Buongiorno ho effettuato una Risonanza magnetica a piede e caviglia, per un vechio trauma di frattu
Buongiorno ho effettuato una Risonanza magnetica a piede e caviglia, per un vechio trauma di frattura intraspongoiosa ed edema osseo al 5 metatarso. Il referto appare piuttosto laconico e molto più sintetico se confrontato con 3 precedenti RM degli anni precedenti. Non so se questo dipende dal fatto che ora la risonanza l'ho fatta in ospedale a regime USL e l altre volte in cliniche private, ma convenzionate, mai a pagamento. Sono perplesso innanzi tutto dice che non ci sono alterazioni di segnale al seno del tarso quando il problema è al prossimale del 5 metatarso che anche l'ultima volta l'anno scorso parlava di: "Al terzo prossimale della diafisi del V metatarso, sul versante esterno, permane sfumata banda di iperintensità di segnale della spongiosa, precedentemente segnalata, per circoscritta sofferenza edematosa.". E che c'entra il seno del tarso? Come mai questa voilta non ne fanno menzione al 5 mtt visto che i miei problemi e disturbi sono proprio sotto il 5 metatarso? possibile che sia sparita l'alterazione di segnale, che il trauma fu giugno 2016 ma in RMN di giugno 2019 veniva citata come ho riferito da referto, possibile che si sia normalizzata? difficile pensarlo..Poi non viene segnalata "Cavitazione geodica di circa 7 – 8 mm nel contesto del corpo del calcagno", quella mica sparisce, anzi! perchè non l'avranno segnalata, bah.. Infine mi segnalano un "Modesti segni di fascite plantare" e qui sono sorpreso al contraio poichè nelle tre precedenti RMN si mettava per iscritto che era "regolare la fascia plantare". Io male al tallone proprio non l'ho, sento un pò "tirare" verso le dita specie piccole....e come si può diagnosticare la fascite plantare? Concludo, una mia idea sarebbe di fare valutare il dischetto da altro Radiologo diagnostico e dirle: "Mi scriva il suo referto." E come posso fare, dove trovo dei Radiologi disposti a questa valutazione, pagando ovviamente? Grazie
2 risposte
Salve. Con tutti i limiti della valutazione a distanza provo a darle delle spiegazioni . Ogni radiologo referta in maniera diversa, c'è chi è più descrittivo e chi è più sintetico, ma non per questo un referto è migliore dell'altro. L'importante è dare indicazioni al medico specialista che la ha in cura. Nello specifico il collega avrà menzionato il seno del tarso perchè è una di quelle strutture che si valutano negli esami di rm piede e caviglia, e spesso si referta anche se negativo, è soltanto una consuetudine. Lei riferisce di aver subito una frattura del V metatarso, e suppongo che il motivo per cui si sia sottoposto a risonanze ripetute nel tempo fosse per controllare suddetta frattura. Se al penultimo controllo effettuato risultava e cito testualmente" sfumata banda di iperintensità..." è plausibile che al controllo ultimo questo reperto non fosse più presente e pertanto non sia stato segnalato. Ciò è un segnale positivo perchè significherebbe che la frattura è "guarita", e l'edema si è risolto.È possibile inoltre che il geode non sia stato ritenuto significativo, o che semplicemente essendo già stato segnalato in passato non sia stato repertato nuovamente. Per quanto riguarda infine la fascite, che è un'infiammazione più o meno silente del fascio plantare, potrebbe tranquillamente essere comparsa successivamente. Deve pensare che la storia clinica dei pazienti cambia nel corso degli anni e con essa anche i reperti radiologici. È del tutto fisiologico. Inoltre le immagini radiologiche vanno sempre rapportate alla clinica del paziente e correlate se necessario da visita con specialisti del settore. Se lei non ha particolari disturbi al fascio plantare, e l'ortopedico che credo l'abbia avuta in cura per la frattura, ritiene che sia tutto nei limiti, non è necessario far vedere la risonanza ad altri radiologi, cosa che eventualmente è possibile, ed è chiamato "second look" radiologico. Alcuni colleghi svolgono consulenze di questo tipo. Spero di aver risposto ai suoi dubbi, per quanto mi sia possibile a distanza.
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Buongiorno, sì, può succedere che un edema osseo post-traumatico si riduca o scompaia nel tempo, anche se i sintomi persistono. Il referto più sintetico non significa necessariamente che l’esame sia stato fatto peggio: spesso il radiologo descrive solo i reperti ritenuti attuali o significativi. La fascite plantare può essere diagnosticata in RM quando la fascia appare ispessita o con segni di infiammazione, anche se il dolore non è sempre tipicamente al tallone. Se ha dubbi, una seconda lettura delle immagini è una scelta sensata. Può richiedere una revisione del dischetto presso un radiologo muscolo-scheletrico o prenotare una consulenza online con spiegazione del referto e visione delle immagini.
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