Buongiorno, io sono disperata. Ho 20 anni, da un anno e mezzo soffro di una colite aspecifica che mi

1 risposte
Buongiorno, io sono disperata. Ho 20 anni, da un anno e mezzo soffro di una colite aspecifica che mi dà gli stessi sintomi del morbo di crohn, sono anche celiaca e intollerante al lattosio. Sempre da un anno soffro di una cistite costante da Escherichia Coli, non mi ha mai dato grossi problemi, all'inizio ho cercato di mandarla via con antibiotici e integratori (d mannosio, uva ursina, mirtillo) ma niente da fare, tornava sempre, quindi ho smesso con gli antibiotici e ho continuato la terapia con gli integratori per tenere a bada i sintomi. Tutto è filato più o meno liscio fino a che settimana scorsa la cistite ha intaccato i reni diventando pielonefrite. Mi hanno fatto una puntura di toradol, Tachipirina da 1000, antibiotico monuril per non aggravare i sintomi della pancia. La febbre per fortuna è contenuta ma ho sempre quei 37.2 e dolore renale, i sintomi sono diventati più lievi ma mi sento affaticata e il fiato corto, oltre al dolore anche alla vescica. Nessuno mi sa dire perché ho questi problemi, inizialmente si pensava fosse solo una causa della disbiosi, fino a che non ho avuto questo episodio, lì mi hanno detto che non è solo un problema intestinale ma probabilmente anche urologico. Ho fatto eco addome inferiore che è risultato negativo con residuo post minzionale a 40 mL, oggi ho gli esami del sangue per la funzionalità renale e sto aspettando di fare una visita urologica. Qualcuno gentilmente sa consigliarmi che esami fare o sa dirmi come mai questa cistite non vuole abbandonare il mio corpo in modo definitivo?
(Premetto che per il problema intestinale ovviamente sono seguita e prendo regolarmente probiotici, prebiotici, mesalazina)
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Un quadro certamente non chiaro anche nella sua esposizione. E' altamente probabile che la disfunzione intestinale con relativa disbiosi non risolta, sia alla base anche del quadro urinario. Non ci dice su quali basi è stata posta la diagnosi di pielonefrite e che caratteri abbia avuto o abbia e quindi nulla si può dire nel merito. Un fatto è certo... gastroenterologo, internista e urologo devono strettamente collaborare per inquadrare la situazione e attivare una valutazione integrata e la altrettanto integrata terapia. Altro fatto certo è l'evitare gli antibiotici salvo non siano stretamente indispensabili.

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