoci mano" magari cambio il decorso della cosa (che magari senza andare a toccare sarebbe più lento), aumentando il rischio di recidive più gravi rispetto a 2mm attuali della stenosi, che mi costringerebbero comunque poi a fare una uretroplastica in tempi più brevi.
Ringrazio in anticipo.
Nel 2019 ho avuto una epidimo-orchite, scoperta praticamente per caso con autopalpazione, curata con antibiotici. Ho poco dopo iniziato a manifestare fastidi urinari, dolore in zona pelvica, pollachiuria e casi di incontinenza (e qualche volta anche cistite).
Dopo 3 anni di fastidi urinari, tra cui uretriti, cistiti, e aver cambiato ben quattro urologi (addirittura uno mi ha prescritto una visita neurologica pensando a dolori psicosomatici), ho finalmente trovato un urologo che mi ha proposto degli approfondimenti e ha scoperto una stenosi uretrale di 2 mm (uretra bulbo membranosa) tramite uretrocistoscopia e poi uretrocistografia retrograda e minzionale.
Attualmente mi ha proposto da subito una terapia farmacologica per la vescica, in quanto secondo lui ho il collo della vescica molto rigido e più "piccolo" del normale, e in seguito una uretrotomia laser.
La cura che mi ha proposto lo parzialmente già fatta, e non ho visto particolari cambiamenti, per cui ho chiesto se fosse possibile operarmi direttamente. Lui dice che preferirebbe toccare il meno possibile l'uretra, di pazientare e magari vedere se qualcosa si risolve ma che comunque in futuro prima o poi sarà da operare.
Attualmente sono in un limbo: da una parte vorrei operarmi e togliermi questo fastidio, tanto so già che prima o poi dovrò farlo, dall'altra ho paura delle recidive ed essendo molto giovane (26 anni) non vorrei finire per avere recidive che mi costringerebbero ad una uretroplastica (specialmente considerando che io vorrei diventare papà nei prossimi anni e ho davvero paura di non poter avere figli, e si sa che per quanto le complicanze siano basse in termini di probabilità, la paura c'è sempre).
Vorrei chiedere cosa ne pensate, in quanto ho ovviamente paura dell'intervento e del post-operatorio ma mi spaventa molto di più sapere che "mettendoci mano" magari cambio il decorso della cosa (che magari senza andare a toccare sarebbe più lento), aumentando il rischio di recidive più gravi rispetto a 2mm attuali della stenosi, che mi costringerebbero comunque poi a fare una uretroplastica in tempi più brevi.
Ringrazio in anticipo.
Lei ha molte ragioni in merito e forse tutto è stato gestito male sin dall'inizio della supposta orchi-epididimite per la cui diagnosi non riporta esami adeguati alla sua definizione... quindi è possibile che anche allora non siano emerse le reali ragioni del problema che hanno poi sostenuto il possibile stato infiammatorio presumibilmente pelvico-prostatico. Non avendo in mano gli esami che ha svolto è impossibile darle indicazioni, ma ho la sensazione che ancora una volta ci si sia fermati al solo aspetto uretrale che peraltro può essere trattato con metodologie decisamente molto meno "traumatiche" tipo i-tind o optilume, ammesso che ce ne sia realmente necessità e sempre che non si debba in realtà fare altro. Se vuole ci si potrà vedere in studio e così riesaminare quanto ha svolto e poi colmare le lacune diagnostiche. Poi si deciderà con serenità come agire.
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