buongiorno ho 62 anni ho una IPB ho fatto una R.M. multiparametrica dove non si evincono lesioni par
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buongiorno ho 62 anni ho una IPB ho fatto una R.M. multiparametrica dove non si evincono lesioni particolari PIRADS 1 ; la mia prostata ha un volume di 88 ml. Il mio PSA rimane alterato con valori tra 7 e 9 una volta 11. Il rapporto con il libero è nella norma.
la mia domanda è : è necessaria la BIOPSIA ?
Il neurologo mi ha detto che non sarebbe necessaria ma è prassi consolidata farla. E' il caso di andare a sfrogoliare ?
Inoltre ci sono farmaci che aiutano a ridurla, nel mio caso è troppo tardi?
E' il caso di valutare un intervento?
Quale?
Mi scuso per la lungaggine e spero di essermi espresso in maniera chiara.
Ringrazio per le risposte.
la mia domanda è : è necessaria la BIOPSIA ?
Il neurologo mi ha detto che non sarebbe necessaria ma è prassi consolidata farla. E' il caso di andare a sfrogoliare ?
Inoltre ci sono farmaci che aiutano a ridurla, nel mio caso è troppo tardi?
E' il caso di valutare un intervento?
Quale?
Mi scuso per la lungaggine e spero di essermi espresso in maniera chiara.
Ringrazio per le risposte.
Stante la mpRMI con PI-RADS 1 va esclusa allo stato la biopsia e va considerato il fatto di un PSA sostenuto dalla IPB consistente e dalla associata altrettanto consistente congestione infiammatoria. Magari il profilo completo del PSA (PSA totale e libero, 2-proPSA e PHI; rapporto PSA/volume e PHI/volume, PSA L/T, testosterone/PSA) potrà meglio aiutare, insieme ad una attenta ecografia doppler transrettale. Resta il fatto che quella IPB vada risolta con l'intervento di riduzione/disostruzione: è inutile aspettare che aumenti ulteriormente di volume con tutti i rischi minzionali e renali connessi. Fatto ciò, dopo circa un paio di mesi, andranno rivalutate le condiz9oni di congestioni infiammatoria pelvico-prostatica e le relative ragioni generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale) per per attivare la adeguata strategia terapeutica.
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Salve. Ci sono certamente numerosi fattori da tenere in considerazione sia per quanto riguarda l’indicazione a fare una biopsia che ad effettuare un intervento di riduzione dell’ adenoma prostatico altresì ad iniziare una terapia Farmacologica per ridurre le dimensioni della prostata. Andiamo per Ordine: Un PSA stabile tra 7-9 nanogrammi/ ml per una prostata delle sue dimensioni (quasi 90 cc) configura una PSA density bassa che unitamente alla risonanza magnetica prostatica negativa per aree focali sospette (A condizione che l’RM sia stato fatto da un radiologo con comprovata Expertise nell’esecuzione di tale esame), riduce drasticamente il rischio che lei abbia un carcinoma prostatico al momento, tale Probabilità è inferiore al 10% per quanto riguarda l’adenocarcinoma in generale ed inferiore al 5% per quanto riguarda forme clinicamente significative; Fatte tali premesse, l’esecuzione di una biopsia prostatica standard quindi un mapping sistematico, proprio in considerazione delle dimensioni della prostata, deve essere di tipo saturativo, essendo cioè necessari 18 meglio 24 prelievi Per un adeguato campionamento; Tale procedura non deve incuterle timore né preoccuparla particolarmente poiché viene eseguita in un setting ambulatoriale con un’anestesia locale e se possibile con una sedo-amnesia a base di Midazolam, rendendo la procedura poco invasiva e minimizzando il discomfort del paziente; In caso di negatività di tale Esame, si avrà la quasi assoluta certezza di non aver sviluppato fino a quel momento Una neoplasia prostatica maligna. Per quanto riguarda invece la procedura di riduzione dell’adenoma prostatico che influenza negativamente le prestazioni minzionali, è da Considerare quale opzione terapeutica in caso di disturbi urinari significativi non Migliorabili La terapia farmacologica o in caso di intolleranza ad essa (ed in caso di necessità di catetere vescicale per ritenzione urinaria cronica ed acuta su cronica); Le procedure chirurgiche proponibili sono diverse, Ad iniziare dalla classica TURP (preferibilmente con tecnologia Gyrus) che è il vero e proprio evergreen per questo tipo di indicazione passando per l’enucleazione laser (HOLEP, ThuLEP) fino all’adenomectomia prostatica laparoscopica o robot assistita; minimo comune denominatore di pressoché tutte le tecniche disostruttive prostatiche è la presenza di eiaculazione retrograda o anejaculazione permanente post-operatoria (SENZA alcun impatto comunque sulla potenza sessuale e sul raggiungimento dell’orgasmo!); sulla scorta di tale problematica, con la promessa di mantenere una una valida eiaculazione post operatoria, sono attualmente in auge e notevolmente pubblicizzate diverse altre tecniche non ablative (Rezum) o ablative senza riscontro istologico (Acquablation): non ho esperienza diretta per quanto concerne tali tecniche però in medicina le conoscenze consolidate da più tempo, più “vecchie” se vogliamo, sono quelle di cui meglio si conoscono sia gli effetti benefici che i potenziali effetti avversi come prevenirli e come eventualmente porvi rimedio; in sintesi, c’è una vasta gamma di possibilità chirurgiche ma l’indicazione assoluta a tale intervento è di tipo clinico prevalentemente (ovvero il grado di impatto negativo sulla sua qualità di vita che i disturbi urinari rappresentano) oltreché strumentale (Uroflussometria, ecografia dell’addome con valutazione dello spessore delle pareti vescicali, della presenza di diverticoli e del ristagno post-minzionale); le dimensioni della prostata ed il valore del PSA (una volta esclusa ovviamente la problematica tumorale), non sono di per sé un’indicazione a procedere ad un intervento di questo tipo. Infine con lo stesso tipo di ragionamento si pone indicazione, spesso come prima strategia terapeutica prima di pensare ad un intervento disostruttivo, ad una terapia medica farmacologica cronica che può essere a base di farmaci che migliorano lo svuotamento vescicale rallentando il deterioramento funzionale della vescica (alfalitici) senza tuttavia impattare sulla progressione naturale della problematica adenomatosa benigna della prostata oppure principi attivi che riducono, molto lentamente nell’arco di almeno 6-12 mesi le dimensioni della prostata, procurando però spesso diversi effetti collaterali di natura andrologica e sessuale per cui considerati di seconda linea. Infine, va tutto soppesato alla luce delle sue condizioni di salute generale e della sua età piuttosto giovane. Spero di essere stato sufficientemente chiaro ed esaustivo. Resto a disposizione, Cordiali saluti. P.S: il PSA elevato Non rappresenta un rischio Causale nell’insorgenza del Carcinoma prostatico ma è semplicemente un campanello d’allarme; per analogia con il diabete mellito, non è come la glicemia che rappresenta la manifestazione stessa della malattia, ma è semplicemente un marker per altro poco specifico.
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