Buongiorno. Ho quasi 65 anni ed in seguito ad esame della PSA (4.68 ng/ml, rapporto libero/totale 16

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Buongiorno. Ho quasi 65 anni ed in seguito ad esame della PSA (4.68 ng/ml, rapporto libero/totale 16.2%, ripetuto in altro laboratorio 5 gg dopo, 6.98 ng/ml, rapporto libero totale 15%) ho effettuato ecografia pelvica (prostata ingrandita 5.56 x 5.63 x 4.68, ovvero 77 cc, con adenomatosi sia dei lobi laterali che di quello mediano, presenza di qualche areola di sclerosi posteriore) e poi visita dall'urologo (esperto in chirurgia oncologica urologica), che, anche in seguito ad esplorazione rettale ed individuazione di un area a consistenza aumentata nella zona postero-laterale sinistra, mi ha prescritto Uro-TAC e risonanza magnetica multiparametrica entrambe con contrasto. La prima indagine ha evidenziato prostata ipertrofica a densità disomogenea con diametri assiali 5.5x 4.8 cm) e assenza di alterazioni morfodensitometrico a carattere focale ai metameri lombari ed al bacino e assenza di adenopatie a sede lombo aortica, iliaca otturatoria e inguinale. La RM multiparametrica con MDC ha invece evidenziato prostata 4.8x5.5x6.9 cm, pari a ca 95 cc con protusione nel pavimento vescicale ed in zona centrale-transizione di una LESIONE sospetta sul versante antero-laterale destro tra ore 9.00 e 11. cratterizzata da disomogenea focale ipointensità nelle immagini T2 pesate, a margini sfumati ed irregolari, con netta restrizione della Diffusione nelle immagini ad alto b-value, di circa 13 mm sul piano assiale con PI-RADS4. Per il resto, la RM NON ha evidenziato focalità sospette né aree di significativa restrizione della Diffusione nella zona periferica, né in quest'ultima aree di sospetto enhancement nelle immagini dopo MDC. NON sono stati osservati bulging capsulare, né tessuto extra-prostatico, ed erano conservati i piani adiposi periprostatici così come non vi era inspessimento del fascio vasculo-nervoso biòlateralmente. Infine, le vescicole seminali erano simmetriche e discretamente distese, SENZA tessuto solido al loro interno, mentre ASSENTI erano anche linfoadenomegalie e versamento libero nei piani addominali esaminati.
Il motivo per cui le scrivo è che l'urologo che aveva prescritto queste indagini, dopo aver osservato attentamente le immagini RM ed aver notato che la localizzazione della lesione individuata dalla RM era DISTANTE dall’area a consistenza aumentata da lui individuata nella zona postero-laterale sinistra con l'esplorazione rettale, ha asserito di non concordare con il referto. In particolare, a suo parere la lesione non appariva preoccupante, ed ha quindi sconsigliato PER ORA di effettuare una biopsia, consigliando invece di iniziare trattamento farmacologico con finasteride per due mesi fino alla prossima visita, con lo scopo di ridurre il volume della prostata e quindi vederne anche l'effetto sui livelli di PSA. A seconda degli effetti del finasteride su volume prostata e PSA tra due mesi potrà prendere una decisione più mirata sull'opportunità di effettuare una biopsia prostatica. A suo giudizio: 1) la qualità ed i risultati di una biopsia (anche “fusion”, che lui stesso avrebbe potuto effettuare) su una prostata così grande non sarebbero stati ottimali né facilmente interpretabili, e 2) non vi è pericolo che in soli 2 mesi la situazione della lesione sospetta possa peggiorare. Sebbene io riponga fiducia nel mio urologo, anche grazie alla sua esperienza pluridecennale, speravo di ottenere presso di voi una SECONDA OPINIONE su questa sua strategia diagnostica, anche perché ho visto che ad uno score PI-RADS 4 viene normalmente fatta seguire una biopsia. Vi ringrazio anticipatamente per qualsiasi consiglio possiate fornirmi, e ne approfitto per chiedervi una cosa che ho dimenticato di chiedere al mio urologo: debbo effettuare una nuova analisi dei livelli di PSA prima di iniziare il trattamento con finasteride?
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Chirurgo generale, Urologo
Milano
Un fatto è certo: lei ha una prostata fortemente congesta ed infiammata con una consistente IPB, il tutto valutato per un volume medio tra le diverse tecniche di circa 85 ml. Tale quadro non troverà alcun benneficio da un trattamento anti-androgenico con la finasteride o analoghi e rischia solo di alterare il quadro del sospetto carcinoma definito dalla mpRMI con un PI-RADS 4. Su tale aspetto gioca ad incrementare il sospetto il fatto che, nella media, il PSA totale permanga a 5.5 ng/ml e il L/T al 15.5% (valore sensibilmente ridotto). Peraltro l'anti-androgeno (finsteride) rischia di inibire l'attività del sospetto carcinoma "nascondendolo" alla rilevazione delle variazioni di PSA totale del rapporto L/T. Certo ha ragione l'urologo a dire che la fusion nella sua condizione potrebbe essere difficile e dare luogo ad un falso negativo. A dirimere la questione, così di precisare meglio la situazione e fare le adeguate scelte, è bene avere: il profilo del PSA (PSA totale e libero, 2-proPSA e PHI; rapporto PSA/volume e PHI/volume, PSA L/T, testosterone/PSA); il dato ADC della mpRMI (deve essere >0.682 × s/mmq in caso di benignità o carcinoma di basso grado) sulle aree sospette (nel referto dovrebbe essere riportato, altrimenti può essere richiesto alla diagnostica; eseguire una PET/CT con 68GallioPSMA o con (18F)-DCFPyl-PSMA determinando il valore SUVmax sulle aree sospette prostatiche dove tale valore è basso (<5) ove il cancro non sia significativo e bassissimo in caso di benignità. Ovviamente in ogni caso quella prostata, nella condizione in cui è, è decisamente meglio toglierla ad evitare rischi di ritenzioni urinarie acute o, peggio, di costituzione di reflusso vescico-ureterale con conseguente idronefrosi e danno renale (il primo segnale è la costituzione po il peggioramento di una ipertensione). Infine ci sarebbe la questione di definire le sue condizioni generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale), con gli indici derivati, atte a definire le ragioni dello sviluppo del suo quadro ed attivare così la adeguata strategia terapeutica.

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