Buongiorno mia zia 75 anni soffre da ragazza di disturbo bipolare e all'età di 60 anni ebbe la prima

Buongiorno mia zia 75 anni soffre da ragazza di disturbo bipolare e all'età di 60 anni ebbe la prima crisi epilettica seguita da sole altre tre crisi. Sono più di dieci anni che non ha avuto più crisi.È in cura con haldol siringa ogni 21 giorni per il disturbo bipolare e con matever compresse una compressa la mattina e una alla sera. Negli ultimi tre anni nel periodo da dicembre ad aprile ha un'aggravarsi della malattia parla da sola pero' se qualcuno entra in camera la smette. Specialmente la notte parla a voce altissima è come se litigasse con qualcuno e non riesce a dormire. Il medico le aveva prescritto lexotan la notte per dormire ma spesso senza risultati. Ora in sostituzione del lexotan le hanno prescritto rivotril. Riesce a dormire 3-4 ore e poi riprende a gridare fino alla mattina. Durante il giorno è tutto normale scende a fare la spesa sta insieme ai familiari e alla gattina, le viene di parlare da sola ma sottovoce e se c'è qualcuno smette. Siamo in questa situazione da dicembre cosa possiamo fare per farla stare più calma? Chiedo scusa e ringrazio per il vostro consulto.

2 risposte


Buongiorno. Il quadro che descrive riguardo a sua zia merita un'attenzione clinica tempestiva e specialistica. I comportamenti che riferisce, il parlare da sola a voce alta come se stesse rispondendo a qualcuno, sono fortemente suggestivi di allucinazioni uditive. Il fatto che ultimamente sua zia tenda a chiudersi nel silenzio o a negare il fenomeno non deve trarre in inganno: molto probabilmente ha sperimentato la frustrazione di non essere creduta. Quando un paziente si sente ripetere che ciò che sente "non è vero", sperimenta una profonda frattura comunicativa. Questa mancanza di sintonia con il mondo circostante e con i propri cari è proprio uno degli elementi chiave e più dolorosi dei disturbi di stampo psicotico, e porta spesso il soggetto a isolarsi per difendere la propria realtà alterata. Di fronte a questa situazione, è evidente la necessità di una revisione e approfondita della terapia farmacologica: i farmaci per il sonno (come il Lexotan o simili) in questi contesti si rivelano spesso inefficaci o meramente palliativi, poiché agiscono sull'ansia o sull'insonnia ma non colpiscono la radice del problema, ovvero il disturbo del pensiero e della percezione. È invece necessario valutare un aggiustamento del dosaggio della terapia antipsicotica (ad esempio un incremento dell'Haldol) o l'eventuale associazione con altre molecole più appropriate per il controllo delle allucinazioni. Tuttavia, ogni modifica terapeutica non può essere generalizzata o gestita autonomamente; è indispensabile programmare un'attenta visita specialistica psichiatrica che solo attraverso un esame diretto potrà stabilire la strategia terapeutica più sicura ed efficace per restituire serenità a sua zia e a tutta la famiglia. Cordiali saluti.

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Quello che descrive è probabilmente un peggioramento stagionale dell'agitazione e dell'insonnia che si ripete da tre anni tra dicembre e aprile, tipico di alcune forme di disturbo bipolare in età avanzata che possono avere un andamento influenzato dalla stagione. Il fatto che di giorno stia bene, scenda a fare la spesa e interagisca normalmente è un segnale molto positivo e significa che la base della terapia sta funzionando. Probabilmente bisogna inserire un farmaco che non sia una benzodiazepina per aiutare il sonno e permettere che ne venga migliorata la qualità. La scelta del farmaco va attentamente valutata in base alle patologie di base e agli altri farmaci che assume

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.