Buongiorno, il mio non è un vero e proprio consulto ma un tentativo di avere un chiarimento. Come

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Buongiorno,
il mio non è un vero e proprio consulto ma un tentativo di avere un chiarimento.
Come mai si assiste ad numero così elevato di arresti cardiaci in persone giovani, sane, sportive? Giusto ieri una ragazzina di 12 anni è stata salvata durante un allenamento di pallavolo con un defibrillatore, ma per 1 che si salva ce ne sono 50 che muoiono. Perché un cuore sano si ferma senza apparente motivo? E' possibile che anche facendo una visita sportiva agonistica, con ecg da sforzo, uno non possa sentirsi sicuro ma rischiare comunque di morire, anche se sta seduto su una sedia a scuola? Nei decenni passati era così? Se si parla di cardiopatie congenite, perché non si fa uno screening alla nascita o nei mesi successivi? Trovo tutto questo assurdo e inspiegabile, cosa potete dirmi voi che vedete queste cose?
Badate bene, non sono uno di quei complottisti che pensa a chissà cosa, ma vorrei solo capire il perché succedano certi eventi in persone che dovrebbero solo poter godersi la vita. A 25 anni, non voglio dover pensare che posso morire ogni secondo, nonostante siano 12 anni che faccio visite medico sportive agonistiche e le passo tranquillamente. Se è così, l'evoluzione è davvero servita a poco.
Grazie infinite a chi vorrà rispondere.
La cosiddetta "morte cardiaca improvvisa", che avviene in soggetti sino a quel momento sani o senza storia conosciuta di malattia cardiaca, e che arrivano al decesso senza che sia stato possibile fare una diagnosi, è solitamente dovuta ad un arresto cardiaco da fibrillazione ventricolare o altra complicanza aritmica fatale.
Colpisce in Italia, ogni anno, una persona su 1.000 (quindi 50.000 - 60.000 all'anno). Spesso è la prima, e ultima, manifestazione di una cardiopatia ischemica non nota, che insorge all'improvviso come infarto cardiaco seguito da arresto cardiaco. Questo spesso in soggetti ancora giovani.
Ma è sempre successo . . . Non esiste un test di screening che dia la certezza di non correre questo rischio, a meno non si faccia una diagnosi precisa di malattia predisponente (in questo caso non è tecnicamente una vera morte improvvisa, perchè una malattia era stata diagnosticata durante la vita). Esami o accertamenti possono documentare quello che c'è . . . non quello che non c'è e che ci sarà, forse, ma non si sa se e quando. E' giusto fare di tutto per conoscere il proprio profilo di rischio, evitare o correggere cattive abitudini, insomma fare prevenzione. Un rimedio probabilmente utile sarebbe la diffusione capillare, adesso che costano relativamente poco, dei defibrillatori in luoghi pubblici, ovviamente insegnando anche ad usarli correttamente. L'evoluzione c'entra poco, mi creda.

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