Buongiorno, ho 65 anni, libero professionista, una compagna da tre mesi di 38 anni, con la quale ho

Buongiorno, ho 65 anni, libero professionista, una compagna da tre mesi di 38 anni, con la quale ho ottimi rapporti orali, ma non penetrazione poiché al momento del rapporto non ho erezione, anche se la desidero tantissimo. Premetto che, essendo bipolare tipo 1, assumo litio ed Eutirox. Colpa loro? Oppure c'è un problema psicologico? O altro? Grazie

2 risposte


Il litio potrebbe essere una delle ragioni... tenga presente che è diverso tenere l'erezione in un rapportomorale o con la masturbazione da un rapporto penetrativo (vaginale). In ogni caso è doveroso fare il punto della situazione con i dovuti esami genitali e generali.

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Gentile Signore, la situazione che descrive è più comune di quanto si pensi e merita di essere affrontata con attenzione e rispetto, come sta facendo. La presenza di desiderio sessuale, unita alla qualità del rapporto con la partner e alla soddisfazione nelle pratiche sessuali non penetrative, sono elementi molto positivi e indicano che la funzione sessuale non è compromessa nel suo complesso, ma che vi è una difficoltà circoscritta all’erezione, che merita di essere inquadrata in ambiente specialistico andrologico per valutare la causa corretta e, quindi, la eventuale terapia. Va considerato che entrambe le condizioni che Lei riferisce – il disturbo bipolare e l’ipotiroidismo – così come i farmaci utilizzati per trattarle (litio ed Eutirox), possono influenzare in varia misura la funzione sessuale. Il litio, in particolare, può avere un impatto sulla sfera sessuale, anche se in modo variabile da persona a persona. L’ipotiroidismo stesso, se non perfettamente compensato, può contribuire a una riduzione dell’efficienza erettile. Allo stesso tempo, anche fattori di natura psicologica – come l’ansia da prestazione, aspettative elevate o la novità della relazione – possono giocare un ruolo importante, soprattutto in presenza di un forte desiderio di soddisfare la partner. Sarebbe quindi utile affrontare la questione in modo integrato, valutando: un inquadramento andrologico per escludere o confermare eventuali cause organiche; un monitoraggio dei livelli ormonali, inclusi testosterone totale e libero, TSH e prolattina; un confronto con lo specialista che la segue per il disturbo bipolare, per valutare se eventuali aggiustamenti terapeutici siano opportuni o possibili; se necessario, un supporto psicologico o psicosessuologico, soprattutto se si evidenziano componenti emotive o relazionali significative. Con un approccio mirato e multidisciplinare, nella maggior parte dei casi è possibile individuare la causa e intervenire in modo efficace. Cordiali saluti

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.