buongiorno. In data 26 gennaio u.s. sono stata operata alla caviglia sx a causa di frattura trimalle

buongiorno. In data 26 gennaio u.s. sono stata operata alla caviglia sx a causa di frattura trimalleolare scomposta. Mi sono stati messi mezzi di sintesi in titanio. Dopo circa un mese in cui sono dovuta stare attenta a non caricare sulla caviglia operata, ho cominciato riabilitazione fisioterapica, passando dall'uso del tutore walker con stampelle, al tutore a valva con una stampella, infine al tutore elastico a otto. Attualmente, a distanza di quasi quattro mesi dall'operazione, riesco a camminare senza stampelle, portandomi dietro un bastone da usare in caso di stanchezza o necessità (per esempio per fare le scale). Ho recuperato buona parte della funzionalità di base, tuttavia la caviglia resta ancora un po' rigida e il passo difficoltoso, specie su strada. Sento ancora una notevole rigidezza al tendine di achille, sensazione di stretta alla caviglia, nonchè doloretti al collo del piede, specie a fine giornata. La fisiatra ha rilevato schema del passo alterato per appoggio prevalentemente plantare e scarsa escursione funzionale della caviglia. Vorrei sapere se il decorso descritto è nella norma, per il tipo di lesione, e se, oltre alla fisioterapia fisica che continuo a fare, ci sono altre terapie che possono favorire la ripresa. Come scarpa in questo momento uso preferibilmente delle sneaker da trail running, quindi con una buona ammortizzazione ma abbastanza strutturate. Vorrei sapere se vanno bene e se, eventualmente, è consigliabile dopo un incidente di questo tipo l'uso di un plantare personalizzato. Grazie per la vostra attenzione.

2 risposte


La riabilitazione eseguita non e' corretta perche' doveva essere impostata sul recupero articolare prima passivo e poi attivo e sul carico pieno e libero con anche gli esercizi propriocettivi . Il pericolo in questo tipo di lesioni e' la sindrome algodistrofica da non carico o scarso carico e da immobilizzazione prolungata.E' ovvio che bisognerebbe valutare il caso adeguatamente con lastre e clinicamente per capire il problema ma non e' certo risolvibile con un plantare.

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Gentile paziente, nella descrizione del caso fa riferimento a una collega fisiatra. Il mio forte consiglio è di rivolgere alla collega, che la può visitare e quindi inquadrare adeguatamente e meglio di noi qui su Internet, tutte queste domande. Cordialmente, Dr. Nicola Manocchio, Fisiatra, specialista in Fisiatria e ozonoterapia, Roma.

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