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Buongiorno. mia suocera di 61 anni, due anni fa è stata portata al pronto soccorso in codice rosso per problemi respiratori. Dopo una radiografia e con la conferma di una Tac le è stata diagnosticata un' embolia polmonare massiva che in poche ore è degenerata in un arresto cardiaco di mezz'ora, in coma profondo, coma vegetativo, e infine con la morte dopo circa 7 mesi. Da circa tre giorni lamentava fame d'aria, affanno e difficolta a respirare Due giorni prima l'abbiamo portata dal medico curante che le ha diagnosticato, un attacco di panico e di ansia, 12 giorni prima lo stesso medico le aveva prescritto un antibiotico il Ceftriaxone per via parenterale come terapia di una bronchite. Le domande che cortesemente le porgo sono: Per quanti giorni possono durare i sintomi di un'embolia? Un'embolia polmonare può presentare solo lievi sintomi come quelli descritti? Una bronchite può degenerare in embolia polmonare? Il medico di base aveva gli elementi per poter fare una corretta diagnosi e salvare la vita di mia suocera spedendola al pronto soccorso invece di prescriverle Lorazepam? I sintomi di fame d'aria, affanno e problemi respiratori sono sufficienti per fare una diagnosi differenziale di fronte alla propria paziente affetta da " bronchite" solo 12 giorni prima? Si possono collegare i due eventi? ovvero prima visita con diagnosi di bronchite e seconda visita con persistenti problemi respiratori? Il medico avrebbe potuto capire l'entità del problema in base alla sintomatologia riferita da mia suocera? Anticipatamente ringrazio Cordiali saluti Maria Elena

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